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il blog di Antonio Bertinelli su Il Cannocchiale
Blow-up
post pubblicato in diario, il 28 maggio 2012


Il passatempo “guardie e ladri”, praticato fin dal XVII, esisteva in numerose varianti, tutte accomunate dal confine che identificava il campo dei prigionieri. La compagine delle guardie inseguiva i ladri per trascinarli nella zona da essa presidiata e la competizione si concludeva quando tutti i “farabutti” erano stati catturati. Chissà se l’inventore del vecchio gioco venne ispirato da un fine pedagogico. L’avvento degli svaghi tecnologici lo ha spedito nel dimenticatoio mentre, piano piano, una coltre nebbiosa ha coperto la linea di demarcazione tra lecito ed illecito, tra legalità ed illegalità, tra interesse pubblico ed interesse privato, tra realtà e propaganda. In quest’area dai confini labili, dove si compenetrano Stato, finanza, economia, mafie, logge massoniche, servizi segreti, poteri legittimi e poteri criminali, quando si verificano determinati eventi è arduo stabilire la quantità e la natura di tutte le cause possibili al loro dispiegarsi. Nel volgere di poco tempo se ne sono verificati alcuni che, a nostro avviso, meritano qualche foto: gli scandali del Vaticano, gli attentati terroristici ed il successo elettorale del Movimento Cinque Stelle. Dalle denunce di abusi sessuali alle lotte intestine per il controllo dei forzieri, rievocando le gesta della banda della Magliana, il rapimento di Emanuela Orlandi ed i misfatti di Monsignor Marcinkus è nato un potpourri da servire urbi et orbis per dimostrare che la Chiesa è un’istituzione corrotta come tante altre. Nel ripercorrere la sua storia, basterebbe ripensare alla pusillanimità dell’apostolo Pietro, alle vicende che spinsero Celestino V ad abdicare o ai papati della famiglia Medici per rendersi conto che la Chiesa, fin dalla sua fondazione, non ha coltivato nel suo seno solo maestri di virtù. Di questo è consapevole il curato di campagna, il sacerdote impegnato sul fronte del sociale, il missionario in Africa, il parroco, il vescovo, il cardinale e lo stesso papa Ratzinger. Dato che l’agenda informativa globale è curata mensilmente a Washington, dai rappresentanti dei principali media, dai componenti del Governo, dai membri del Congresso e dai vertici dei servizi d’intelligence, le periodiche denunce dei misfatti vaticani non possono ritenersi casuali. Alimentare il discredito della Chiesa assimilandola sic et simpliciter ad un’accolita di malfattori può essere un modo per tenerla sotto pressione, per limitarne la sovranità, per costringerla a miti consigli e renderla più consona ai desiderata della cupola finanziaria anglo-americana. Sull’attentato alla scuola di Brindisi, più che su quello “anarchico” di Genova, sono scorsi fiumi di parole. Anche se le famiglie delle vittime vivono a Mesagne, città natale della Scu, non sposiamo l’idea della possibile matrice “mafiosa”, così come è stato fatto da molti commentatori. Ci sembra più utile porre l’attenzione sul rischio che corre qualunque killer e sui benefici che ne potrebbero trarre i mandanti. Di ipotesi, più o meno collegate alle dinamiche della psicologia di massa, sui vantaggi che potrebbero derivare dalle bombe stragiste, se ne potrebbero fare a iosa. Sul rischio corso abbiamo la netta sensazione che gli ideatori del crimine si sentano, come d’abitudine, in una botte di ferro. Sul suo blog Beppe Grillo scrive: “Bomba o non bomba arriveremo a Roma. Nell'aria c'è odore di zolfo, ma il cambiamento non si può arrestare”. E qui si pone l’interrogativo sui futuri indirizzi politici del Movimento 5 Stelle, apparentemente unico antidoto su piazza per contrastare le ammucchiate parlamentari e per curare i tatticismi di opposizioni partitiche disomogenee o subalterne al Pd. Molti elettori, ormai nauseati da una miriade di cialtroni incapaci o corrotti, in cerca di un’alternativa, hanno scelto di puntare sul nuovo. Premesso che il successo dei “grillini” è frutto di un’eccezionale combinazione tra fattori sociali, politici ed economici, va quanto meno rilevato il repentino sdoganamento mediatico del Movimento, incluso quello de “Il Sole 24 Ore”. Troppa grazia. Dove trovano spinta i salti carpiati con cui si cimentano gli estimatori dell’ultima ora dei “grillini”? Senza voler sminuire il merito di tanti giovani che si accingono ad amministrare la cosa pubblica, vogliamo sottolineare che la forza politica, ormai prossima ad insediarsi in Parlamento, è estranea alle sofferenze della “pauper class”, ai movimenti di massa e alle lotte per i diritti del lavoro. I destini di un Paese non dipendono solo dalla cacciata delle attuali sentinelle partitiche, dall’ubicazione di un inceneritore e dal freno alla cementificazione. Siamo stati infilati nella trappola neoliberista con la menzogna. Va trovata la maniera per uscirne e va prestata attenzione a qualunque traffico si svolga in adiacenza dei centri di potere, segnatamente se euroglobalisti. L’humus culturale, i trascorsi e i riferimenti dell’influencer del Movimento 5 Stelle non si prestano molto alle illusioni. Si dice che per vincere lo scetticismo bisogna ripudiarlo. C’è chi lo ha già fatto e vorremmo farlo anche noi.  

Antonio Bertinelli 28/5/2012

http://unshaded.wordpress.com/2012/05/28/blow-up/

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Target pedofilia
post pubblicato in diario, il 5 aprile 2010




Ci viene spesso assicurato che il controllo dei maggiori media, e segnatamente della televisione, è un fatto politicamente irrilevante. Dunque le ben connotate proprietà editoriali, l’incredibile storia di Europa 7, la guerra senza quartiere ai “pollai” televisivi e le epurazioni in atto alla Rai sono frutto d’intenti filantropici la cui portata sfugge unicamente ai soliti “comunisti”? Non è forse lecito ribattere che, se anche il conteggio dei visitatori di questo modesto blog, ove c’è chi si diletta a scrivere solo di tanto in tanto, è stato manomesso ed è rimasto bloccato sull’1 per circa un mese, esiste invece un vera e propria ossessione censoria che si palesa in ogni frangente, persino negli angolini più remoti del web? Esistono magistrati “imprudenti” come Antonio Ingroia ed altri “assennati” come Achille Toro, abbiamo visto all’opera Vittorio Metta e Raimondo Mesiano, anni orsono abbiamo seguito il lavoro del g.i.p. Guido Salvini, del p.m. Tiziana Siciliano e del p.m. Pietro Forno. Ad ognuno di essi va riconosciuto il "valore" che gli compete. Il potere giudiziario non è sicuramente avulso dall’eccezionalità del Sistema Paese, ma solo attraverso i mezzi necessari all’impatto massmediatico è stato possibile gettare discredito sull’intera Magistratura. Siamo certi che il nostro premier nulla abbia da imparare dalla stegocrazia americana, ma vale la pena di ricordare che là dove, in genere, alle primarie vota il 20% degli aventi diritto, e solo sulla base di considerazioni secondarie, in quanto nessun candidato si sogna di affrontare temi di politica economica, le campagne mediatiche funzionali alle più grandi banche e alle più potenti corporations vengono messe in atto serrando i ranghi tra gli addetti all’informazione, sovvenzionando finanche la stampa estera, come ad esempio per catturare il consenso sulla guerra in Iraq, per sostenere l’occupazione dell’Afghanistan, per propagandare la necessità del Patriot Act, per vendere vaccini antinfluenzali inutili o, come accade ultimamente, per rendere appetibile l’uso degli OGM. Le tattiche sono note a chiunque possegga i rudimenti delle tecniche di comunicazione. Primeggiano gli “omissis” e seguono poi il “ribaltamento dell’onere della prova”, gli “annunci”, il “fatto compiuto”, il “disdoro”, la “minimizzazione”, il “doppio peso sommato alla doppia misura”, il “senso di colpa” ed altre strategie appropriate al target da raggiungere. Lo smantellamento del sistema di Bretton Woods è stato uno strumento fondamentale per imbrigliare quell’”eccesso” di democrazia che aveva preso piede nel corso degli anni sessanta dello scorso secolo. Le “minoranze intelligenti” servono ed amministrano il potere ovunque esso risieda, agli altri deve bastare scegliere tra le merci e concentrarsi sulla conquista di gadgets alla moda. Se la visuale dei governanti italiani si restringe alla risoluzione di problemi personali e al concludere affari nel più breve tempo possibile, i disegni delle élites bancarie ed economiche anglofone sono ben più ambiziosi. Gli States rappresentano un agglomerato militare gigantesco che comprende le imprese petrolifere e quelle delle risorse energetiche, sono dei mastodonti in perenne fibrillazione predatoria. Ci viene spontaneo diffidare ancor di più delle notizie che da lì si diffondono per il resto del pianeta. Non ci risulta che Barak Obama debba difendersi in qualche tribunale e che il Congresso degli Stati Uniti d’America annoveri tra i suoi rappresentanti dei “pregiudicati” o degli “indagati”, in breve i temi connessi all’amministrazione della Giustizia non appaiono oggetto delle attenzioni di Washington, ma non è un mistero che le mire egemoniche statunitensi prendano in considerazione ogni area ed ogni popolazione della terra. Le esigenze dei mercati e della finanza si scontrano con le identità nazionali, con le specificità culturali e con i dettami dell’Islam. Il business non vuole lacci di sorta, aborre la solidarietà ed ogni istituto che sia in grado di fornirla. Il suo modello di individuo è quello monade, passivo ed acquiescente, senza sicurezze e senza figure di riferimento, senza famiglia e senza valori, possibilmente androgino. Il femminismo, lo svilimento della maschilità e la delegittimazione della figura paterna, una mistura culturale particolarmente efficace nel contribuire ad edificare l’uomo “nuovo”, sono prodotti made in Usa. Ma la Chiesa di Roma a cosa serve? Le encicliche sociali che si sono susseguite negli anni e quel vecchio Papa dalle abitudini monastiche che ha l’ardire di prestare voce ai paria di ogni società non sono forse un ingombro per la marcia del consumismo globale? Non è forse meglio attivarsi in tempo per ridimensionare le velleità di certe Istituzioni? Chiamare in causa la pedofilia significa entrare nella sfera d’influenza degli strizzacervelli e dei servizi sociali, obbliga a giocare su un terreno sdrucciolevole dove anche il vero “esperto”, se è affidabile e preparato, non si avventura con leggerezza. Quando si affronta l’evento denunciato i confini tra fatti e allucinazioni, tra percezioni della “vittima” e condizionamenti dell’”investigatore”, tra garanzia e arbitrio, tra interessi privati dei consulenti incaricati e diritti dei presunti colpevoli si fanno talmente labili da portare frequentemente a conclusioni devastanti per tutte le persone coinvolte nell’indagine giudiziaria. Se si riconosce l’esistenza di individui che abusano di minori, è altrettanto opportuno sottolineare che troppe volte il fenomeno si è prestato ad usi strumentali. La pedofilia è un tema sensibile, tocca le corde giuste delle masse ed allora perché non farvi ricorso mediaticamente per proporre un’immagine della Chiesa più calzante con il programma dei semidei che aspirano ad un governo planetario? L’eco fornita dai più influenzabili, che siano politici, pennivendoli, bloggers o giornalisti, amplificherà e rifinirà il lavoro di diffamazione lasciandola apparire come un consesso di pedofili in netta antitesi con la sfaccettata realtà ecclesiastica. Francesco d’Assisi, Padre Pio e Madre Teresa di Calcutta sono stati espressioni di quel consesso, lo è stato il vescovo Oscar Arnulfo Romero. Don Pino Puglisi è stato ammazzato per il suo impegno contro le mafie. Monsignor Domenico Mogavero è una voce scomoda che si leva dall’interno della comunità sacerdotale. Rifuggiamo dal prendere la lavagna per dividere i buoni dai cattivi, ma è ambiguo, e quanto meno incauto, far scivolare tra le righe di un post o di una cronaca giornalistica che la Chiesa, nella sua interezza, possa ridursi a quella dei Marcinkus e a quella dei messaggi elettorali più o meno espliciti. Se si prova giustamente sgomento per decine di pedofili in tonaca bisogna anche fare attenzione a non credere che oratori e parrocchie siano covi di maniaci o che nei seminari e nei conventi ci si perfezioni per coltivare e poi trasfondere le peggiori caratteristiche dell’uomo nel mondo secolarizzato. Genera perplessità il fatto che mentre non si muove foglia che il padrone non voglia, la supposta vocazione pedofila del clero buchi il piccolo schermo ed occupi le pagine di tutti i giornali. La tipologia dei mangiapreti nostrani comprende il pappagallo ed il militante politico, spazia da sinistra a destra. L’anticlericalismo è un sentimento trasversale che accomuna l’illetterato e l’intellettuale con la puzza al naso; con minore o maggiore consapevolezza il mangiapreti italico a volte assume le sembianze del Peppone di Guareschi, a volte si identifica nell’écrasez l'infâme di voltairiana memoria e a volte si palesa attraverso il sarcasmo del direttore de “Il Giornale”. Tutti più o meno prevedibili, non sono mai riusciti ad intaccare veramente, pur con tutti i “distinguo” che si addicono all’istituzione, la diffusa autorevolezza ecclesiastica. Sia nel bene che nel male la Chiesa, senza eserciti, vaso di coccio tra vasi di ferro, ha continuato ad esistere. Soggiacere acriticamente a quella che potrebbe essere solo una trappola mediatica allestita dove brilla il faro della massima pseudo-democrazia occidentale è un esercizio pericoloso. Grazie ad un capillare martellamento dell’informazione molti Italiani credono che il legislatore, da ultimo, voglia tutelare la privacy dei cittadini emanando una norma per ostacolare le intercettazioni telefoniche della Magistratura. Se facessimo parte delle solite compagnie di giro, simili a quelle che gravitavano intorno agli appalti sporchi della Protezione Civile, se dovessimo controllare un palinsesto televisivo per renderlo organico agli affari di famiglia, nell’evenienza di non poter ricorrere ai soliti strumenti quali la corruzione ed il ricatto ci piacerebbe addirittura nominare oltre che i parlamentari, come già accade, tutti i possibili arbitri istituzionalmente previsti e l’intero organico in forza all’apparato giudiziaro. Dobbiamo riconoscere che se appartenessimo alla dinastia dei Rockefeller o comunque se fossimo parte integrante di un impero economico-finanziario non vedremmo di buon occhio un prelato più monaco che pontefice ed un magistero cristiano sensibile alle tematiche ambientali, che si propone come paladino dei poveri, ultimo possibile catalizzatore per il dissenso degli scontenti. Dopo aver ignorato le esigenze degli altri popoli e riportato buona parte di quelli occidentali a ridosso di un incubo kafkiano non è accettabile che la Chiesa, in antitesi  con gli insaziabili appetiti di un capitalismo globalizzato, rispolveri le sue origini, che appaia come una via di fuga per aggregare disoccupati, senza tetto, precari e sfruttati di ogni genere, insomma tutti i delusi e tutti gli oppressi di un mondo ormai senza anima. Come per alcuni è preferibile lasciar credere che i magistrati costituiscano un nucleo di sovversivi, ad altri potrebbe fa comodo assegnare ai sacerdoti lo stigma della pedofilia. L’indegnità di uno, dieci o cento magistrati non può essere estesa all’intera categoria. Lo scandalo di uno, dieci o cento preti non può insozzare la totalità della Chiesa.   

 

Antonio Bertinelli 5/4/2010     

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