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il blog di Antonio Bertinelli su Il Cannocchiale
Giustizia 2020? un incubo (30 puntata)
post pubblicato in diario, il 3 dicembre 2020


Il ricorrente/denunciante ha deciso di scrivere alla sorella:************** “Cara xxxxxxxxx, se è stato ritrovato in casa il libretto dove viene accreditata la pensione di nostra madre, bisogna fare un piccolo versamento o un piccolo prelievo sul libretto all’ufficio postale. Lo puoi fare tu o, se vuoi, lo posso fare io. Solo in questa maniera si sblocca il postamat e la vecchia può riprendere la pensione allo sportello automatico vicino casa. I “benefattori”, ai quali nostra madre si è affidata da giugno scorso, non vogliono che lei ricominci a prendere la pensione perché hanno in programma di mettere le mani sui tuoi liquidi, cioè su quelli che io conservo per te. Vogliono costringermi a prelevare i tuoi soldi per portarli a lei (me lo hanno chiesto più volte) e pensano di riuscirci in questa maniera. E’ da marzo che la pensione di nostra madre viene accreditata sul libretto e nessuno la ritira. Ricorderai che ho provveduto personalmente alle sue necessità fino a tutto giugno. Non intendo nel modo più assoluto usare le tue disponibilità economiche per altre ragioni se non quelle collegate ai tuoi bisogni presenti e futuri. Non intendo versare i tuoi soldi nelle mani altrui. Telefonami per darmi una risposta. 3/12/2020 xxxxxxxxxxxxxxxxxx” ************************************************************************************************************************** L’uomo ha deciso di ricorrere a questo escamotage perché è finito in un cul de sac. A molti mesi dalla sua scomparsa deve contare sul possibile rinvenimento del libretto postale in casa delle due disabili e sulla rimasta capacità della sorella di capire le pressanti necessità del momento. A giugno scorso, alla luce dei sempre più frequenti trinceramenti della vecchia nell’abitazione, il ricorso alla Magistratura fu l’unico passo (legale) praticabile. Il ricorrente era talmente nel dubbio che le due donne conviventi fossero da qualche tempo circuite che nell’istanza al G.T. fece espressa richiesta del conferimento del potere di querela per meglio tutelare la madre (vedi 1 puntata). A tutt’oggi i fatti dimostrano che le defaillances dell’anziana donna sono state usate come cavallo di Troia, calunniando il figlio, per tentare di mettere sotto controllo (giudiziario?) le disponibilità economiche della figlia. Onore al merito per questa sfortunata donna che con grande intuito e lungimiranza ha dettagliatamente nominato il fratello suo procuratore generale. Se domani avrà necessità di altre cure (molto probabili), ci saranno ancora un po’ di soldi da impiegare all’uopo.************************************ Con il ricorso ai suoi presunti “benefattori” l’anziana donna invece ha perduto una quantità imprecisata di beni (regalati, venduti, svenduti?), ha perduto la riscossione mensile della pensione e la quotidiana presenza in casa del figlio che si occupava di lei e di tutti i suoi problemi dal marzo dell’anno 2006. Qualcuno, molto diligentemente, ha pure provato ad imputare al figlio (in pratica messo alla porta dai nuovi tutori della vecchia) la violazione dell’art. 591 c.p. (abbandono d’incapace).************** E’ il mito di Antigone che, dalla tragedia di Sofocle, si trasferisce ancora oggi nell’attività giurisdizionale. Il contrasto tra leggi e potere può farsi insanabile.***************************************** Per garantire che l’azione dei tribunali non fosse un mero esercizio di tracotanza, i Padri Costituenti hanno previsto rigide garanzie per l’esercizio della funzione giurisdizionale, assicurando che il magistrato sia soggetto soltanto alla legge (art. 101) e che la Magistratura costituisca un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere (art. 104) con governo autonomo (artt. 104 e 105), prevedendo che i singoli magistrati siano inamovibili, distinti solo per diversità di funzioni (art. 107) e limitando le prerogative del Ministro della Giustizia all’organizzazione ed al funzionamento dei servizi relativi alla Giustizia (art. 110). Tali prerogative sussistono nell’interesse non dei singoli magistrati, né della Magistratura intesa come corporazione, ma del Popolo Italiano, in nome del quale è resa giustizia con l’esercizio imparziale e sollecito della giurisdizione (art. 111), assicurando che venga rispettato il principio dell’eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge (art. 3). **************L’art. 1 del d.lgs. n. 109/2006 enumera i doveri del magistrato nell’esercizio delle sue funzioni, individuandoli in quelli di imparzialità, correttezza, diligenza, riserbo, equilibrio e rispetto della dignità della persona. Detti parametri normativi, nel profilare la postura professionale del magistrato, fungono anche quali denotazioni connotative per l’eventuale integrazione di uno degli illeciti disciplinari previsti dall’art. 2 del citato decreto. Le disposizioni sono messe a presidio del confine oltre il quale l’esercizio della giurisdizione non è più al riparo da possibili interventi sanzionatori del giudice disciplinare. Oltrepassati questi paletti, il magistrato non può difendersi dietro il paravento dei principi di autonomia e indipendenza. Gli illeciti disciplinari del magistrato nell’esercizio delle funzioni, tipizzati dal legislatore nella riforma del 2006, sono stati successivamente più volte integrati e modificati. Il CSM è posto a presidio della trasparenza dell’attività dei magistrati. **************L’epilogo della recente vicenda riguardante il presidente dell’ANM ha consentito al “defenestrato” di dire in TV che lui ha pagato per tutti in quanto il sistema di cooptazione era quello da sempre. Non si è dichiarato “innocente”, ma le sue dichiarazioni successive al verdetto appaiono credibili, come la paludata chiamata di correità. Da sottolineare che il “cacciato”, secondo le accuse, aveva dimostrato interesse alla nomina del nuovo procuratore capo di Perugia, ovvero nel distretto di Corte d’Appello competente per le indagini sui possibili reati commessi dai magistrati del distretto di Corte d’Appello di Roma, così come è stabilito dalla legge n.420/1998. Sic transit gloria mundi.**************** Non ci è dato di conoscere gli esiti dei procedimenti penali avviati sui magistrati al di fuori del distretto giudiziario di rispettiva appartenenza. Possiamo invece riportare quello che scriveva “Il Giornale” il 29 gennaio 2018: “Una pioggia di denunce contro i magistrati, ma sono sempre assolti. Più di mille esposti all’anno dai cittadini. Le toghe si auto-graziano: archiviati 9 casi su 10”. ====================================3/12/2020 Antonio Bertinelli====https://antoniobertinelli.com/2020/12/03/giustizia-2020-un-incubo-30-puntata/
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Giustizia 2020? un incubo (29 puntata)
post pubblicato in diario, il 27 novembre 2020


A margine della storia si sviluppano i corollari che intendono dipingere il ricorrente/denunciante come una persona sleale. Così, pur di raggiungere lo scopo, viene fatto il tentativo di strumentalizzare anche la sorella. Per buona sorte dell’uomo, anche se provata dalla vicenda che da luglio 2020 le ha tolto grande parte della residua lucidità, la congiunta non ha sottoscritto alcuna denuncia. E’ questo uno degli aspetti che caratterizzano l’amministrazione della Giustizia: c’è più spazio di ieri per impiegare cinicamente una persona malata contro qualcuno che dà fastidio. In attesa che maturino altri eventi, prima di tornare al tema, ci concediamo una disgressione. Se la memoria non ci tradisce, l’ultima volta che abbiamo affidato al Web delle riflessioni sul “tema giustizia” è stato qui: https://antoniobertinelli.com/2020/07/20/vecchi-pensieri-114/. Attualmente il panorama nazionale è ancora più deteriorato rispetto ad allora. Fulgidi esempi di magistrati come quelli che abbiamo avuto il piacere di conoscere nel passato non sembrano poi così facili da incontrare ai nostri giorni. Tralasciando le tante sgradevoli esperienze altrui, è sufficiente ripercorrere le nostre personali degli ultimi anni per redigere un bilancio sconfortante. Per carità di Patria, non riportiamo scampoli di altre vicende ben più gravi e, prima di riprendere il filo della nostra narrazione, ci limitiamo a riferire l’episodio più banale che ci ha riguardato direttamente. Illo tempore denunciato più per saggiare gli effetti dei proclami fatti sulla Giustizia a cura del Governo, da poco insediatosi, che per altre ragioni. Si riferisce ad una sanzione regolarmente pagata ed il cui silenzioso epilogo ha il sapore della beffa. ————————————————————————————————————— Alla Procura della Repubblica Oggetto: ho versato soldi non dovuti dietro intimidazione Io sottoscritto xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx Il 17 agosto 2013 ho pagato on line una sanzione comminatami dal Comune di Roma, ricevuta per posta raccomandata il 23 luglio 2013. Questa mia tempestiva regolarizzazione (conforme alla richiesta del debitore) non mi ha evitato di finire in una triangolazione di soggetti “aventi titolo” a pretendere pagamenti sia debiti che indebiti, dalla quale non sono più riuscito ad uscire. Copia del versamento postale da me effettuato è in allegato a questo esposto. Il 26 febbraio 2016 ho ricevuto una raccomandata di Equitalia contenente la cartella esattoriale n. 09720150188800800 per l’asserito mancato pagamento della sanzione di cui sopra. Sostenendo, Equitalia, che non era tenuta a valutare la congruità della richiesta dell’ente locale in quanto solo mandataria, mi ha invitato formalmente a reclamare presso l’ente mandante. Il 29 febbraio 2016 ho inviato all’ U.O. contravvenzioni di Roma Capitale una raccomandata R.R. con la “richiesta di discarico”, corredata di copia della ricevuta di pagamento della sanzione sopracitata. Non ho mai ricevuto riscontro da parte dell’ufficio preposto al “discarico”. Il 6 novembre 2016, dopo aver trovato nella cassetta postale una lettera di posta ordinaria con la quale Equitalia è tornata a ripetere richieste analoghe a quelle da me già contestate, ho reclamato dettagliatamente sul sito della stessa società. Il 7 novembre 2016, fornendo tutti gli elementi necessari, ho chiesto sul sito di Equitalia, con l’apposito modulo, la “sospensione legale della riscossione”, così come era previsto dalla stessa società per situazioni simili alla mia. Il 9 febbraio 2019, per la vicenda che ritenevo ormai positivamente e definitivamente conclusa, ho ricevuto un’intimazione (in allegato) da parte di un nuovo soggetto: Agenzia delle Entrate – riscossione. La suddetta Agenzia esige che io versi quanto previsto dalla cartella esattoriale correttamente sospesa per le ragioni esposte da Equitalia e mi minaccia di trascrivere il “fermo amministrativo” su uno dei mezzi a me intestati: per l’esattezza quello acquistato da ultimo, nel settembre del 2018. Il nuovo gabelliere non prevede la presentazione di una ricevuta liberatoria presso una qualche sede esattoriale. Per difendersi da questo genere di vessazioni è obbligatorio rivolgersi all’autorità giudiziaria. Fatti i dovuti conti conviene arrendersi e pagare l’indebito per evitare altri danni, esborsi, perdite di tempo e disagi più rilevanti. Per tale ragione ho deciso di soggiacere a quella che ritengo una richiesta estorsiva ed il 2/3/2019 ho pagato 298,10 euro, una somma assolutamente non dovuta. In fede 4/3/2019 xxxxxxxxxxxxxxxxxx Allego: 1. copia della ricevuta del pagamento della sanzione 2. copia dell’intimazione dell’Agenzia delle Entrate notificata il 9/2/2019 3. copia della ricevuta del pagamento dell’indebito preteso dal gabelliere Mi riservo di fornire su richiesta qualunque documento pertinente al presente scritto ————————————————————————————————————— Tornando alla storia che ha travolto il nostro protagonista ed al corollario che ha coinvolto la sorella, vanno fatte alcune precisazioni. Quando la donna ha conosciuto la diagnosi neurologica riguardante il suo destino, avendo anche un figlio diventato da poco seriamente handicappato per un tumore, ha deciso di affidare il suo futuro e quello del giovane al fratello. Lo ha fatto in scienza e coscienza, fin nei minimi particolari. Persona colta, già dirigente in un’azienda pubblica, sapeva quali ostacoli avrebbe potuto incontrare il fratello e gli ha facilitato il percorso con una procura generale, dove, tra l’altro, ha lasciato all’uomo anche il potere d’intentare, se necessario, azioni giudiziarie. Il documento in buona sostanza accorda al fratello poteri illimitati. La donna, con decreto ex art. 445 bis, 5° co., c.p.c. ha avuto l’omologa del requisito sanitario pertinente alla sua condizione il 21 agosto 2020. Non è stato sufficiente quello dichiarato, documentato dal fratello sulle sue condizioni di salute e sembra neanche quanto asseverato dal Tribunale. C’è chi, CELA VA SANS DIRE, nel preminente interesse della donna, ha tentato di arruolarla come parte lesa delle azioni lecite del fratello (a salvaguardia di alcuni averi rimasti ancora nelle sue disponibilità). Il perseguito è la persona che lei stessa, in nitida consapevolezza, ha scelto alcuni anni fa come suo esclusivo fiduciario. Sembra un’aberrazione giurisdizionale, eppure è accaduto. L’archiviazione come quella richiesta dal P.M. è meno che un atto dovuto. 27/11/2020 Antonio Bertinelli=========https://antoniobertinelli.com/2020/11/27/giustizia-2020-un-incubo-29-puntata/
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Giustizia 2020? un incubo (28 puntata)
post pubblicato in diario, il 24 novembre 2020


Stiamo percorrendo le tappe che, dopo la denuncia del ricorrente per sospetto furto e raggiro, fatta nei confronti di ignoti, hanno portato il magistrato ad indagare l’uomo per simulazione di reato (17 puntata).***************************************************************** Dopo l’apertura delle indagini in seguito alla denuncia presentata ai C.C. il 16 giugno 2020, il P.M. apre un procedimento penale nei confronti del denunciante per violazione dell’art. 646 c.p. (appropriazione indebita) ed evidenzia come parte lesa la sorella dello stesso. Successivamente ne chiederà l’archiviazione.****************************************** Nella sua RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE indirizzata al GIP, dopo una breve premessa, nella quale riepiloga sommariamente quanto esposto dal denunciante, il P.M. così esordisce: “omissis. Venivano svolti gli opportuni accertamenti, anche di natura bancaria, per verificare la fondatezza di quanto denunciato che, tuttavia, non permettono di riscontrare nulla di quanto dichiarato dal xxxxxxxxxxxxxxx. Innanzitutto, quest’ultimo, sentito a sommarie informazioni il 3.8.2020, dopo aver consultato gli estratti conto estrapolati dalla Guardia di Finanza, ammetteva che non vi erano prelievi anomali su nessuno dei conti e che, correttamente, risultava come ultimo prelievo quello di 600 euro che aveva fatto lui stesso il 3.4.2020. Ridimensionava, così, la portata delle sue precedenti affermazioni, asserendo che gli elementi che lo avevano portato a ipotizzare un raggiro (rectius, una circonvenzione di incapace) ai danni delle due donne consistevano nell’aver notato che le somme di circa 3000 euro che consegnava loro mensilmente si esaurivano rapidamente come testimoniato dalle continue richieste di denaro che riceveva. Omissis”. IN VERITA’ NON STA SCRITTO DA NESSUNA PARTE (vedi istanza inoltrata al G.T.;1 puntata e la denuncia successiva alla Stazione dei C.C.; 2 Puntata) che il denunciante abbia sospettato furti all’interno delle Poste o in Banca. Il sospetto di imbrogli postali e/o bancari non è manifestato dall’uomo neanche nel verbale di ricezione dei Carabinieri. Qui dove solo a motivo di alcuni Buoni Postali, che la madre dice di non trovare più, su gradito consiglio del M.M. dei Carabinieri, suo interlocutore del momento, manifesta le sue intenzioni di effettuare, in tempi successivi alla nomina di A.d.S., verifiche alla Poste e alle Banche. Nella sua insindacabile iniziativa d’apertura d’indagine, il P.M. ha seguito le sue personali intuizioni mandando la G.d.F. a controllare movimenti postali e bancari collegate alle due donne disabili, fino a risalire al 2016. Forse seguendo gli spunti disinteressati dell’avvocato, smaliziato figlio d’arte, coadiuvato nel farsi aprire la pista di “soccorso” dall’utile idiota della filiera, la nipote della vecchia? Quello incontrato e diffidato dal denunciante a casa delle due donne disabili la mattina del 12 giugno 2020?***************** Nell’esposizione del P.M. ricorrono le accuse di abbandono delle donne disabili da parte del ricorrente/denunciante. Diversi falsi addebiti formulati e sostenuti sia dalla nipote della vecchia invalida che dall’ineffabile avvocato. Ciò che l’uomo ha scritto, detto e ripetuto (molto è oggettivamente verificabile) è acqua fresca che scorre senza lasciare traccia oltre lo sguardo e le orecchie di chi, per ragioni d’ufficio, dovrebbe prestare maggiore attenzione. Ben altro peso invece hanno per il P.M. le parole della madre invalida per il PRELIEVO LECITO, di cui l’anziana donna era stata necessariamente avvertita, CHE, CONTRO OGNI EVIDENZA E CONTRO LE STESSE NORME GIURIDICHE IN MATERIA, DEVE ESSERE RITENUTO ILLECITO, perché così ha disposto e programmato l’avvocato citato. E’ il suo cavallo di battaglia. Da quando il legale è entrato in scena davanti al G.T. parla solo di ammanchi e sottrazioni, impiega unicamente sostantivi simili, insultando l’onorabilità di altri, pur di aggiudicarsi l’oggetto delle sue mire. Non è un caso che la madre del ricorrente/denunciante, malgrado le sue stranezze comportamentali, sia rimasta ed è ancora certificata come capace d’intendere e di volere. La parola d’ordine della corte dei miracoli, accorsa durante il primo periodo di “limitazioni Covid19” in aiuto delle due disabili, è solo una: le due donne sono vittime di un bugiardo. Ogni evidenza contraria, pure se incancellabile, va rimossa sia anche con la calunnia.*********************************************************************** L’impiego delle persone fragili, il farle parlare ed agire contro quello che appare prioritario per i loro reali interessi al fine di arrivare al proprio scopo, ricorda storie giudiziarie già archiviate, ma che periodicamente ritornano. Il P.M., dopo aver esposto i fatti acquisiti per mezzo di coloro che ritiene gli unici depositari della verità, scrive: ”Non solo le sue affermazioni (quelle del ricorrente/denunciante) non sono state minimamente riscontrate, ma sono stati acquisiti elementi probatori che portano a ritenere integrata la fattispecie del delitto di appropriazione indebita, con riferimento al prelievo della somma di xxxxxxxx. Nonostante tale reato possa dirsi perfezionato tanto sotto il profilo oggettivo che soggettivo, nel caso di specie trova applicazione la causa di non punibilità di cui all’art. 649 c.p., atteso che la persona offesa non ha manifestato la volontà di procedere penalmente nei confronti dell’indagato. Visti omissis CHIEDE disporsi l’archiviazione del procedimento di cui al reato indicato per infondatezza della notizia di reato, con conseguenze restituzione degli atti al proprio ufficio. Omissis. 24.9.2020.************************************ In altri termini, ALLA LUCE DELLE ACCURATISSIME INDAGINI SVOLTE A 360 GRADI, come peraltro abbiamo avuto modo di riscontrare nel corso della lettura degli atti dell’inchiesta, nella dimora delle congiunte disabili del denunciante non è accaduto niente di illegittimo. O per meglio precisare l'unico comportamento illegittimo è stato quello del denunciante perchè, IN DEROGA ALLA LEGGE, così hanno statuito prima l'avvocato e poi il P.M.. La vecchia gode di ottima salute mentale, potrà continuare ad alienare quello che le è rimasto, le persone che le si sono affiancate durante il periodo “limitazioni Covid19” lo hanno fatto perché il figlio è notoriamente persona insensibile alla malattia dei propri cari. Gli irreprensibili con marchio doc, o meglio i “filantropi”, come impone la prassi culturalmente consolidata del terzo millennio, vanno di casa in casa a soccorrere i poveri vecchi abbandonati, a portare via tutte le cianfrusaglie ingombranti, ad aiutarli a vendere i gioielli di famiglia per la trascuratezza della prole che non porta loro la pensione, a suggerire loro di non firmare procure ai figli ma di affidarsi ai buoni uffici derivanti dalle loro competenze giuridiche, a farli barricare in casa e/o a far loro cambiare la serratura delle abitazioni per non consentire l’ingresso dei figli degeneri, ad offrire assistenza legale e così via beneficiando, alla faccia di chi invece pensa così male da presentare “pretestuose” ed “immotivate” denunce ai Carabinieri.**************************** 24/11/2020 Antonio Bertinelli*******https://antoniobertinelli.com/2020/11/24/giustizia-2020-un-incubo-28-puntata/
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Giustizia 2020? un incubo (27 puntata)
post pubblicato in diario, il 23 novembre 2020


Riassumendo le escussioni raccolte dai suoi subordinati, l’8 settembre 2020 il Luogotenente Ca. Spec. xxxxxxxxxxxxxx, nella sua relazione riporta fedelmente la risposta del ricorrente/denunciante alla domanda fattagli il 3 agosto 2020 dal M.M. xxxxxxxxxxxx sul prelievo del 6 maggio 2020: “omissis uno per rappresaglia contro l’ufficio postale che gli aveva creato problemi per dei prelievi di denaro e due per mettere al sicuro la somma da eventuali malintenzionati che potrebbero circuire le due donne”. Dopo aver riportato la risposta fornita dall’uomo aggiunge come sua considerazione personale: “Da notare che detta dichiarazione del prelievo di xxxxxxxxxx non era stata indicata in denuncia, inoltre dichiarava di aver avvisato di ciò le congiunte che al contrario negavano nei loro verbali appresso indicati”. Alla considerazione aggiunta dall’ufficiale di P.G. dei Carabinieri va ribattuto che in una denuncia per sospetto di furto e raggiro contro ignoti probabilmente non viene in mente a nessuno di raccontare le operazioni contabili pregresse fatte nell’esercizio del proprio incarico come procuratore generale (notarilmente ratificato) di una delle donne disabili. Il denunciante ha già ribadito che le due congiunte erano state avvertite in quanto per ovvie necessità burocratiche non avrebbe potuto fare diversamente. Per dovere di precisione va detto che solo la madre dichiara di essere stata avvertita in un tempo successivo, non anche la sorella (così come si evince dall’allegato alla relazione del Luogotenente firmata dalla stessa donna citata il 7 settembre 2020).================= Nella richiamata relazione, ad un certo punto si legge: ”omissis percepivano una pensione mensile che veniva accreditata sui conti che gestiva ovvero su cui aveva la delega soltanto xxxxxxxxxxx omissis”. In verità il congiunto delle donne non ha alcuna esclusiva ad operare sul c.c. della sorella e meno che mai sul libretto postale cointestato, prima sparito ed ora improvvisamente ricomparso (quantomeno in fotocopia).================== Nell’ultima pagina della relazione si legge tra l’altro: “omissis. Dichiarazioni importanti sono state fornite anche da xxxxxxxxxxxxxxxx che riferiva che il cugino xxxxxxxxxxxx dai primi mesi di quest’anno ha abbandonato i suoi congiunti. Omissis xxxxxxxxxxxxx e xxxxxxxxxxxx attualmente si trovano a non poter operare sul loro conto per aver fornito procura esclusiva a xxxxxxxxxx, il quale le aveva abbandonate dal momento omissis”. Forse le presunte “dichiarazioni importanti” provengono da chi ha meno titoli per infangare il ricorrente/denunciante che, tra l’altro, NON E’ IN POSSESSO DI ALCUNA PROCURA ESCLUSIVA e men che meno di una qualche banale delega firmata dalla madre invalida.*********** 23/11/2020 Antonio Bertinelli*********** https://antoniobertinelli.com/2020/11/23/giustizia-2020-un-incubo-27-puntata/
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Giustizia 2020? un incubo (26 puntata)
post pubblicato in diario, il 21 novembre 2020


Il perno intorno al quale si dipana la vicenda giudiziaria è la novantunenne madre del ricorrente/denunciante, descritta nei suoi tratti distintivi nella richiesta di CTU consegnata al giudice tutelare il 21 ottobre 2020 (vedi 15 puntata). La deposizione che ha reso ai Carabinieri il 7 settembre 2020, deriva da una esclusiva domanda: “Ci riferisce se abbia mai notato ammanchi di denaro dai c.c. di famiglia, ovvero di preziosi?”. La domanda di per sé esclude tutto il resto. Cioè tutti gli altri ammanchi (veri o immaginati) di cui si è lamentata negli ultimi mesi con il figlio e poi non segnalati nel corso dell’incontro con i Carabinieri. A titolo di esempio, basti pensare alle volte che ha mandato l’uomo a verificare (con risultato negativo) se tra i preziosi (spille, orecchini) conservati nella residenza della figlia ci fosse questo o quell’altro oggetto. Nel corso della deposizione la disabile fornisce ai C.C. una copia del libretto cointestato, già nominato nel corso di questo racconto. Da questa carta si può desumere che il documento ritenuto scomparso è ancora in suo possesso. In tal caso sarebbe sufficiente che facesse fare, dalla figlia, contitolare, o con delega dalla nipote-badante, un piccolo prelievo da un ufficio postale per ripristinare il funzionamento del postamat e quindi riprendere i prelievi presso gli sportelli ATM. Senza ombra di dubbi il ricorrente/denunciante ha dichiarato il vero sia nella richiesta di amministrazione di sostegno che nei sospetti manifestati con la denuncia del 16 giugno 2020 ai C.C.. La madre non ha più la lucidità di un tempo e deve essere tutelata nei suoi interessi. Anche la vendita di gioielli sottolinea il suo non adeguato agire. Dall’inizio del 2020 fino al giugno dello stesso anno, lei con la figlia, hanno ricevuto dal loro congiunto contanti per 17700 euro (vedi 7 puntata). Se non spesi o altrimenti impiegati, i soldi potenzialmente rimasti in casa non rendono la situazione finanziaria tale da indurre la vecchia disabile ad un’urgente vendita di preziosi. In realtà, senza che il figlio possa suggerire una diversa soluzione, almeno per questa alienazione conosciuta solo de relato. Senza alcun ulteriore dettaglio valutativo, tra l’8 giugno 2020 ed il 24 luglio 2020 la donna, grazie alla vendita di preziosi curata dalla nipote, incamera, per circa 70 g. di oro, la somma di 3367 euro. Non siamo in grado di aggiungere altro. La corte dei miracoli che influenza le azioni dell’anziana donna fa ormai quadrato intorno alla stessa e si garantisce un futuro, magari facendo un pensiero pure sulla figlia, tentando in ogni maniera di denigrare il nostro ricorrente/denunciante. Lui adesso è stato messo in condizione di handicap con una provvidenziale indagine penale. Nessuno dei suoi alacri “tutori” si è mai peritato di accompagnare la vecchia dal geriatra e dallo psichiatra. Impallinato proditoriamente l’uomo, così come si prospettano loro le cose, si sentono tutti con il vento in poppa. Il G.T. avrà la voglia e la forza di approfondire se il richiedente amministrazione di sostegno è un bugiardo o ha sempre affermato il vero? Il GT disporrà la CTU richiesta dal figlio della disabile? Oppure, su suggerimento di qualche togato più “influente” di lui, deciderà di applicare il principio per il quale iudex peritus peritorum est? ===================== 21/11/2020 Antonio Bertinelli *********** https://antoniobertinelli.com/2020/11/21/giustizia-2020-un-incubo-26-puntata/
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Giustizia 2020? un incubo (25 puntata)
post pubblicato in diario, il 20 novembre 2020


Non stiamo narrando “relato refero”, ma ciò che leggiamo direttamente o che ci viene puntualmente documentato. Rilevati i requisiti morali e professionali delle persone che la vecchia disabile ha incontrato negli ultimi mesi, vista l’opacità delle vicende giudiziarie in itinere, vista l’eccesssiva presunzione di correttezza professionale accordata dai P.M. agli avvocati del foro di xxxxxxxxxxxxxxxx, non possiamo che concordare con il figlio che ha cercato di mettere al sicuro quanto era ancora possibile fare prima della spoliazione integrale di madre e sorella. Dal nostro punto di vista l’uomo avrebbe dovuto prevedere gli eventi già qualche anno prima e non soltanto nel 2019. Con maggiore tempismo i preziosi di famiglia, quelli da non conservare come patrimonio ereditario, sarebbero rimasti beni rifugio da impiegare in caso di bisogno pressante. Ciò non è avvenuto. La vecchia, costretta dai suoi premurosi “tutori” a rimanere pure senza pensione da marzo 2020, sarà stata accontentata con un po’ di carta colorata della Bce. ***************************************************************************** Continuando l’analisi dei documenti presenti nel fascicolo del procedimento penale a carico del ricorrente/denunciante annotiamo che il 7 settembre 2020, con i C.C. presso la loro abitazione, hanno deposto la sorella e la madre di xxxxxxxxxxxxx.******************************************************************* La deposizione della sorella è molto stringata. Non rivolge alcuna accusa al fratello. Ricorda di averlo incaricato per lo svolgimento di alcune operazioni bancarie andate regolarmente a buon fine. Si sbaglia quando dice che non ha mai regalato soldi ad altri, tranne 150 euro alla cugina, perché per molti anni e fino all’anno scorso, ha mantenuto con larghezza un figlio gravemente malato. Non è precisa quando dice che il fratello le portava mille euro per volta e non le porta più soldi da quattro mesi. In realtà non esisteva una somma fissa periodica che il fratello le portava. In vero il fratello non le ha fornito soldi per tre mesi (luglio, agosto e settembre 2020) a causa del disordine subentrato in casa dopo l’inserimento dell’avvocato xxxxxxxxxxxx e della cugina nel ménage familiare. Per le domande relative alla sparizione di gioielli la donna invita il maresciallo dei C.C. a rivolgersi alla madre, lì presente. Ha dimenticato che anche lei aveva una bellissima collezione di collane e di anelli con pietre preziose.************************************************************************ Nella sua deposizione la matriarca dichiara che il figlio ha preso xxxxxxxx euro dal libretto postale cointestato con la figlia e li ha versati sul suo conto avvertendola con ritardo dell’operazione. Afferma che il figlio non le ha più portato soldi e così lei è stata costretta a vendere dei gioielli per vivere e pagare le bollette di casa. Riferisce che aveva incaricato la nipote di vendere i preziosi, la quale nipote poi le ha consegnato i ricavi dell’alienazione. Aggiunge che non ha mai dato soldi a nessuno, che regala dieci euro all’ora alla nipote per il suo aiuto. Conferma che ha incaricato l’avvocato xxxxxxxxxxxxx per farsi assistere.***************************************************************** In ossequio alla verità va detto che l’operazione del prelievo lamentato dalla vecchia è stata fatta alla luce del sole il 6 maggio 2019. Le pratiche e le firme per il ritiro dei soldi hanno dovuto forzatamente coinvolgere anche lei (cointestataria del libretto con carta d’identità depositata alle Poste scaduta). Alla donna è stato spiegato anche il motivo: in caso di suo decesso improvviso le Poste avrebbero colto l’occasione per trattenere i soldi della figlia sine die. Lei, come era precedentemente accaduto in altre circostanze, se ne è semplicemente dimenticata. Per rammentare visibilmente l’operazione ad entrambe le contitolari, il figlio allegò al libretto postale un memorandum da lui stesso sottoscritto il giorno stesso del trasferimento del denaro in qualità di procuratore generale della sorella. Dal già descritto blocco dell’erogazione pensionistica il figlio ha periodicamente fornito alla vecchia disabile tutti i soldi da lei richiesti. Solo alla “cacciata” del notaio, precedentemente incaricato di redigere una procura generale, avvenuta il 10 giugno 2020 con contestuale “assunzione” dell’avvocato xxxxxxxxxxx, l’uomo ha cessato di sobbarcarsi i gravami economici della madre, la cui non più adeguata affidabilità comportamentale, va detto per inciso, lo ha reso pure suo creditore. Se la vecchia disabile, il 10 giugno 2020, avesse continuato ad accordare fiducia al notaio e non ai suoi “salvatori” dell’ultima ora, avrebbe potuto velocemente riottenere la riscossione della pensione, la visura alle Poste per verificare se in effetti i BP che aveva cointestato insieme al marito defunto erano stati rubati, la messa in vendita della vecchia casa disabitata ed onerosa da mantenere, la definizione di diversi problemi burocratici pendenti, la preservazione dei suoi gioielli e quelli della figlia. Avrebbe evitato di spendere soldi inutilmente ed al figlio di diventare il bersaglio di un’indagine penale che, anche ai più sprovveduti, appare un po’ troppo “orientata”. 20/11/2020 Antonio Bertinelli=== https://antoniobertinelli.com/2020/11/20/giustizia-2020-un-incubo-25-puntata/
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Giustizia 2020? un incubo (24 puntata)
post pubblicato in diario, il 19 novembre 2020


Per i profani va premesso che i pubblici ministeri usualmente tollerano negli avvocati modi di procedere non consentiti agli altri loro “utenti”. A nostro avviso, nel caso di cui narriamo, anche per l’ordine cronologico degli eventi verificatisi, tale consuetudine andava temporaneamente accantonata. Dalla disamina delle carte prodotte nel corso delle indagini su ordine del P.M. emerge come un inspiegabile privilegio la totale assenza di dichiarazioni da parte dell’avvocato ingaggiato dalla vecchia disabile, lo stesso incontrato casualmente dal figlio il 12 giugno 2020 e da lui diffidato a motivo della documentata fragilità delle due donne conviventi. I confini del legale e dell’etico non sempre coincidono. C’è stato un tempo nel quale la deontologia impregnava ogni attività professionale, veniva prima ed andava oltre i cavilli giuridici. Oggi, molto spesso, non funziona più così. Per tale ragione ci dobbiamo limitare a prendere atto della correttezza formale dell’azione dell’avvocato. Nessuno potrà mai dimostrare senza ombra di dubbio che, tramite il figlio della sua “cliente”, il 12 giugno 2020 il professionista aveva preso visione della situazione medica e dei documenti contabili che riguardavano la donna “tutelata”. Verba volant scripta manent. (Per dirla semplicemente, c’è la sua parola contro quella del figlio della disabile). Non è da sottovalutare il fatto che in tribunale l’avvocato è un “addetto ai lavori” mentre il ricorrente è un elemento distopico, un granello di sabbia che rischia d’inceppare il collaudato meccanismo giudiziario così come si è consolidato da anni. Di certo spiazzato dalla lettera raccomandata scritta dal nostro ricorrente/denunciante il 6 luglio 2020 (vedi 3 puntata) il legale si renderà conto che necessita di un certificato che “abiliti” la novantunenne a firmargli una procura. La sua intuizione trova terreno fertile nel medico curante della vecchia e nella nipote della stessa. Il primo, dimentico di tutto e soprattutto delle richieste di visite specialistiche (psichiatrica, geriatrica per le disarmonie comportamentali dell’anziana paziente) da lui formulate a penna l’11 giugno 2020, la seconda sollecita nell’andare a ritirare il certificato che attesta le “normali” capacità intellettive della zia. Il primo documento che l’avvocato dirà di conoscere è appunto quello funzionale all’incarico che assumerà successivamente. Quello stilato dall’enigmatico medico il 21 luglio 2020, giusto il giorno precedente alla firma che la vecchia apporrà il 22 luglio 2020 sulla procura speciale poi esibita al G.T. in tribunale. L’ambito certificato (l’invalida è capace d’intendere e di volere) garantisce ancora in data odierna a qualunque malfattore il prosieguo della spoliazione della novantunenne senza correre rischi di sorta.** 19/11/2020 Antonio Bertinelli==https://antoniobertinelli.com/2020/11/19/giustizia-2020-un-incubo-24-puntata/
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Giustizia 2020? un incubo (23 puntata)
post pubblicato in diario, il 18 novembre 2020


Da quanto si legge agli atti, durante le indagini condotte dal P.M., al medico non è stato consentito di chiarire le ragioni del suo diacronico certificare. L’11 giugno 2020 il medico ha ritenuto “normale” che la sua paziente avesse alienato un sacchetto di preziosi perché, secondo quanto affermava la stessa, il figlio non le forniva denaro a sufficienza. Non ha battuto ciglia sui saltuari sbarramenti dell’anziana donna, che hanno impedito anche l’ingresso del figlio in casa. Non si è scomposto sapendo che per un breve periodo ha fatto persino cambiare la serratura dell’abitazione. Non ha eccepito sul fatto che la vecchia ha accusato l’unico suo nipote di aver rubato della roba alla propria figlia, roba che invece lei stessa aveva regalato ad altri. Con ammirevole sensibilità, l’11 giugno 2020, il medico ha preferito delegare agli specialisti dei rispettivi rami le diagnosi psichiatriche e geriatriche sulla sua paziente, predisponendo di suo pugno gli appositi moduli. A distanza di pochi giorni, il 21 luglio 2020, il medico ha cambiato idea ed ha certificato ad una nipote della novantunenne la sua capacità d’intendere e di volere. Dunque il punto interrogativo sul certificare/richiedere del medico rimane lì, come un macigno, senza risposte, con i due moduli da lui riempiti depositati nella cancelleria del G.T. Gli altri due attori inseritisi nelle traversie familiari, l’avvocato ingaggiato dall’anziana donna e la sua improvvisata “badante”, appaiono di certo molto più comprensibili. L’avvocato, ovviamente pagato, pur senza aver mai scritto una sola riga in tribunale, convitato di pietra, dirige le azioni e le inazioni della sua “cliente”. Tra i suoi successi lascia annoverare il divieto fatto alla vecchia di firmare una procura generale al figlio. In tal modo, visto che la donna è restia da sempre a sottoscrivere qualunque documento la riguardi, tra le altre cose, riesce anche a causare il blocco dell’erogazione della sua pensione (blocco ancora operativo!). Al di là dei “si dice”, il figlio della vecchia NON PUO’ AMMINISTRARLA E NON HA IL POTERE DI FIRMARE PER LEI, quindi non può ripristinare tale erogazione. Nella deposizione fatta ai C.C. dalla novella “badante” dell’anziana disabile, quella che, tra l’altro, si è fatta carico di vendere per suo conto una quantità imprecisata di gioielli di famiglia, la stessa asserisce che il ricorrente/denunciante ha abbandonato le congiunte dal mese di giugno 2020. La signora sembra aver dimenticato che l’uomo, prima della sua provvidenziale comparsa, non disunita da quella dell’avvocato prima citato, provvedeva quotidianamente e personalmente da molti anni a tutti i bisogni delle congiunte. La signora sembra dimenticare che l’uomo da lei accusato, durante il periodo di lockdown, è stato più volte lasciato fuori dalla porta di casa dalla madre (e non si sa perché). La signora sembra dimenticare che alle ore 13,16 del 13 giugno 2020 ha ricevuto dall’uomo un preoccupato messaggio sul suo cellulare per l’ennesimo sbarramento della vecchia in casa, tanto che aveva dovuto introdurre attraverso le fessure delle persiane di una camera dell’abitazione la pizza acquistata poco prima per la sorella. La signora sembra dimenticare il suo stupore quando, reclamando (a quale titolo?) per il prelievo fatto il 6 maggio 2019 dal congiunto sul libretto postale cointestato a madre e figlia, ha saputo della ricevuta giustificativa lasciata nel libretto ed ha avuto contezza che dal denaro (pur lecitamente prelevato un anno prima) non mancava neanche un euro. La signora sembra dimenticare che il pluriennale sacrificio dell’uomo a favore della madre e della sorella non è stato mai remunerato, mentre il suo recente e disinteressato impegno, in favore delle donne disabili conviventi, è premiato quanto meno dal regalo di dieci euro all’ora. La signora sembra dimenticare che il 10 giugno 2020, davanti al notaio xxxxxxxxxxxxxx ed al suo collaboratore xxxxxxxxxxxxx, è stata lei a dissuadere la zia dal firmare la procura generale al figlio asserendo che stavano in attesa di un avvocato per risolvere i problemi della vecchia. Problemi che non sono stati minimamente risolti per l’assenza di una procura generale, ma bensì si sono pesantemente aggravati.*****************************************************************************18/11/2020 Antonio Bertinelli============https://antoniobertinelli.com/2020/11/18/giustizia-2020-un-incubo-23-puntata/
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Giustizia 2020? un incubo (22 puntata)
post pubblicato in diario, il 17 novembre 2020


Il nostro ricorrente/denunciante ha ottenuto in data odierna la copia del fascicolo che lo vuole indagato per simulazione di reato. Estrapolandolo dal carteggio, proponiamo il seguito del racconto mettendo a fuoco uno dei personaggi chiave coinvolti.**************************************************************** *************************************************** Solo per dovere di cronaca va precisato che le lamentele che la vecchia inoltra al suo confidente, e che lui riferisce in questa sede, per i pochi soldi che riceve dal figlio, sono un frutto malato della sua mente. Da sempre ha ricevuto dal figlio tutto il denaro richiesto, poi speso o regalato senza che mai qualcuno le mettesse dei limiti.********************************************************* ********************************************************************************* Riteniamo che la figura più inquietante dell’intera storia sia il medico curante delle donne. E’ bizzaro che nel corso dell’interrogatorio si premuri di sottolineale che l’11 giugno 2020 ha rilasciato un certificato con l’autorizzazione della paziente. E’ anche grazie al comportamento ondivago del professionista che il nostro personaggio si è tramutato agli occhi di altri in un soggetto sospettabile. Di seguito ne riportiamo quasi per intero (è irrilevante quello omesso) le risposte date al M.M. xxxxxxxxxxxx dei Carabinieri il 4 settembre 2020. Secondo il nostro punto di vista tutte le risposte eludono sostanzialmente le domande. La cosa da stigmatizzare nel corso dell’incontro è che per la circostanza nessuno fa al medico la domanda più ovvia: “Perché lei dottore il giorno 11 giugno 2020 ha scritto di suo pugno due richieste di visite (psichiatrica e geriatrica) per la sua paziente novantunenne e poi il 21 luglio 2020 ha rilasciato alla nipote della vecchia un certificato che la dichiarava capace d’intendere e di volere, certificato usato il giorno successivo per farle firmare una procura ad un avvocato, METTENDO IN GRAVE DIFFICOLTA’ IL FIGLIO DELLA DONNA CHE, FIDANDOSI ANCHE DELLE SUE RICHIESTE ALLEGATE ALLA PRATICA, AVEVA DEPOSITATO ISTANZA PER LA SUA AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO?"************* ECCO LE DOMANDE FATTE: DOMANDA dei Carabinieri: Ci conferma di essere medico curante di xxxxxxxxxxxxx e di xxxxxxxxxxxxx ? RISPOSTA del medico: Si DOMANDA dei Carabinieri: Ci riferisce sulle condizioni di salute generale delle predette, se siano invalide certificate, se le stesse siano in grado di intendere e volere ovvero se siano in grado di fornire informazioni a questo Comando e se possono essere manipolate, raggirate, plagiate ovvero indotte a farsi consegnare denaro o altri valori da terze persone? RISPOSTA del medico: Da circa cinque anni seguo le due signore e forse la xxxxxxxxxxxxx anche da più anni. La signora xxxxxxxxxxxxx soffre di xxxxxxxxxxx che abbisogna di assistenza per adempiere alle normali funzioni quotidiane della vita, in particolare … omissis. La stessa da qualche anno vive con la madre xxxxxxxxxxxxxxx che aimè pure lei soffre di cardiopatia scompensata e grave artrosi alle anche ed alle ginocchia che compromettono la deambulazione. xxxxxxxxxxxxxxxx a mio parere è capace d’intendere e di volere in quanto segue la figlia … omissis e nell’assunzione della terapia. Inoltre anche lei xxxxxxxxxxxxx assume la sua terapia regolarmente autonomamente senza aiuto alcuno… omissis. DOMANDA dei Carabinieri: Le risulta se le due donne abbiano visite di altre persone e se abbiano avuto mai confidenze in merito a consegne o vendite di beni, denaro, gioielli o valori da parte delle due donne in questione? RISPOSTA del medico: Ogni tanto per darle una mano so che va una loro nipote xxxxxxxxxxx che si occupa delle pulizie domestiche e qualche volta l’ho vista in casa. Lei si occupa anche di prendere le ricette nel mio studio. La signora xxxxxxxxxxx è ipoacustica, molto depressa e piange sempre e riferisce la sua disperazione alla situazione familiare che sta vivendo e dai colloqui che intraprende con me emerge un pensiero prevalente che è quello del rapporto con il figlio xxxxxxxxx e del fatto che non riceverebbe risorse economiche a sufficienza per le sue esigenze. DOMANDA dei Carabinieri: Riconosce i due certificati medici a sua firma che le esibiamo datati rispettivamente 11/6/2020 e 21/7/2020 e chi glieli ha richiesti? RISPOSTA del medico: Il primo dell’11/6/2020 ricordo mi ritrovavo a casa di xxxxxxxxxxx e c’era anche il figlio xxxxxxxxx ed io ho redatto quel certificato che riguardava la salute fisica della paziente con il consenso della signora xxxxxxxxx. Il secondo del 21/7/2020 l’ho redatto in studio visto l’impossibilità di deambulare di xxxxxxxxxxxx in occasione della prescrizione di alcune ricette per la signora xxxxxxxxxxx ritirate dalla nipote xxxxxxxxxx alla quale è stato chiesto da xxxxxxxxxxxxx di chiedermi una certificazione questa volta con l’aggiunta della capacità di intendere e di volere. Io sottoscritto, visitando la paziente xxxxxxxxxxx una o due volte al mese, ero perfettamente consapevole delle condizioni psicofisiche della stessa, per cui ho redatto detto certificato rilasciandolo alla nipote suddetta. 17/11/2020 Antonio Bertinelli==https://antoniobertinelli.com/2020/11/17/giustizia-2020-un-incubo-22-puntata/
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Giustizia 2020? un incubo (21 puntata)
post pubblicato in diario, il 10 novembre 2020


Per rispetto della reputazione e della dignità delle persone, ponderazione vorrebbe che un’indagine tenesse conto anche del contesto in cui si ipotizza la consumazione di reati e dei soggetti sui quali si addensano i sospetti dell’investigatore. Di certo senza timori reverenziali, ma anche con l’avvedutezza che impongono le diverse circostanze nelle quali ci si imbatte in veste di autorità inquirente. Dopo il deposito della richiesta di archiviazione delle accuse da parte del nostro indagato, ci facciamo latori di un breve riassunto.******************************************************************************************************************************************************** Per consentire d’incorniciare al meglio la storia vanno conosciuti i suoi personaggi. C’è un’ultranovantenne, che crea sistematicamente problemi a chi tenta di amministrarla secondo le disposizioni di legge vigenti ed una sua nipote, che da tempo ha asciugato sia i risparmi della madre (ora deceduta) che quelli di uno zio quasi novantenne (ancora in vita). I figli della vecchia hanno sempre incoraggiato la sua abitudine di fare qualche piccolo regalo alla parente con basso reddito e con figlio disoccupato. Il ricorrente ha da tempo promesso, a questo zio rimasto senza soldi e per tale ragione molto preoccupato, che al bisogno provvederà alle spese del suo funerale. Nel penoso quadro familiare, oltre a detta parente “povera” appaiono la figlia benestante (affetta da un disturbo psichiatrico cronico), un medico che rilascia certificazioni “contraddittorie” in tempi ravvicinati (perché?), un intraprendente avvocato (chi l’ha portato a casa delle due disabili per fargli ottenere una procura?) ed il ricorrente/denunciante (persona di provata integrità morale). Quando nell’assortito gruppo interviene la Magistratura gli eventi prendono una piega inaspettata. La donna con fragilità psichiatrica, senza più gli abituali riferimenti affettivi, peggiora e perde velocemente lucidità. La novantunenne, che tra l’altro si lamenta da qualche mese per diversi ammanchi di roba in casa, con l’ausilio della nipote “povera”, ha alienato i gioielli di famiglia con inusitata nonchalance e manifesta l’intenzione di ripetere altre operazioni simili. Inoltre la vecchia disabile, incapace di riscuotere la pensione da sola, rimane senza perché il figlio, a motivo del postamat “scaduto”, non la può più prelevare in sua vece dal marzo 2020. Tutte le pratiche svolte dal figlio fin dal 2006 rimangono bloccate. L’avvocato, subito dopo l’ingaggio da parte della vecchia, ed il medico (lo stesso che aveva richiesto controllo psichiatrico-geriatrico), solo in un secondo tempo, hanno asseverato che la novantunenne, pur se individuo impossibile da amministrare, è capace d’intendere e di volere. Quindi in quella casa, dove abitano le due disabili, è tutto regolare, inspiegabili sparizioni incluse. Ci manca solo una comparsata televisiva nella trasmissione “Non è la d’Urso” affinché l’anziana donna possa ottenere il sigillo della sua integrità psico-fisica. L’uomo, che ha denunciato i possibili reati compiuti da ignoti a danno di madre e sorella, viene indagato per simulazione di reato.=============== 10/11/2020 Antonio Bertinelli ===================https://antoniobertinelli.com/2020/11/10/giustizia-2020-un-incubo-21-puntata/
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