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il blog di Antonio Bertinelli su Il Cannocchiale
Giustizia 2021? un incubo (58 puntata)
post pubblicato in diario, il 8 aprile 2021


Premettiamo che in fase di denuncia contro ignoti il 16 giugno 2020 così scriveva l’istante: “omissis – Personalmente non sono in grado di riferire se sono state indotte a firmare qualche documento – omissis” (vedi 2 puntata). Timore fondato perché almeno una cosa firmata è saltata fuori nella maniera più imprevista. Ne parleremo nel corso di questo aggiornamento. Giunti in possesso di un documento, alquanto rivelatore delle manovre realizzate intorno ai familiari del reclamante a sua insaputa, prima di riprendere il filo della narrazione, al fine di aiutare il lettore, riassumiamo i fatti: Il 16 giugno 2020 il reclamante ha presentato la denuncia di sospetto furto e raggiro delle due disabili (vedi 2 puntata). Parte integrante della segnalazione predetta è il verbale redatto contestualmente dai carabinieri (vedi 21 puntata). A proposito del possibile furto (preziosi inclusi) su tale documento si legge: “omissis – residente a xxxxxxxxxxxxxxxx è stata vittima di furto aggravato presumibilmente dal 16/06/2019 al 16/6/20 in non previsto/altro – omissis”. Con questi riferimenti temporali l’uomo ha tentato a memoria di definire un periodo nel quale i comportamenti delle congiunte hanno destato i suoi sospetti. Il 27/7/2020 viene redatto il verbale d’udienza del G.T. (vedi 37 puntata). Qui il giudice tutelare riporta una retorica domanda dell’istante a proposito della situazione venutasi a creare nell’abitazione delle disabili: “ omissis – I gioielli che stavano dentro casa dove stanno? E i soldi che ho portato lì dentro dove stanno? Ci pensava sempre mia sorella ma adesso lei è demente – omissis”. Proprio perché di certe cose si occupava soltanto la sorella, il reclamante non è in grado di sapere cosa sia effettivamente accaduto ai preziosi conservati a casa delle donne. Le indagini, così come effettuate dai carabinieri su direttive del P.M., risponderanno con alcune ricevute fornite spontaneamente dalla vecchia madre del reclamante escussa il 7 settembre 2020. Nessuno ha verificato se nei mesi precedenti siano state effettuate altre vendite per le quali la vecchia disabile ha incaricato ad alienare terzi soggetti. La prima di queste, spontaneamente documentata dall’interrogata, è datata 8 giugno 2020. Ciò denota che, ancor prima di firmare al notaio la procura generale per il proprio figlio, già allestita ed il cui perfezionamento è stato programmato per il 10 giugno 2020, la vecchia disabile aveva già venduto dell’oro. La cronologia della vicenda narrata fa annotare due episodi: Il 22 ottobre 2020 il P.M prende visione che l’istante ha fatto richiesta di CTU per la madre al giudice tutelare (vedi 15 puntata). Il giorno successivo, ovvero il 23 ottobre 2020 il P.M. fa notificare al nostro amico l’avviso di garanzia per simulazione di reato (vedi 17 puntata). Per forza di cose dobbiamo adesso parlare di un decesso. Riguarda la persona che è figlio e nipote rispettivamente della disabile più giovane e della disabile più anziana. Tale morte si verifica nell’agosto del 2019. Per qualche mese il reclamante, adducendo scuse di vario genere, non parteciperà l’inatteso evento a madre e sorella. Abbiamo lasciato il nostro racconto all’assenza di aggiornamenti documentali successivi all’udienza tenutasi l’11 marzo 2021 nell’ufficio del giudice tutelare, per la nomina di un amministratore di sostegno da assegnare alla sorella del reclamante. Ieri 7 aprile 2021 siamo riusciti ad avere aggiornamenti e a capire perché la cancelleria del giudice tutelare aveva avuto problemi a caricare le “novità” nel fascicolo telematico. C’era un inghippo che deve aver creato non pochi imbarazzi. Ieri l’avvocato del reclamante, recatosi personalmente nella cancelleria sopra citata, ha potuto fotografare la procura che l’avvocato G.C. (quello che il 12 giugno 2020 era stato trovato dal reclamante in casa delle due disabili) ha millantato di possedere per rappresentare in giudizio la sorella del nostro amico. In effetti la delega depositata nella cancelleria del G.T. è una procura che l’avvocato G.C. ha fatto firmare (non si sa effettivamente quando) alla sorella del reclamante per essere rappresentata nell’apertura di amministrazione di sostegno a favore del figlio! Dunque tale avvocato si è presentato all’udienza dell’11 marzo 2021, senza avere alcuna delega e parlando, tra l’altro, a nome della sorella del reclamante. Il documento fornito (che non è affatto pertinente alla procedura in corso) è datato 11 marzo 2021. Ma in realtà quando sarà stato allestito e firmato? Da quando l’avvocato G.C. ha cominciato ad “aiutare” le due congiunte del reclamante andando a casa loro? Accompagnato da chi? Già perché la procura di cui stiamo scrivendo, datata 11 marzo 2021, oltre che non essere quella “giusta” per il procedimento in corso, si riferisce a fatti riguardanti una persona deceduta il 14 agosto del 2019! Possiamo solo desumere che, entrato in contatto con le due disabili (da quando? forse da prima del 12 giugno 2020?) il volenteroso avvocato non deve aver perduto tempo nel cercare di aiutare tutta la famiglia del nostro amico. Davanti a tanta abbondanza, ad un certo punto, il legale deve essersi confuso. Nessun problema, lui in quel tribunale può raccontare quello che vuole. Perché invece il reclamante è stato accusato dal P.M. di dire bugie? Mettiamo di seguito la procura “fasulla” che l’avvocato G.C. ha depositato nella cancelleria del giudice tutelare (a sua insaputa?) l’11 marzo 2021. ******************************************************************************************************* PROCURA Io sottoscritta XXXXXXXXXXXXXXXX nata il XXXX a XXXXXXXXXXXXXXXXXXXX ed ivi residente alla XXXXXXXXXXXXXXXXX C.F. XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX delego a rappresentarmi e difendermi in ogni fase e grado del presente procedimento di amministrazione di sostegno aperta a favore di mio figlio XXXXXXXXXXXXXXX l’Avv. XXXXXXXXXXXXXXXX conferendogli ogni e più ampia facoltà di legge, e dichiaro di eleggere domicilio preso il suo studio in via XXXXXXXXXXXX. Dichiaro di essere stata informata, ai sensi dell’art.2, co7, D.L. n. 132/2014, della possibilità di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita e disciplinata dagli art.2 e ss. del suddetto decreto legge. La presente procura costituisce autorizzazione al trattamento dei dati sensibili necessari ai fini dell’espletamento del mandato ai sensi del D. Lgs 196/2003 XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX V. Per Autentica XXXXXXXXXXXX Allegato udienza 11/3/2021 ***************************************************************************** 8/4/2021 Antonio Bertinelli*** https://antoniobertinelli.com/2021/04/08/giustizia-2021-un-incubo-58-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (57 puntata)
post pubblicato in diario, il 1 aprile 2021


Ancora oggi, 1 aprile 2021, il fascicolo telematico relativo alla sorella del nostro amico non ha incorporato altri documenti se non quelli prodotti dal suo avvocato. Nell’attesa di visionare, tra l’altro, anche la procura fatta firmare alla sorella di cui è procuratore generale, mettiamo a disposizione del lettore qualche nostra riflessione. **************************************************************************************************** Quando eravamo ragazzi, per noi la domenica era il giorno canonico per andare al cinema a guardare un film di cavalieri, pirati, eroi o cappa e spada. Per poi andare più tardi a passeggiare sul lungomare, alle giostre, a mangiare una pizza o in gelateria, andavamo al primo spettacolo. La platea era costituita prevalentemente da giovani che partecipavano attivamente allo spettacolo ora con qualche grido, ora con un’esortazione, ora con un corale olé. Spesso il film si concludeva con un “arrivano i nostri” che salvavano da morte certa i protagonisti nei quali ci eravamo identificati. I quei momenti esplodeva un liberatorio applauso che accomunava tutti gli spettatori. Tempi lontani ed un’altra età. La nostra non è epoca di eroi, ma di stravolgimenti sociali, politici e valoriali. E’ l’epoca nella quale è stata imposta la legge del mare, quella che si applica davanti a naufragi d’immani proporzioni. E’ l’epoca del “si salvi chi può”. Non arriverà la cavalleria dei nostri ricordi cinematografici. “La strategia militare insegna che davanti a delle forze schiaccianti, per non cadere nelle mani del nemico, si può scegliere tra il suicidio e la guerriglia. La guerriglia è un conflitto di movimento che deve guadagnarsi il sostegno della popolazione. Si colpisce e poi ci si ritira. Lo scontro si svolge attraverso punzecchiature, incursioni, imboscate, raid contro i centri di comando e azioni diversive”. Ci siamo citati, riportando crudi pensieri di qualche anno fa, con il grande desiderio di poter scorgere uno spiraglio di luce. Non amiamo indossare le vesti di Cassandra, ma non vediamo proprio come l’Italia possa affrontare una lotta impari e rinascere vivibile come era qualche decennio fa. Ripensiamo agli uomini con gli alamari, da Salvo d’Acquisto a Carlo Alberto Dalla Chiesa, senza scordare le trentasei vittime del terrorismo (tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta) insieme a tutti gli altri che hanno dato lustro all’Arma dei Carabinieri. Ripensiamo a magistrati delle giurisdizioni ordinarie e amministrative quali Gaetano Azzariti, Leopoldo Piccardi, Emanuele Piga, Antonio Sorrentino, Andrea Torrente. Torniamo con la mente a tutti quei magistrati con la testa alta che sono stati uccisi nell’adempimento del loro dovere. Con il trascorrere del tempo purtroppo le cronache ci hanno parlato e ci parlano, sempre di più, di carabinieri e di magistrati usciti dalla legalità. Sono anni bui scadenzati dall’insozzarsi di divise e di toghe. Ci costerna questo stillicidio, così come leggere la risposta che Fiammetta Borsellino ha dato un mese fa ad un cronista che l’aveva interrogata sul Csm: “Il Csm si è dato in questi anni sempre la zappa sui piedi, tutelando interessi di tipo clientelare e di carriera. Fu solerte quando si trattò di mettere sotto processo disciplinare mio padre (Paolo n.d.a.) per aver denunciato pubblicamente lo smantellamento del pool antimafia ed è stato inerte nei confronti di coloro, organi inquirenti e giudicanti, che in qualche modo hanno contribuito, avendo parte attiva o passiva, al più grande depistaggio della storia giudiziaria del Paese”. Lo scandalo connesso all’ex leader di Confindustria, Antonello Montante, ha fatto registrare dieci magistrati che a costui hanno consegnato curricula o fatto richieste per ottenere favori di vario genere. Secondo la Procura di Catania tali comportamenti non hanno costituito notizia di reato. La Procura Generale della Cassazione, chiamata ad esprimersi sui profili disciplinari dei magistrati coinvolti nella vicenda, ha proceduto con l’archiviazione per la quasi totalità dei fascicoli aperti. Tralasciando l’aspetto penale, che presumibilmente sarà stato solo sfiorato, ci sembra lecito ritenere che la vicenda non deponga proprio in favore del prestigio a cui il ruolo di magistrato dovrebbe aspirare. Probabilmente la magistratura non è mediamente più corrotta di altri organi dello Stato, ma questa, contrariamente ad altri, ha un potere illimitato ed incontrollato. Chi sbaglia, se individuato, paga di persona. Il magistrato no. Le confessioni di Luca Palamara hanno fornito un feroce spaccato del mondo in toga, ma non hanno rimosso il “sistema” interconnesso con la giurisdizione. Le stesse intercettazioni delle chat dell’ex presidente dell’ANM, che fanno annotare buchi tecnicamente inspiegabili, non ci consentono di coltivare l’ottimismo. In tempi andati probabilmente l’agire del GT, nel quale ci siamo casualmente imbattuti, avrebbe indotto qualcuno a consigliargli un lungo periodo di riposo e a prospettargli il rischio di un procedimento disciplinare. Oggi prendiamo atto che c’è una parte di magistratura deviata per il cui operare non possiamo fare altro che manifestare viva preoccupazione. Tra questa ed alcuni centri di potere, più o meno informali, sembra esistere comunità d’intenti. Ne rileviamo solo uno parlando di false accuse, un settore, o meglio un potente mandarinato dove ci sguazzano solo gli addetti ai lavori, causando danni psico-fisici e supplizi, soventemente a famiglie intere, come insegnano vecchie e/o recenti vicende. Vaneggiamenti, numeri comunicati senza riscontri di sorta e mistificazioni per creare artatamente allarme, sono gli strumenti usati per far deragliare quelle che dovrebbero essere le missioni istituzionali. Il 90% delle denunce si concludono con un nulla di fatto perché fasulle. Malgrado questo lapalissiano dato, recentemente la Corte Costituzionale ha sentenziato che la persona offesa ha diritto al patrocinio gratuito. Con tutto il rispetto per l’eccelsa Corte, l’acquisizione dello status di vittima non può fare astrazione da qualsiasi riscontro giudiziario. Questa è solo una maniera per esasperare il fenomeno. A chi serve? Una giurisdizione a misura di paese civile, tra l’altro, non consentirebbe l’internamento forzoso del prof. Carlo Gilardi e di altri in condizioni analoghe, non lascerebbe il dramma sulle spalle di una tenace giornalista soltanto perché chi dovrebbe agire, da sempre, è aduso a fare il pesce in barile. 1/4/2021 Antonio Bertinelli**** https://antoniobertinelli.com/2021/04/01/giustizia-2021-un-incubo-57-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (56 puntata)
post pubblicato in diario, il 29 marzo 2021


In difetto di aggiornamenti tocchiamo alcuni temi solo parzialmente attinenti alla vicenda che stiamo raccontando o, per meglio dire, sfiorano solo qualche assunto. C’è il rancore (fruibile per una causa molto poco nobile) di un’anziana verso i propri figli (fenomeno in questo caso di pertinenza psichiatrica-geriatrica); c’è l’impiego di malevolenza e falsità in sede giudiziaria. A volte le chiamano indagini, ma non sono esenti dai condizionamenti della spirale dell’odio e dell’inganno. Non amiamo fare delle elucubrazioni, ma ci piace offrire al lettore la possibilità di affrontare con estrema prudenza, qualora ne avesse bisogno, esperienze suscettibili di incursioni “istituzionali” nell’ambito dell’entourage familiare. Non vogliamo proprio assuefarci alla predominanza del male. Da più indicatori ci sembra che pure i vecchi ed i disabili siano diventati ricorrenti bersagli di farabutti, peggiori se titolati. L’appostamento alla facile rendita sta diventando sempre più frequente da parte dei “professionisti” del ramo. Essi agiscono entrando spesso in collisione ed in conflitto d’interessi con le famiglie che si trovano in eterogenee situazioni di fragilità. L’arte “venatoria” è possibile da quando l’istituto familiare è stato posto dal legislatore sotto la “tutela” della magistratura (vedi 35 puntata). Intorno alle problematiche della famiglia è nato un grande giro d’affari, sempre più fiorente con il passare degli anni. Fatti che una volta venivano percepiti come raccapriccianti sono diventati il pane quotidiano per giudici, avvocati, consulenti, medici legali, sindaci ed altri “professionisti” del settore. I talenti degli spregiudicati: la malvagità, l’individuazione di vantaggi privati e l’indifferenza per il proprio simile, sovrastano le aspirazioni delle persone di buona volontà. Da un trentennio, sulle comode poltrone dei sub dominanti si passano il testimone comparse di modesto valore. Sempre nel rispetto di vuote celebrazioni, di riti inefficaci e di esternazioni parolaie, questi personaggi ci hanno condotto al nichilismo, allo smottamento antropologico ed al vivere in uno stato di montante barbarie. Stavamo pensando alla sorte riservata al benefattore “incarcerato” in una Rsa di Lecco. Una sorella più vecchia di lui ha sottoscritto l’intervento a tutela del prof. Carlo Gilardi e l’apparato predisposto per casi come il suo si è messo alacremente in moto. A questo indirizzo https://www.carlogilardi.com/it/70-esposto-alla-procura leggiamo: “… Una combutta di legali di città e notabili di paese hanno ridotto il Prof. Gilardi in schiavitù, zimbello di un giudice e di avvocati che possono indicarlo, lì in catene dietro al carro trionfale dei legali, come esempio di quello che capita ai vecchi che pensano di fare i furbi ed accusare un avvocato di sostegno protetto da un giudice. Raggiunta una certa età e debolezza, gli anziani perdono diritti; spesso capita di perderli tutti, in modo più o meno spiacevole, specialmente se non hai un protettore affidabile …” Abbiamo il timore che l’emerito professore di Airuno, verosimilmente già “ammorbidito” dalle cure che vengono impiegate nelle RSA e dalla traumatizzante esperienza in corso da cinque mesi, non possa più riottenere la sua libertà. Anche la storia del nostro reclamante comincia con una ultranovantenne che si affida ad un avvocato. Non ci è dato di conoscere come questi sia giunto a casa dell’anziana disabile. Questo avvocato è in feeling con dei centri antiviolenza. Queste organizzazioni hanno una rete di collaboratori e di simpatizzanti in ogni dove, inclusi alcuni tribunali. Il loro operare si basa su informazioni di violenze subite dalle donne e da loro stesse censite. Con numeri autocertificati drenano una quantità di risorse finanziarie che, tra l’altro, ne moltiplicano il potere. Solo a titolo di esempio va detto che, su dei dati totalmente inventati o gonfiati a dismisura, l’anno scorso i C.A.V. hanno ottenuto dal ministero competente un regalino da trenta milioni di euro.************************ 29/3/2021 Antonio Bertinelli*** https://antoniobertinelli.com/2021/03/29/giustizia-2021-un-incubo-56-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (55 puntata)
post pubblicato in diario, il 24 marzo 2021


Il fascicolo di nostro interesse, almeno telematicamente, non fornisce “aggiornamenti”. Dovremmo prendere visione della delega che si è fatta firmare l’avvocato G. C. dalla sorella del reclamante e di altre cose. Non essendoci novità scriveremo d’altro e d’altri. ******************************************************************************** L’ostilità frutto di inclinazioni dottrinali o di orientamenti che con il diritto hanno poco a che fare amareggiano il vivere e falsano gli eventi. Nel mondo contemporaneo la tracotanza di chi detiene il potere è uno dei comportamenti che viene veicolato anche attraverso la produzione cinematografica e la cronaca. L’obiettività dell’informazione è invece un altro paio di maniche. Ovunque la libertà d’espressione, formalmente garantita dall’art. 21 della Costituzione, è ormai nulla o contingentata. Quando va bene si può esercitare ancora all’interno di gruppi “carbonari”, comunque sorvegliati a vista, la cui influenza sul pensiero di massa è pressoché nulla. Ancora è permesso manifestare le proprie idee, purché lo si faccia all’interno di un recinto. E questo vale anche sul Web. Andando indietro con la mente ci siamo soffermati sul ruolo avuto dai presidenti della Repubblica durante gli anni trascorsi. I media più importanti, nel servire l’establishment, illo tempore, hanno inneggiato agli scippi del ruolo del Parlamento fatti da G. Napolitano. Ultimamente hanno giubilato S. Mattarella. Al capo dello Stato viene assegnato un ruolo autonomo ed indipendente provvisto di attribuzioni utili a controllare le attività degli altri organi. I suoi poteri sono tutt’altro che formali e risultano più rilevanti rispetto a quelli previsti da altri sistemi non presidenziali. Le prerogative del presidente della Repubblica sono essenzialmente definite da tre articoli della Costituzione: l’87, l’88 ed il 92. La formulazione degli articoli ha frequentemente lasciato spazio alla libera interpretazione di giuristi di diversa estrazione politica. La stessa enunciazione degli articoli ha consentito, a partire dagli anni Novanta, un peso crescente dei presidenti nella storia del nostro Paese. A nostro modesto avviso, più di una volta, quando il Parlamento è stato bypassato dal presidente della Repubblica lo spirito del dettato costituzionale è stato tradito. Questo è accaduto nel 2010 (governo Berlusconi), nel 2011 (governo Monti), nel 2013 (governo Letta) e per l’ultima volta nell’anno corrente (governo Draghi). Alcune volte ci è apparso che l’inquilino del Quirinale abbia impiegato senza lesinare le sue prerogative costituzionali. Secondo Seneca il buon governo coincide con la clemenza, la virtù più umana che esista, quella che si addice meglio ai re ed ai principi. Persino Federico Barbarossa, sottoscrisse la Pace di Costanza, vergata con queste parole: “… La serena maestà della clemenza imperiale fu sempre solita dispensare ai sudditi favore e grazie in modo che, per quanto essa debba e possa correggere con la severità della legge gli eccessi delittuosi, tuttavia in maggior misura si sforzi di reggere l’impero romano con la benefica tranquillità della pace e con i pii sentimenti della misericordia…”. Il nostro capo dello Stato dispone del potere di grazia ed è anche presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Se vuole, senza trincerarsi dietro la forma (che in questo frangente non è affatto sostanza) ha grandi poteri per far scarcerare il prof. Carlo Gilardi. Restituisca a quest’uomo la libertà. 24/3/2021 Antonio Bertinelli***https://antoniobertinelli.com/2021/03/24/giustizia-2021-un-incubo-55-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (54 puntata)
post pubblicato in diario, il 19 marzo 2021


Il 16 giugno 2020 il nostro (all’epoca istante), nell’esposto fatto ai carabinieri, scriveva: “Omissis Probabilmente mia madre e mia sorella sono state avvicinate da persone che le raggirano e contemporaneamente le istigano contro di me. Appaiono plagiate. Personalmente non sono in grado di riferire se sono state indotte a firmare qualche documento. Il giorno 12 giugno 2020 ho trovato in casa di mia madre, una sua nipote ed una persona che si è qualificata come avvocato. Omissis”. Oggi 19 marzo 2021 il suo sospetto dell’epoca sembra essersi materializzato. E’ stato praticamente estromesso per l’ennesima ed ultima volta dalla vita e dall’abitazione della madre, trinceratasi al suo interno, dal 13 giugno 2020. Insieme alla madre è rimasta ormai anche la sorella che, peraltro, non ha potuto più fare ritorno nella sua residenza in quanto lì, circa un mese fa, ha trovato l’impianto elettrico fuori servizio. Dal 13 giugno 2020 le due donne disabili non hanno più potuto beneficiare della presenza dell’uomo (che da molti anni provvedeva quotidianamente a loro), fatta eccezione per l’approvvigionamento di soldi alla più giovane e ad una pratica burocratica comune. Per forza di cose, almeno per i loro bisogni quotidiani, qualcuno deve aver provveduto e continua ancora a provvedere. Isolate dal loro congiunto, come accade nella prassi giudiziaria quando vengono allontanati i figli dai genitori o i padri dalla casa coniugale in fase di separazione, saranno diventate più vulnerabili di quanto non lo fossero già per le loro disabilità. Dunque più manipolabili dagli sconosciuti “benefattori” entrati in gioco ed in casa un anno fa. Non vogliamo avventurarci su dei campi specialistici che non ci appartengono, ma è notorio che il plagio in psicologia viene definito come una forma di condizionamento. Quando esso viene perseguito da un plagiante le azioni di quest’ultimo si avvalgono di tecniche di suggestione e di persuasione, di manovre volte a costituire una dipendenza della vittima, con il fine di destrutturarne la personalità, alterarne le capacità critiche, le sue facoltà di scelta autonoma, riducendola in uno stato di soggezione. Verosimilmente, in presenza di individui in posizioni di fragilità, il soggetto molto più forte del gruppo, anche non deliberatamente, può causare un condizionamento cognitivo tale da far modificare le convinzioni personali pregresse di coloro che da lui dipendono. Gli effetti del plagio portano gli “oppressi” a credere di prendere decisioni e fare scelte autonome mentre in realtà aderiscono alle “prescrizioni” del plagiante. La complessità del circoscrivere giuridicamente il plagio non rende meno concreta e temibile questa realtà per le gravi conseguenze che possono derivarne. Sempre in tema di condizionamenti psichici in determinate situazioni si parla di sindrome di Stoccolma. Questa non viene considerata un vero e proprio disturbo, bensì un insieme di inneschi emotivi e comportamentali tipici dell’agire di alcune persone improvvisamente sottoposte ad eventi traumatici. La situazione morbosa prende il nome dalla città omonima, dove in seguito al rapimento di alcune persone, gli ostaggi manifestarono, successivamente alla liberazione, dei sentimenti positivi verso i sequestratori, sentendosi in debito per la cortesia e la generosità dimostrate. Sembra quindi che in determinate condizioni psicologiche l’ostaggio prova simpatia, attaccamento, empatia nei confronti dei carcerieri invece che rancore ed avversione. Un esempio classico del fenomeno lo abbiamo potuto verificare in diretta televisiva con il ritorno in Italia della sequestrata Silvia Romano, scesa dall’aereo in jilbab e convertita all’Islam. Abbiamo ritenuto opportuno fare questa irrituale premessa perché, nel verbale redatto dal G.T. l’11 marzo scorso, compilato anche in rapporto a quanto riferito dal legale già diffidato dal reclamante, si lascia intendere che la sorella desidera essere affidata ai servizi sociali, come la propria madre. Confermando le nostre intuizioni su quello che era il vero bersaglio dell’intera operazione fin da suo concepimento strategico (vedi a proposito le puntate 12; 16; 30) siamo arrivati al giro di boa. O il desiderio riferito dall’avvocato è un falso, o la donna è diventata demente totale, o in essa sono scattati automatismi psicologici insani per la gravissima situazione di stress alla quale è stata sottoposta dopo l’allontanamento del fratello da casa. L’ultima trovata dell’avvocato G,C, per delegittimare l’appellante è stato il chiamare in causa due atti notarili da lui effettuati, come procuratore generale della sorella nella seconda metà del 2016, oltre tre anni dopo la sua accettazione della nomina richiesta dalla congiunta. La faccenda è strettamente connessa al rischio di una futuribile confisca dell’appartamento per debiti insanabili del figlio gravemente malato della proprietaria. La transazione relativa ad una vecchia nuda proprietà è stata effettuata in maniera ineccepibile sotto ogni profilo, non ultimo quello economico. Non abbiamo compilato noi il verbale (poco comprensibile), che riportiamo di seguito nella sua versione integrale, così come scritto dal G.T.: ****************************************************************************************************** Verbale di prima udienza n. cronol. Xxxx/2021 del 11/03/2021 RG n. xxxx/2021 TRIBUNALE Dl XXXXXXXXXXXX Ufficio del giudice tutelare VERBALE UDIENZA DEL 11/03/2021 Causa XXXX /2020 V.G. Successivamente all’udienza del 1 1 .3.2021, davanti alla dott.ssa A. P., in funzione di giudice tutelare, sono comparsi per PROCURA DELLA REPUBBLICA Dl XXXXXXXXX, il dott. xxxxxxxxx, collegato mediante TEAMS. per il Sig. xxxxxxxx, l’avv. xxxxxxxxxx che deposita procura a partecipare all’udienza, riservandosi di depositare telematicamente la comparsa redatta dal Sig. xxxxxxxxxx che si deposita in copia cartacea alla presente udienza, inoltre per la signora xxxxxxxxxxx l’avv. G. C., che deposita procura e certificati medici per xxxxxxxxxx e xxxxxxxxxxx. L’avv. C. non si oppone alla nomina dell’amministratore di sostegno per xxxxxxxx, anzi manifesta preferenza per la nomina degli assistenti sociali che attualmente seguono la madre. L ‘avv. xxxxxxxxxxxxx precisa che il Sig. xxxxxxxxxx aveva una procura generale e ha venduto la casa a lei intestata versando si le somme su un conto di cui ha lasciato traccia, eccepisce che ha effettuato una dichiarazione alla posta in tal senso, avrebbe lasciato traccia del denaro che ha inserito nel conto del figlio, ma lasciano traccia della sua destinazione a favore della sorella. L’avv. xxxxxxxxxxx si riserva di depositare altro atto di donazione da xxxxxxxxxx a xxxxxxxxxx, precisa che xxxxxxxxxx ha dovuto seguire in tutte le problematiche familiari sia della madre sia della sorella, non le ha mai abbandonate, ha sempre pagato le bollette, non si spiega perché d’un tratto si sono rivoltate verso di lui. Non si oppone alla apertura della amministrazione di sostegno. Ricorda che dagli atti di indagine emergono tali documenti relativi alle dichiarazioni allegate. L ‘avv. C. xxxxxxxxxx precisa che nel verbale della amministrazione di sostegno della madre, il Sig. xxxxxxxxxx dichiarava di aver lasciato un foglio al figlio, in cui c’era scritto in caso di premorienza sua, il denaro sarebbe stato della sorella. GIUDICE TUTELARE Invita l’avv. xxxxxxxxxxx a depositare quanto da lei oggi dedotto. Ritenuto assolutamente necessario procedere alla audizione della signora xxxxxxx, dispone la sua convocazione alla udienza del 10.5.2021 ore 12.30. Onera l’avv. C. per la convocazione. Del verbale viene data lettura alle parti presenti, che non sottoscrivono in quanto redatto in forma digitale. xxxxxxxxxxxxx, 1 1 /03/2021 Il Giudice tutelare A. P. (f.to digitalmente) ************************************************************************** 19/3/2021 Antonio Bertinelli***https://antoniobertinelli.com/2021/03/19/giustizi-2021-un-incubo-54-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (53 puntata)
post pubblicato in diario, il 17 marzo 2021


Con la legge n. 2238/1929 all’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) viene demandata una competenza specifica in ordine all’elaborazione/pubblicazione delle statistiche, sia generali che speciali, inerenti l’amministrazione dello Stato e di quelle pertinenti alle attività della nazione disposte dal governo. Con la riorganizzazione dell’istituto, prevista dal decreto legislativo n. 322/89, all’ISTAT viene assegnato il ruolo di indirizzo, coordinamento, assistenza tecnica e formazione all’interno del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN). L’ente è sottoposto alla vigilanza della commissione della garanzia dell’informazione statistica, istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri. Il lavoro dell’ISTAT e degli altri enti del SISTAN consiste nello svolgimento di indagini previste dal programma statistico nazionale, documento che regola l’attività di produzione di informazioni ufficiali considerate indispensabili per il Paese. Dal 1998 l’ISTAT elabora e diffonde, secondo scadenze e criteri stabiliti dal Trattato di Maastricht, i dati relativi agli indicatori di convergenza europei. Sulla statistica Trilussa scrive: “Sai ched’è la statistica? È na’ cosa che serve pe fà un conto in generale de la gente che nasce, che sta male, che more, che va in carcere e che spósa”. Parlando invece di medie statistiche Aldous Huxley ci ha insegnato che “nella vita reale non c’è alcun uomo medio”. Dice ancora mordace il matematico Desmond McHale che ”l’umano medio ha una mammella ed un testicolo”. Per nostro conto possiamo dire che le indagini statistiche, se correttamente impiegate, qualunque sia il metodo prescelto per realizzarle, possono fornire informazioni su qualsivoglia fenomeno allo scopo di metterne in evidenza gli aspetti essenziali, risalendo, se il caso lo richiede, alle leggi che lo regolano. Studi di questo genere possono avere finalità d’interesse pubblico o possono essere impiegati per mentire indossando la veste “scientifica” della ricerca metodologica. E’ certo che quando un fenomeno non interessa al SISTAN o, ancor meglio, deve essere tenuto nascosto, difficilmente si potrà avere un’inquadratura utile e rigorosa dello stesso. Quando non si vogliono mettere a fuoco determinate problematiche si omette lo studio delle stesse. Accade ad esempio per le false denunce che imperano nella volontaria giurisdizione, per le dinamiche collegate agli errori giudiziari, per le carcerazioni degli innocenti, per i suicidi dei padri separati dai figli in forza di decreti, per le violenze agite da donne ai danni di uomini (numeri che vengono acquisiti e studiati in tanti altri paesi del mondo, ma non in Italia). I responsabili nazionali delle indagini statistiche ritengono utile informarci su una miriade di banalità, come il numero di ore che i cittadini passano alla guida dell’auto, ma non sulla situazione della giurisdizione di cui Luca Palamara ha dipinto un quadro desolante. Forse chi governa ritiene che certi numeri siano noiosi o forse lavora pro domo sua, sperando di poterci ridurre a “numeri” neutri ed afasici che soddisfino qualche suo iniquo schema mentale. Il dubbio sorge nel momento in cui si constata che molti innocenti, una volta liberati da un’immeritata detenzione, dopo essere stati messi alla gogna, usciti dalla macina della giustizia non hanno voglia di rientrarci, di richiamare un avvocato ed avere a che fare con giudici per ottenere un risarcimento (235,82 euro al giorno per un massimo di 516.456,90 euro). È tacitamente vietato osservare ed analizzare i tribunali. Nessuna fonte ufficiale ha mai voluto vedere e tantomeno studiare eventi ad essi problematicamente connessi. L’ISTAT preferisce non sapere che il potere giudiziario è delegittimato, preferisce ignorare che in alcuni tribunali albergano collusioni e corruzione, ideologie tossiche, militanze politiche, magistrati negligenti, attivisti di associazioni con orientamento di pensiero settario. Frutti malati della giurisdizione sono storie come quella che ha visto recentemente l’ex procuratrice aggiunta di Perugia al centro di un’inchiesta su un presunto sistema di favori che avrebbe inquinato il lavoro della procura. Sono traversie inenarrabili quelle dei bambini “liberati” grazie alla professionalità ed all’abnegazione del P.M Valentina Salvi. E’ folle il racconto di Marco Quaglia, accusato di pedofilia e perseguitato per nove lunghi anni. E’ sciagurata la vicenda di Roberto Pauluzzi, alla fine morto suicida qualche giorno fa. La giurisdizione si declina anche attraverso l’internamento del prof. Carlo Gilardi perché si deve salvaguardare il suo patrimonio. Ma da chi? Non ha figli, dunque la sua “indigeribile” generosità a chi danneggiava? Singolare è anche quello che sta accadendo al nostro reclamante. Ci sono novità ed oggi ne riportiamo tre: il 10 maggio ci sarà la seconda udienza relativa alla nomina dell’amministratore di sostegno per la sorella; il 9 giugno ci sarà l’udienza in Corte d’Appello per l’inibitoria del provvedimento assunto dal GT nei confronti della madre. L’avvocato, che ha rappresentato il nostro uomo nell’udienza dell’11 marzo, ha ribadito di aver trovato in tribunale un’atmosfera particolarmente ed inspiegabilmente ostile. Voci di corridoio accreditano l’avvocato G.C. (di sesso femminile) come simpatizzante (anche militante?) di un’associazione antiviolenza femminile. Detto legale si è presentato in udienza in rappresentanza di entrambe le congiunte del reclamante. Questi, avendone avuta conferma verbale (i documenti telematici non erano ancora accessibili ieri) nel corso dell’incontro programmato con il proprio avvocato, ha subito inviato la seguente pec: ************************************************************************************************************************** Dott. xxxxxxxxxxxxxxxxxx Via xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx Avv. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx Via xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx Oggetto: Procedura V.G. “xxxxxxxxxxxx” Con mia comunicazione del 6/7/2020 L’ho motivatamente invitata a non assumere incarichi per mia madre, xxxxxxxxxxxxxxxxx. Con la presente, in forza dell’atto notarile (REPERTORIO xxxxx – RACCOLTA xxxxxxx del 13/3/2013) depositato presso la cancelleria del G.T. La diffido dall’assumere incarichi per conto di mia sorella, xxxxxxxxxxx, di cui sono procuratore generale. Il suo stato di salute, successivamente alle novità connesse al ménage intrafamiliare che, ad opera di terzi, le è stato imposto dal 13/6/2020, ha subito un repentino peggioramento. Per tale ragione le condizioni di sofferenza mentale della mia congiunta non sono più idonee per valutare obiettivamente delle scelte amministrative. Tanto Le dovevo Dott.xxxxxxxxxxxxxxxx ************************************************************* 17/3/2021 Antonio Bertinelli*** https://antoniobertinelli.com/2021/03/17/giustizia-2021-un-incubo-53-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (52 puntata)
post pubblicato in diario, il 12 marzo 2021


Alessandro Manzoni, nel primo capitolo della sua opera I Promessi Sposi, fa destinatari del suo messaggio e della sua bellissima storia “venticinque lettori”. Se anche noi ne avessimo un così sparuto numero andrebbe bene lo stesso. Non abbiamo i mezzi per cambiare la situazione socio-economico-politica nella quale ci ha condotto la nostra classe dirigente, o per meglio dire sub dominante. Siamo rimasti sgomenti davanti al libro “IL SISTEMA”. Pochi giorni fa alcuni magistrati hanno scritto al presidente della Repubblica per sollecitare una commissione idonea ad affrontare i problemi delle toghe denunciate da Luca Palamara. Se non abbiamo bacchette magiche per ridare dignità a questo Paese, sentiamo però l’obbligo di ricordare ai nostri pochi lettori che il presidente del Csm ha perduto un fratello, ucciso da Cosa Nostra il 6 gennaio 1980. A quella data era un professore associato di trentanove anni quando, mentre insegnava diritto parlamentare a Palermo, dovette imparare velocemente come ci si rapporta con il potere ed il suo esercizio. Il libro sopra richiamato ha scoperto una sentina nella giurisdizione, ma non è che l’estromissione dalla magisratura dell’ex presidente dell’A.N.M. ha rimosso il “SISTEMA”. Non c’è stata catarsi e probabilmente mai ci sarà. E’ ancora lì e mette paura. Trovarsi forzatamente in relazione con un tribunale può diventare pericoloso come giocare alla roulette russa. Torniamo al nostro racconto limitandoci a mettere di seguito la procura generale che il nostro uomo ha fornito ieri al G.T., in allegato all’istanza riguardante sua sorella: ******************************************************************************************************************************** REPERTORIO N. xxxxx ——RACCOLTA N.XXX ———————-PROCURA GENERALE——————– ———————REPUBBLICA ITALIANA L’anno duemilatredici, il giorno sette del mese di marzo, in xxxxxxxxxxxxxx, alla Via xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx. ————————————-7 marzo 2013——————————————————— Innanzi a me, Avv. xxxxxxxxx, Notaio in xxxx, con studio in xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx, iscritto nel Collegio Notarile dei Distretti riuniti di xxxxxxxxxxx, E’ PRESENTE LA SIGNORA: xxxxxxxxxxxxxxx, nata a xxxxxxxxxxxxxxxxx il xxxxxxxxxx, residente a xxxxxxxxxxxxx, Via xxxxxxxxxx, Codice Fiscale xxxxxxxxxxxx, la quale dichiara di essere di stato civile libero (già xxxxxxxx). Detta comparente, della cui identità personale io Notaio sono certo, mi richiede di ricevere il presente atto, con il quale dichiara di voler nominare, come, effetti, nomina, suo procuratore il signor xxxxxxxxxx, nato a xxxxxxxxx il xxxxxxxxx, residente a xxxxxxxxx , Via xxxxxxxxxxxxxxxx, affinché, in suo nome, conto e vece, ponga in essere tutti gli atti, così di ordinaria, che di straordinaria amministrazione, come anche di disposizione, che potessero occorrere nell’interesse della comparente stessa e per la gestione del suo patrimonio. Il suddetto procuratore è, quindi, autorizzato a: custodire, conservare ed amministrare i beni della comparente, anche se immobili o mobili registrati, eventualmente concedendoli in locazione od in affitto a chi crederà e per il corrispettivo che riterrà più conveniente, riscuotendo i corrispettivi pattuiti e rilasciandone quietanza; stipulare e sciogliere contratti, accordi e negozi giuridici in genere; acquistare, vendere, permutare beni mobili, immobili, crediti, diritti reali, quote (anche ereditarie) , stabilire il corrispettivo, pagarlo e riscuoterlo, accordare dilazioni di pagamento, rinunziare ad ipoteche legali, rilasciare quietanze, immettere e farsi immettere nel possesso; costituire diritti reali di godimento d’ogni genere (compresi i diritti di superficie), estinguerli o rinunciarli; affrancare enfiteusi; procedere a divisioni amichevoli o giudiziarie, con o senza conguagli, per attribuzione o per sorteggio; concludere mutui, operazioni bancarie di ogni genere, compresa l’apertura e la chiusura di conti correnti, ed assumere altre obbligazioni, consentendo alla costituzione di ipoteche, di pegni o di garanzie personali; fare impieghi di capitali, fissando interessi, scadenze, modalità di pagamento e garanzie; effettuare novazioni, compensazioni, accolli, delegazioni di pagamento e di debito, espromissioni ed accettarle; accettare pegni, compiere tutte le operazioni ipotecarie e quindi consentire cancellazioni, postergazioni, riduzioni, restrizioni, surroghe, frazionamenti, aprire cassette di sicurezza; esigere somme di qualsiasi entità e provenienza, così da privati, come da enti pubblici, banche, istituti, comprese le “Postelte Italiane S.p.a.” società e rilasciarne quietanza e di scarico nelle forme e nei termini voluti; valersi dei diritti di opzione e di prelazione spettanti alla mandante; effettuare intimazioni di pagamento, fare ed accettare offerte reali, procedere ad inventari, fare apporre e rimuovere sigilli, transigere e compromettere in arbitri, accettate lodi arbitrali, nominare arbitri od arbitratori; nominare e revocare avvocati, procuratori legali e periti; instaurare liti giudiziarie e rinunciare ad esse; transigere e quietanzare; accettare, con o senza beneficio d’ inventario, eredità, rinunziare alle medesime ed a legati; procedere a tutti i pertinenti atti di conservazione e liquidazione; costituire società d’ogni tipo, modificarle e scioglierle, provvedere alla nomina delle cariche sociali ed eventualmente accettarle; intervenire nelle assemblee ordinarie e straordinarie con pieni poteri; nominare, revocare, sostituire liquidatori fissandone i poteri e la retribuzione; svolgere ogni altra attività pertinente ai rapporti con le società in cui la comparente ha veste di socio; cedere quote di partecipazioni al capitale di società, anche sotto forma di certificati azionari, fissarne il prezzo ed esigerlo, rilasciandone quietanza; sostituirlo con pieni poteri nelle assemblee ordinarie e straordinarie dei condomini e delle comunioni; fare ricorsi, domande, denunce, anche fiscali, e rappresentare la comparente innanzi qualsiasi autorità amministrativa; svolgere ogni eventuale pratica fiscale, con facoltà di addivenire a concordati e di ricorrere alle competenti commissioni; rappresentare la mandante innanzi l’autorità giudiziaria di ogni grado e le commissioni di ogni genere, rappresentarla inoltre, negli arbitrati e nei fallimenti, con facoltà di transigere e conciliare; promuovere giudizi di fallimento; valersi di ogni mezzo di prova, procedere ad atti esecutivi; riscuotere mandati di pagamento; ritirare somme, valori e titoli dalle finanze statali, provinciali e comunali, da banche, compresa la Banca d’Italia, istituti, enti e società, rilasciandone quietanza e di scarico; effettuare depositi e riscossioni di somme, valori e titoli presso la Cassa Depositi e Prestiti e le altre casse pubbliche e private; effettuare svincoli e pratiche di esportazioni e importazioni presso uffici doganali; emettere, girare, protestare cambiali ed altri titoli all’ordine, ritirare dagli uffici postali, ferroviari, marittimi e di navigazioni aerea, merci, colli, pacchi, pieghi, valori, lettere (anche raccomandate e assicurate) , firmando ricevute; riscuotere vaglia postali, depositare e ritirare somme dalle casse di risparmio postali, riscuotere buoni postali fruttiferi, compiere ogni operazione su titoli del debito pubblico, di enti e di società, eleggere domicilii; sostituire a sé altri procuratori con simili o più limitati poteri; fare quanto altro riterrà opportuno e necessario nell’interesse della comparente e per l’esatto espletamento dell’ incarico ricevuto. Il tutto, con promessa, fin d’ ora, di valido ed approvato, sotto gli obblighi di legge ed in particolare con obbligo di rendiconto. Il presente incarico è conferito senza diritto a corrispettivo per il procuratore. Richiesto, io Notaio ho ricevuto il presente atto, del quale ho dato lettura alla comparente, la quale, da me interpellata, lo ha dichiarato conforme alla sua volontà; quindi, il presente atto viene sottoscritto alle ore undici e quindici . Consta di due fogli, dattiloscritti da persona di mia fiducia, Sotto la mia personale direzione, ed in parte completati a mano, da me e da persona di mia fiducia, per cinque pagine intere e quanto fin qui della sesta. FIRMATO: xxxxxxxxxxxxx Dott. xxxxxxxxxx, Notaio – ****************** 12/3/2021 Antonio Bertinelli ***https://antoniobertinelli.com/2021/03/12/giustizia-2021-un-incubo-52-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (51 puntata)
post pubblicato in diario, il 11 marzo 2021


Questa mattina c’è stata l’udienza che era stata rimandata l’8 marzo 2021. L’avvocato dell’istante ha riferito in tribunale (e lo ha fatto sua sponte) che lo stesso non si è presentato in aula perché infastidito dal modo estremamente pregiudizievole in cui è stata trattata la sua dolorosa vicenda familiare. Entrambi impegnati per ragioni diverse, s’incontreranno a metà della prossima settimana per fare il punto della situazione. Siamo dunque a conoscenza di poche novità. Ricordiamo al lettore che all’inizio della vicenda il reclamante si era attivato perché riteneva che a motivo del loro stato di salute le due congiunte (madre e sorella) potessero venire gabbate da lestofanti. La vecchia madre, ora novantaduenne, anche se richiesto dall’appellante (vedi 15 Puntata), non è mai stata assoggettata a perizia psichiatrica, dunque è stata anche PER SCELTA DEL GIUDICE (PERITUS PERITORUM) CONSIDERATA in grado di autodeterminarsi. Tra le varie cose che è rimasta libera di fare, ha potuto anche firmare una procura speciale all’avvocato trovato casualmente in casa dal figlio il 12 giugno 2020 e per tale ragione da lui diffidato (vedi 3 Puntata). La sorella del reclamante ha avuto una relativa capacità di autodeterminarsi fino al 10 giugno 2020. Nei giorni successivi ha mentalmente peggiorato sempre di più. Puntualizziamo che nella procura generale firmata dalla donna nel 2013, a proposito dei poteri del fratello si legge questo: “omissis può accettare lodi arbitrali, nominare arbitri od arbitratori, nominare e revocare avvocati, procuratori legali e periti, instaurare liti giudiziarie, omissis”. A prescindere dall’incapacità pressoché totale acquisita velocemente dopo lo shock subito con l’azione invasiva della madre e dei di lei nuovi amici del lockdown, la sorella del reclamante è diventata formalmente invalida al 100% in forza del decreto ex art. 445 bis, 5° co., c.p.c. con omologa del requisito sanitario pertinente alla sua condizione il 21 agosto 2020. Grazie alla vicenda del prof. Carlo Gilardi, che teniamo nel cuore, abbiamo capito che per far valere la legge del più forte basta avere le aderenze giuste negli ambienti giusti. L’amico Brahim, fin da bambino vicino al vecchio professore come se fosse un suo figlio, è diventato un “imbroglione” e tutti gli altri che hanno ricoverato Carlo sono le persone “giuste”. L’avvocato diffidato, illo tempore dal nostro reclamante, oggi, comprensibilmente più determinato che mai, ha portato in tribunale, dopo quella già fatta firmare alla madre il 22 luglio 2020, una delega firmata dalla sorella (che, al di là della CTU sottesa all’omologa sopra citata, purtroppo ormai capisce poco o nulla). L’avvocato G.C. si è giustificato dicendo che se la donna rappresentata dal reclamante ha già firmato una procura generale ed altre cose, può benissimo firmare anche una delega a lui. Un’altra persona qualunque avrebbe paura di finire indagata, ma il nostro avvocato no. Già perchè coloro che rischiano di finire indagati sono quelli che intralciano le sue attività. Evidentemente, come già si è potuto recare in tutta tranquillità nella casa delle due disabili per “consigliarle” il 12 giugno 2020, a questo avvocato è concesso il potere di fare anche di più. Andiamo a leggere qualche altra chicca sugli "inspiegabili" accanimenti giudiziari, dei quali ci ha lasciato preziosa testimonianza L. Palamara e, nel rispetto dell’abituale trasparenza, di seguito mettiamo l’istanza consegnata al G.T. in data odierna: ************************************************************* Al Giudice Tutelare Presso il Tribunale di xxxxxxxxxxx Io sottoscritto xxxxxxxxxx, nato a xxxxxxxxxxxxxxx ed ivi residente in xxxxxxxxxx, nella qualità di fratello di xxxxxxxxxxxx, nata a xxxxxxxxxxxx ed ivi residente in xxxxxxxxxx dichiaro quanto segue: Per espresso desiderio di mia sorella, grazie ad una procura generale da lei commissionata e firmata il 7 marzo 2013, ogni volta che mi è stato richiesto, mi sono occupato di tutto quanto era necessario fare. La donna, certamente fino al 10 giugno 2020, ha avuto le capacità sufficienti per affrontare alcuni dei problemi amministrativi che era chiamata a risolvere. In tale mese aveva ancora la sagacia e la forza di convincere la madre a firmare il modulo previsto per poi consentire al fratello di pagare l’IMU. I rivolgimenti familiari ed i “supporti” subentrati al mio posto, factotum delle due congiunte da 14 anni, chiuso fuori di casa dell’anziana madre dal 13 giugno 2020, ha fatto precipitare lo stato di salute di mia sorella xxxxxxxxxx, che ha vissuto le novità imposte dalla genitrice come una vera e propria violenza psicologica. I comportamenti “disturbati” dell’anziana madre tolgono serenità in famiglia, costringono xxxxxxxxxx a non vedere quotidianamente il fratello, a doversi rapportare con altre persone, con diversi referenti per le sue necessità giornaliere, in altre parole con un’ambiente “nuovo”, nell’impossibilità di tornare a casa sua perché l’impianto elettrico risulta danneggiato. Tutto ciò ha fatto precipitare il suo già fragile stato di salute. A luglio 2020 le sue facoltà di agire autonomamente avevano subito una drastica riduzione. Segnalai e documentai il problema in codesto ufficio. Con l’idea che in quel frangente era favorevolmente condivisa dal G.T. mi riproposi di chiedere per mia sorella l’amministrazione di sostegno. Di questo parlai anche con la stessa, alla quale scrissi poi una raccomandata in data 30 luglio 2020, ribadendo che per una sua più elevata tutela c’era la necessità di rivedere i rapporti giuridici che ci legano. Chiedo di rispettare le volontà di xxxxxxxxx, la quale, conscia della diagnosi medica che l’ha condotta al pensionamento anticipato, ipotizzando un infausto epilogo della sua esistenza, il 7 marzo 2013 mi ha scelto come suo unico fiduciario. Per quanto esposto chiedo di essere nominato Amministratore di Sostegno di mia sorella. In Fede 11/3/2021 xxxxxxxxxxxxxxxx Allego: Copia della carta identità Copia della procura generale Copia della raccomandata del 30/7/2020 ************** 11/3/2021 Antonio Bertinelli***https://antoniobertinelli.com/2021/03/11/giustizia-2021-un-incubo-51-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (50 puntata)
post pubblicato in diario, il 9 marzo 2021


La notte scorsa abbiamo fatto un sogno. Un gruppo di incursori mascherati è atterrato nel giardino della RSA Airoldi e Muzzi di Lecco, ha fatto irruzione negli alloggi dei ricoverati e, senza colpo ferire, ha liberato Carlo Gilardi. L’anziano professore, fatto salire su un elicottero, è stato riportato a casa, dove è stato accolto calorosamente dai suoi amici. Ricordiamo una delle opere di Sigmund Freud dove l’autore asserisce che il sogno è la realizzazione allucinatoria, durante il sonno, di un desiderio rimasto inappagato durante la vita diurna. Non è stato dunque casuale se nell’avventura onirica eravamo anche noi in azione per scarcerare Carlo. La frustrazione di dover vivere in un Paese le cui istituzioni fondanti sono state progressivamente devastate ci spinge a sognare iniziative tanto eroiche quanto “impossibili”. Di malagiustizia a volte si muore, altre volte si riportano danni irreversibili. Senza dimenticare tutti gli altri, andiamo con il pensiero ad Enzo Tortora, forse la vittima più illustre di indagini (mal condotte?). A sua figlia Gaia, che all’epoca aveva tredici anni, non si è mai rimarginata la ferita provocata dall’insopportabile ingiustizia. Qualche mese fa ha confessato:” Nessuno ha mai pagato per il calvario di papà. Tutto il mio dolore è esploso a quarant’anni. È stato il mio corpo a dirmi che non potevo più sopportare quel peso. E sono cominciati gli attacchi di panico, in diretta, mentre conducevo il telegiornale, sudavo, tossivo, andavo in affanno, non riuscivo più a parlare”. Va detto per dovere di cronaca che il P.M. del caso (Felice Di Persia) definì i giudici della corte territoriale: “incauti, disinvolti, ipnotizzati, succubi di pressioni esterne”. Quando Di Persia fu eletto al CSM l’allora presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, si rifiutò di stringergli la mano. A distanza di tanti anni, dopo che una moltitudine d’innocenti è passata nel tritatutto dell’attività giurisdizionale, è cambiato poco o nulla. Non esistono difese efficaci dalle assurdità giudiziarie e non ci sono limiti all’impunità del magistrato. La nostra storia fa registrare solo un rinvio dell’udienza relativa alla sorella del reclamante, fissata per l’8 marzo 2021. Sarà tenuta giovedì prossimo.*** 9/3/2021 Antonio Bertinelli*** https://antoniobertinelli.com/2021/03/09/giustizia-2021-un-incubo-50-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (49 puntata)
post pubblicato in diario, il 4 marzo 2021


Per Stato s’intende un’entità politica sovrana, costituita da un territorio, da una popolazione e da un ordinamento giuridico composto da organismi e norme. Gli elementi costituenti dello Stato sono tre: popolo, territorio e governo. Guardando a queste caratteristiche identificative non ci sembra che nel nostro Paese si sia realizzata e conservata la necessaria sovranità per avere un’organizzazione politica al servizio dei cittadini. Esiste il potere legislativo, il potere esecutivo ed il potere giudiziario e, con essi, come per lo stesso Stato, la difficoltà a trovare degli aggettivi qualificativi che ne connotino la natura estrinseca. Secondo i filosofi T. Hobbes e G. W. F. Hegel lo Stato “etico” è quello che mira alla realizzazione concreta del bene universale. Se usassimo questo aggettivo chiunque potrebbe facilmente replicare che i principi della morale sono per loro natura incerti e non sempre rappresentativi di valori condivisi, dunque conflittuali. Qualcun altro potrebbe obiettare che nel passato spesso l’invocazione di principi etici ha giustificato il ricorso all’uso della forza e della guerra. A prescindere dalla qualità operativa delle varie emanazioni istituzionali, quanto meno nel linguaggio del sentire comune, non ci sembra adeguato definire “etico” uno Stato biscazziere. In Italia il gioco, eufemisticamente definito “con vincita di denaro”, rappresenta la terza impresa del Paese contribuendo al 4% del PIL. Volendo in questa sede stigmatizzare l’azione di qualche magistrato, non vorremmo equivocare e dunque lasceremo al lettore la scelta dell’aggettivo. Centinaia di uomini e donne sono finiti in carcere ingiustamente. Una delle tante vicende è quella dell’ex sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio. Passando ai trattamenti sanitari obbligatori, che i giudici tutelari debbono convalidare con decreto motivato entro quarantotto ore dal ricovero, ci sovvengono troppe tragedie dimenticate, come quella di Massimiliano Malzone. Volgiamo lo sguardo alla giustizia applicata in famiglia e troviamo le storie delle vittime della Val d’Enza. Allarghiamo la panoramica e ricordiamo la storia di Ezio Pirrone, accusato di abusi sessuali sulla propria bambina, poi quella del professionista di Alatri e di sua figlia tredicenne, allontanata da lui, affidata ai sevizi sociali e collocata presso la madre affetta da conclamati disturbi psichiatrici. Solo incidentalmente ricordiamo l’esemplarità di un altro evento: https://www.lafionda.com/i-giudici-gli-riducono-lassegno-di-mantenimento-ora-deve-pagare-di-piu/. C’è l’enorme potere che il famigerato art. 403 del Codice Civile conferisce alla pubblica autorità, quindi alle assistenti sociali in quanto braccio esecutivo della magistratura dagli allontanamenti familiari facili. Andando con il pensiero ai tanti rimasti senza volto, ingoiati dal buco nero della giustizia, ricordiamo il dramma del prof. Carlo Gilardi “incarcerato” dentro una RSA di Lecco. Nel quadro della reclamata indipendenza del potere giudiziario si trova di tutto, si spazia dalla lodevole azione del magistrato integerrimo all’arbitrio di quello fidelizzato da qualche parrocchia, non ultima quella sensibile al fruscio delle banconote. Purtroppo il verbo globalista ci ha portato anche alla progressiva espansione del potere giudiziario su scala mondiale. In altri paesi il debordare della giurisdizione trova un argine in contropoteri politici sorretti da un vasto consenso popolare, in Italia assume invece dei contorni mostruosi. Non lo diciamo perché siamo assertori di un formale controllo governativo/politico dell’amministrazione della giustizia (non lo siamo mai stati), ma lo diciamo perché il potere della magistratura sta dilagando senza limiti, nel segno dell’impunibilità e senza alcun ritorno per il cittadino, specialmente per quello più debole. Abbiamo apprezzato magistrati persuasi che la ragione non conosce padroni, non conosce ideologie e dà il coraggio per sostenere le soluzioni che si propongono durante il confronto con altri colleghi, senza sicumera, senza farsi incantare dalle sirene di una giurisdizione soggettiva, avendo come bussola l’equità ed il Diritto. Quanti ce ne saranno ancora? E’ già una fortuna quando in tribunale si trova almeno un pò di diligenza in luogo di infastidita approssimazione. Cosa succede al cittadino quando, ad esempio, incontra il magistrato “scoppiato”, che vaga per i corridoi grigi del tribunale con lo sguardo perduto nel vuoto? Procedendo di caso in caso, s’incontra la storia del nostro reclamante estromesso dalla vita di madre e sorella, entrambe malate (per condotte censurabili?). E chi fornisce la patente di irreprensibilità? Un magistrato (e solo lui) che sospetta (o fa finta?) che l’uomo racconti bugie? Checché ne pensi il lettore, qualunque aggettivo voglia egli usare, non riteniamo essere uno Stato “etico” quello che ope legis ha assegnato alla magistratura la “protezione” della famiglia, producendo nel fluire del tempo una serie di calamità. Se il legislatore fu animato da buoni proponimenti, parafrasando Samuel Johnson, possiamo confermare che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Il ruolo istituzionale non è garanzia di autorevolezza, né riparo dal rischio di subire scempi. Fa fede anche la storia che stiamo narrando, partita da un gravissimo pregiudizio: chi, il 16 giugno 2020, ha effettuato una denuncia ha riferito menzogne perché nel mondo odierno, quello immaginato dai P.M., gli irreprensibili con marchio doc vanno di casa in casa a soccorrere i poveri vecchi abbandonati, a portare via tutte le cianfrusaglie ingombranti, a cercare i BPO che non trovano più, ad aiutarli a vendere i gioielli di famiglia per la trascuratezza della prole che non porta loro la pensione, a suggerire loro di non firmare procure ai figli ma di affidarsi ai buoni uffici derivanti dalle loro competenze giuridiche, a farli barricare in casa e/o a far loro cambiare la serratura delle abitazioni per non consentire l’ingresso dei figli “degeneri”, ad offrire assistenza legale e così via beneficiando, alla faccia di chi invece pensa così male da presentare “pretestuose” ed “immotivate” segnalazioni. In questa avventura, d’un sol colpo, per arrivare ai soldi di due invalide, almeno sulla carta, è stata cinicamente distrutta la limpida reputazione di un uomo. Per qualcuno è diventato un minus habens che va a fare denunce per ricrearsi ed è meno credibile di una ultranovantenne psichiatricamente instabile. Ma non c'è limite al peggio, Pio Del Gaudio è stato prelevato in casa alle quattro di mattina da un gruppo di agenti coperti con il passamontagna. Nella nostra realtà, durante la battuta di caccia, dopo l’azione dei battitori: (una parente furba, un avvocato navigato ed un indecifrabile medico, dei quali abbiamo già parlato) la selvaggina braccata e ferita è ormai prossima a ricevere il colpo di grazia. Il nostro reclamante, intenzionato a non rischiare un’ulcera gastroduodenale, ha delegato l’avvocato per consegnare al G.T. l’istanza che ha già predisposto per l’udienza dell’8 marzo 2021, dedicata alla sorella. Per comprensibili ragioni di opportunità il testo verrà pubblicato in tempi successivi. Oggi, come facciamo solitamente, forniremo un altro inedito: le conclusioni delle indagini effettuate dopo la denuncia del 16 giugno 2020. Tralasciando il ridondante e badando all’essenziale, abbiamo già commentato (27 puntata) il sottostante documento. Per non appesantire la lettura non integriamo quanto precedentemente scritto a commento della relazione. ************************************************************************************************************************** Legione Carabinieri xxxxxxxxx Stazione di xxxxxxxxxxx- Principale Nr. xxxxxxx (IAN) di protocollo. xxxxxxxxxxxxx: lì 08.09.2020 OGGETTO: Proc. Pen. xxxxxxxxx – Dr.ssa xxxxxxxxxxxxxxx sost. ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI XXXXXXXX e.p.c. ALLA COMPAGNIA G.D.F. DI XXXXXXXXXXXXXXX 2 Sez. Operativa — 1 Squadra Volante e serv P.G – Pec:xxxxxxxxxxxxxxxx ln ottemperanza alla delega xxxxxxxxx RGNR del 06.07.2020- si comunica quanto segue. I locali Servizi Sociali riferivano di non aver mai avuto in carico xxxxxxxxxx e la figlia xxxxxxxxxx. (VDS all.1: risposta dei Servizi Sociali di xxxxxxxxxxxxxxx). Il denunciante xxxxxxxxxxxxx in data 3.8 2020 veniva escusso sui fatti in denuncia specificando che dalla visione degli estratti dei conti acquisiti dalla G.d.F. (e già rimessi a Codesta A.G.) ed a lui esibiti non risultano a suo dire prelievi dal suo ultimo del 4 marzo 2020 di 600 euro, per cui dichiarava che nessun ammanco sospetto figurava su tutti gli estratti dei conti intestati alla madre xxxxxxxxxxx e alla sorella xxxxxxxxxxxx. Aggiungeva che il suo sospetto si basava sulle somme che a loro consegnava in contanti che dopo qualche giorno terminavano per cui le congiunte erano a richiederne altre, ritenendo che qualche estraneo che era accolto in casa potesse aver come dire circuito le stesse. Aggiungeva che la madre aveva venduto anche dei gioielli non sapendo il motivo di ciò. Nel corso del verbale, nel far notare allo stesso un prelievo di xxxxxxx euro del 06.05.2019 e chiedendo spiegazioni, riferiva di aver lui stesso prelevato quel denaro dal conto della madre e della sorella per metterlo sul suo conto a suo dire per due ragioni: “uno per rappresaglia contro l’ufficio postale che gli aveva creato problemi per dei prelievi di denaro e due per mettere al sicuro la somma da eventuali malintenzionati che potrebbero circuire le due donne” (da notare che detta dichiarazione del prelievo di xxxxxxxxx euro non era stata indicata in denuncia inoltre dichiarava di aver avvisato di ciò le congiunte che al contrario negavano nei loro verbali appresso indicati!). (VDS all.2: Verbale di sommarie informazioni rese da xxxxxxxxxx il 3.8.2020 con allegati costituiti da ulteriori dichiarazioni dello stesso, nonché copia certificazione medica relativa alla invalidità della madre e della sorella). Veniva escusso anche il medico di famiglia dr. xxxxxx il qualedichiarava che la signora xxxxxxxxxxx risulta non deambulante ed ipoacusica ma capace di intendere e volere, mentre xxxxxxxxx risulta affetta da xxxxxxxxxxxxxxxxxx. all.3 Verbale di sommarie informazioni rese dal dr. xxxxxxxxxxx il 4.9.2020). Il 07.09.2020 xxxxxxxxxxxxx e xxxxxxxxxx venivano escusse sul posto nella propria abitazione riferendo che entrambe percepivano una pensione mensile che veniva accreditata su conti che gestiva ovvero su cui aveva la delega ad effettuare operazioni, soltanto xxxxxxxxxxxx il quale aveva prelevato xxxxxxxx euro I’anno scorso mettendoli sul suo conto e senza informarle di ciò. Dichiaravano che xxxxxxxxxxx prelevava denaro e lo consegnava a loro, ciò fino all’inizio del COVID dopodichè xxxxxxx non gli aveva più consegnato alcunché per cui xxxxxxxxxx ha dovuto far vendere dei suoi preziosi tramite la nipote xxxxxxxxxxx per sopravvivere. Aggiungevano di non aver concesso denaro ad alcuno per nessun motivo. xxxxxxxx esibiva il libretto postale, di cui veniva tratta fotocopia, su cui risulta il prelievo di xxxxxxxxxx euro sopra citato e le ricevute della vendita di gioielli ed aggiungeva di essere aiutata attualmente da xxxxxxxxxxxxx nelle sue esigenze quotidiane e di aver incaricato il legale avv. xxxxxxxxxxx per chiedere assistenza. (VDS all.4: Verbale di sommarie informazioni rese da xxxxxxxxxx e all. 5: S.i.t. di xxxxxxxxxxxx con allegate copie libretto postale nr.xxxxxxxx e ricevute vendita preziosi). xxxxxxxxxxxx citata nei suddetti verbali, convocata in questi Uffici il 08.09.2020, asseriva di aver aiutato ed aiutare ancora attualmente la zia xxxxxxxxxxx e la cugina xxxxxxxxxxxxxx nei loro bisogni quotidiani e nelle pulizie per cui riceve per volontà della zia euro 10 all’ora e nulla di più. Aggiungeva che le predette erano state abbandonate dal mese di marzo 2020 dal loro congiunto xxxxxxxxxxx che non gli prelevava e non gli portava più denaro contante per vivere confermando di aver avuto l’incarico dalla zia xxxxxx di vendere dei gioielli per sopravvivere, ed il denaro ricavato lo aveva consegnato interamente alla ziaxxxxxxxxxxx; come confermato dalla stessa nel suo verbale di s.i.t. sopra indicato. VDS all.6: Verbale di sommarie informazioni rese da xxxxxxxxxx CONCLUSIONE DELLE INDAGINI: Da quanto sopra è emerso che: xxxxxxxxxx il 06.05.20 9, avendo la delega ad operare sui conti intestati alle due congiunte invalide madre xxxxxxxxxx e sorella xxxxxxxxxxx, prelevava xxxxxxxxxx euro dal libretto postale nr. xxxxxxxxxx intestato alle due congiunte predette, senza aver citato detta circostanza nella denuncia presentata dallo stesso in questi Uffici il 16.06.2020 e senza aver avvisato le stesse come confermato da queste in verbale. Come dichiarato dal denunciante nel suo verbale di s.i.t. del 03.08.2020 di cui allegato nr.2 suindicato, non vi sono irregolarità nei prelievi dai conti intestati alle due congiunte, cosa confermata anche da queste ultime che nei loro verbali di s.i.t. dichiaravano “di non aver concesso denaro ad alcuno per nulla”. Dai riscontri delle dichiarazioni fornite emerge che effettivamente xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx assiste la zia xxxxxxx e la cugina xxxxxxxx , donne invalide, nei loro bisogni quotidiani percependo per volontà di xxxxxxxxxxxx 10 euro l’ora per le pulizie domestiche. xxxxxxxxxxxx ha avanzato richiesta al Giudice Tutelare di xxxxxxxxxxxx per ottenere l’amministrazione di sostegno delle due congiunte invalide per cui vi è il fascicolo nr. xxx/2020 (volontaria giurisdizione) come evidenziato dallo stesso nella documentazione allegata. Dall’altra parte la madre xxxxxxxxx ha conferito mandato all’avv. xxxxxxxxx per tutelarsi sia in questa causa che per chiedere assistenza, non fidandosi più del figlio xxxxxxxx dopo che si era accorta che questi aveva prelevato senza avvisarle il 06.05.2020 euro xxxxxx dal loro conto per metterle sul suo. Dichiarazioni importanti sono state fornite anche da xxxxxxxxxx che riferiva nel suo verbale di s.i.t. del 08.09.2020 che il cugino xxxxxxxxx dai primi mesi di quest’ anno “ha abbandonato i suoi congiunti senza più preoccuparsi di loro”. Dichiarazioni che hanno trovato riscontro in quelle dei congiunti xxxxxxxxxxxx e xxxxxxxxxxxx, che attualmente si trovano a non poter operare sul loro conto per aver fornito procura esclusiva a xxxxxxxxxxxxxxx, il quale le aveva abbandonate dal momento che la madre nel mese di marzo (ovvero da quando non poteva più effettuare prelievi con carta abilitata per raggiungimento limite di operazioni massime) aveva rifiutato di firmarle una procura generale non fidandosi più del figlio che già lo scorso anno le aveva sottratto xxxxxxxxxxxx senza averla avvisata. Dai fatti esposti potrebbe emergere reati ex-art 591 C.P. a carico di xxxxxxxxxxx, che comunque si lascia alle valutazioni di Codesta A.G. IL COMANDANTE (Luogotenente Ca. Spec. xxxxxxxxxx) ************************************************************* 3/3/2021 Antonio Bertinelli=== https://antoniobertinelli.com/2021/03/03/giustizia-2021-un-incubo-49-puntata/
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permalink | inviato da culex il 4/3/2021 alle 0:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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