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il blog di Antonio Bertinelli su Il Cannocchiale
Giustizia 2021? un incubo (49 puntata)
post pubblicato in diario, il 4 marzo 2021


Per Stato s’intende un’entità politica sovrana, costituita da un territorio, da una popolazione e da un ordinamento giuridico composto da organismi e norme. Gli elementi costituenti dello Stato sono tre: popolo, territorio e governo. Guardando a queste caratteristiche identificative non ci sembra che nel nostro Paese si sia realizzata e conservata la necessaria sovranità per avere un’organizzazione politica al servizio dei cittadini. Esiste il potere legislativo, il potere esecutivo ed il potere giudiziario e, con essi, come per lo stesso Stato, la difficoltà a trovare degli aggettivi qualificativi che ne connotino la natura estrinseca. Secondo i filosofi T. Hobbes e G. W. F. Hegel lo Stato “etico” è quello che mira alla realizzazione concreta del bene universale. Se usassimo questo aggettivo chiunque potrebbe facilmente replicare che i principi della morale sono per loro natura incerti e non sempre rappresentativi di valori condivisi, dunque conflittuali. Qualcun altro potrebbe obiettare che nel passato spesso l’invocazione di principi etici ha giustificato il ricorso all’uso della forza e della guerra. A prescindere dalla qualità operativa delle varie emanazioni istituzionali, quanto meno nel linguaggio del sentire comune, non ci sembra adeguato definire “etico” uno Stato biscazziere. In Italia il gioco, eufemisticamente definito “con vincita di denaro”, rappresenta la terza impresa del Paese contribuendo al 4% del PIL. Volendo in questa sede stigmatizzare l’azione di qualche magistrato, non vorremmo equivocare e dunque lasceremo al lettore la scelta dell’aggettivo. Centinaia di uomini e donne sono finiti in carcere ingiustamente. Una delle tante vicende è quella dell’ex sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio. Passando ai trattamenti sanitari obbligatori, che i giudici tutelari debbono convalidare con decreto motivato entro quarantotto ore dal ricovero, ci sovvengono troppe tragedie dimenticate, come quella di Massimiliano Malzone. Volgiamo lo sguardo alla giustizia applicata in famiglia e troviamo le storie delle vittime della Val d’Enza. Allarghiamo la panoramica e ricordiamo la storia di Ezio Pirrone, accusato di abusi sessuali sulla propria bambina, poi quella del professionista di Alatri e di sua figlia tredicenne, allontanata da lui, affidata ai sevizi sociali e collocata presso la madre affetta da conclamati disturbi psichiatrici. Solo incidentalmente ricordiamo l’esemplarità di un altro evento: https://www.lafionda.com/i-giudici-gli-riducono-lassegno-di-mantenimento-ora-deve-pagare-di-piu/. C’è l’enorme potere che il famigerato art. 403 del Codice Civile conferisce alla pubblica autorità, quindi alle assistenti sociali in quanto braccio esecutivo della magistratura dagli allontanamenti familiari facili. Andando con il pensiero ai tanti rimasti senza volto, ingoiati dal buco nero della giustizia, ricordiamo il dramma del prof. Carlo Gilardi “incarcerato” dentro una RSA di Lecco. Nel quadro della reclamata indipendenza del potere giudiziario si trova di tutto, si spazia dalla lodevole azione del magistrato integerrimo all’arbitrio di quello fidelizzato da qualche parrocchia, non ultima quella sensibile al fruscio delle banconote. Purtroppo il verbo globalista ci ha portato anche alla progressiva espansione del potere giudiziario su scala mondiale. In altri paesi il debordare della giurisdizione trova un argine in contropoteri politici sorretti da un vasto consenso popolare, in Italia assume invece dei contorni mostruosi. Non lo diciamo perché siamo assertori di un formale controllo governativo/politico dell’amministrazione della giustizia (non lo siamo mai stati), ma lo diciamo perché il potere della magistratura sta dilagando senza limiti, nel segno dell’impunibilità e senza alcun ritorno per il cittadino, specialmente per quello più debole. Abbiamo apprezzato magistrati persuasi che la ragione non conosce padroni, non conosce ideologie e dà il coraggio per sostenere le soluzioni che si propongono durante il confronto con altri colleghi, senza sicumera, senza farsi incantare dalle sirene di una giurisdizione soggettiva, avendo come bussola l’equità ed il Diritto. Quanti ce ne saranno ancora? E’ già una fortuna quando in tribunale si trova almeno un pò di diligenza in luogo di infastidita approssimazione. Cosa succede al cittadino quando, ad esempio, incontra il magistrato “scoppiato”, che vaga per i corridoi grigi del tribunale con lo sguardo perduto nel vuoto? Procedendo di caso in caso, s’incontra la storia del nostro reclamante estromesso dalla vita di madre e sorella, entrambe malate (per condotte censurabili?). E chi fornisce la patente di irreprensibilità? Un magistrato (e solo lui) che sospetta (o fa finta?) che l’uomo racconti bugie? Checché ne pensi il lettore, qualunque aggettivo voglia egli usare, non riteniamo essere uno Stato “etico” quello che ope legis ha assegnato alla magistratura la “protezione” della famiglia, producendo nel fluire del tempo una serie di calamità. Se il legislatore fu animato da buoni proponimenti, parafrasando Samuel Johnson, possiamo confermare che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Il ruolo istituzionale non è garanzia di autorevolezza, né riparo dal rischio di subire scempi. Fa fede anche la storia che stiamo narrando, partita da un gravissimo pregiudizio: chi, il 16 giugno 2020, ha effettuato una denuncia ha riferito menzogne perché nel mondo odierno, quello immaginato dai P.M., gli irreprensibili con marchio doc vanno di casa in casa a soccorrere i poveri vecchi abbandonati, a portare via tutte le cianfrusaglie ingombranti, a cercare i BPO che non trovano più, ad aiutarli a vendere i gioielli di famiglia per la trascuratezza della prole che non porta loro la pensione, a suggerire loro di non firmare procure ai figli ma di affidarsi ai buoni uffici derivanti dalle loro competenze giuridiche, a farli barricare in casa e/o a far loro cambiare la serratura delle abitazioni per non consentire l’ingresso dei figli “degeneri”, ad offrire assistenza legale e così via beneficiando, alla faccia di chi invece pensa così male da presentare “pretestuose” ed “immotivate” segnalazioni. In questa avventura, d’un sol colpo, per arrivare ai soldi di due invalide, almeno sulla carta, è stata cinicamente distrutta la limpida reputazione di un uomo. Per qualcuno è diventato un minus habens che va a fare denunce per ricrearsi ed è meno credibile di una ultranovantenne psichiatricamente instabile. Ma non c'è limite al peggio, Pio Del Gaudio è stato prelevato in casa alle quattro di mattina da un gruppo di agenti coperti con il passamontagna. Nella nostra realtà, durante la battuta di caccia, dopo l’azione dei battitori: (una parente furba, un avvocato navigato ed un indecifrabile medico, dei quali abbiamo già parlato) la selvaggina braccata e ferita è ormai prossima a ricevere il colpo di grazia. Il nostro reclamante, intenzionato a non rischiare un’ulcera gastroduodenale, ha delegato l’avvocato per consegnare al G.T. l’istanza che ha già predisposto per l’udienza dell’8 marzo 2021, dedicata alla sorella. Per comprensibili ragioni di opportunità il testo verrà pubblicato in tempi successivi. Oggi, come facciamo solitamente, forniremo un altro inedito: le conclusioni delle indagini effettuate dopo la denuncia del 16 giugno 2020. Tralasciando il ridondante e badando all’essenziale, abbiamo già commentato (27 puntata) il sottostante documento. Per non appesantire la lettura non integriamo quanto precedentemente scritto a commento della relazione. ************************************************************************************************************************** Legione Carabinieri xxxxxxxxx Stazione di xxxxxxxxxxx- Principale Nr. xxxxxxx (IAN) di protocollo. xxxxxxxxxxxxx: lì 08.09.2020 OGGETTO: Proc. Pen. xxxxxxxxx – Dr.ssa xxxxxxxxxxxxxxx sost. ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI XXXXXXXX e.p.c. ALLA COMPAGNIA G.D.F. DI XXXXXXXXXXXXXXX 2 Sez. Operativa — 1 Squadra Volante e serv P.G – Pec:xxxxxxxxxxxxxxxx ln ottemperanza alla delega xxxxxxxxx RGNR del 06.07.2020- si comunica quanto segue. I locali Servizi Sociali riferivano di non aver mai avuto in carico xxxxxxxxxx e la figlia xxxxxxxxxx. (VDS all.1: risposta dei Servizi Sociali di xxxxxxxxxxxxxxx). Il denunciante xxxxxxxxxxxxx in data 3.8 2020 veniva escusso sui fatti in denuncia specificando che dalla visione degli estratti dei conti acquisiti dalla G.d.F. (e già rimessi a Codesta A.G.) ed a lui esibiti non risultano a suo dire prelievi dal suo ultimo del 4 marzo 2020 di 600 euro, per cui dichiarava che nessun ammanco sospetto figurava su tutti gli estratti dei conti intestati alla madre xxxxxxxxxxx e alla sorella xxxxxxxxxxxx. Aggiungeva che il suo sospetto si basava sulle somme che a loro consegnava in contanti che dopo qualche giorno terminavano per cui le congiunte erano a richiederne altre, ritenendo che qualche estraneo che era accolto in casa potesse aver come dire circuito le stesse. Aggiungeva che la madre aveva venduto anche dei gioielli non sapendo il motivo di ciò. Nel corso del verbale, nel far notare allo stesso un prelievo di xxxxxxx euro del 06.05.2019 e chiedendo spiegazioni, riferiva di aver lui stesso prelevato quel denaro dal conto della madre e della sorella per metterlo sul suo conto a suo dire per due ragioni: “uno per rappresaglia contro l’ufficio postale che gli aveva creato problemi per dei prelievi di denaro e due per mettere al sicuro la somma da eventuali malintenzionati che potrebbero circuire le due donne” (da notare che detta dichiarazione del prelievo di xxxxxxxxx euro non era stata indicata in denuncia inoltre dichiarava di aver avvisato di ciò le congiunte che al contrario negavano nei loro verbali appresso indicati!). (VDS all.2: Verbale di sommarie informazioni rese da xxxxxxxxxx il 3.8.2020 con allegati costituiti da ulteriori dichiarazioni dello stesso, nonché copia certificazione medica relativa alla invalidità della madre e della sorella). Veniva escusso anche il medico di famiglia dr. xxxxxx il qualedichiarava che la signora xxxxxxxxxxx risulta non deambulante ed ipoacusica ma capace di intendere e volere, mentre xxxxxxxxx risulta affetta da xxxxxxxxxxxxxxxxxx. all.3 Verbale di sommarie informazioni rese dal dr. xxxxxxxxxxx il 4.9.2020). Il 07.09.2020 xxxxxxxxxxxxx e xxxxxxxxxx venivano escusse sul posto nella propria abitazione riferendo che entrambe percepivano una pensione mensile che veniva accreditata su conti che gestiva ovvero su cui aveva la delega ad effettuare operazioni, soltanto xxxxxxxxxxxx il quale aveva prelevato xxxxxxxx euro I’anno scorso mettendoli sul suo conto e senza informarle di ciò. Dichiaravano che xxxxxxxxxxx prelevava denaro e lo consegnava a loro, ciò fino all’inizio del COVID dopodichè xxxxxxx non gli aveva più consegnato alcunché per cui xxxxxxxxxx ha dovuto far vendere dei suoi preziosi tramite la nipote xxxxxxxxxxx per sopravvivere. Aggiungevano di non aver concesso denaro ad alcuno per nessun motivo. xxxxxxxx esibiva il libretto postale, di cui veniva tratta fotocopia, su cui risulta il prelievo di xxxxxxxxxx euro sopra citato e le ricevute della vendita di gioielli ed aggiungeva di essere aiutata attualmente da xxxxxxxxxxxxx nelle sue esigenze quotidiane e di aver incaricato il legale avv. xxxxxxxxxxx per chiedere assistenza. (VDS all.4: Verbale di sommarie informazioni rese da xxxxxxxxxx e all. 5: S.i.t. di xxxxxxxxxxxx con allegate copie libretto postale nr.xxxxxxxx e ricevute vendita preziosi). xxxxxxxxxxxx citata nei suddetti verbali, convocata in questi Uffici il 08.09.2020, asseriva di aver aiutato ed aiutare ancora attualmente la zia xxxxxxxxxxx e la cugina xxxxxxxxxxxxxx nei loro bisogni quotidiani e nelle pulizie per cui riceve per volontà della zia euro 10 all’ora e nulla di più. Aggiungeva che le predette erano state abbandonate dal mese di marzo 2020 dal loro congiunto xxxxxxxxxxx che non gli prelevava e non gli portava più denaro contante per vivere confermando di aver avuto l’incarico dalla zia xxxxxx di vendere dei gioielli per sopravvivere, ed il denaro ricavato lo aveva consegnato interamente alla ziaxxxxxxxxxxx; come confermato dalla stessa nel suo verbale di s.i.t. sopra indicato. VDS all.6: Verbale di sommarie informazioni rese da xxxxxxxxxx CONCLUSIONE DELLE INDAGINI: Da quanto sopra è emerso che: xxxxxxxxxx il 06.05.20 9, avendo la delega ad operare sui conti intestati alle due congiunte invalide madre xxxxxxxxxx e sorella xxxxxxxxxxx, prelevava xxxxxxxxxx euro dal libretto postale nr. xxxxxxxxxx intestato alle due congiunte predette, senza aver citato detta circostanza nella denuncia presentata dallo stesso in questi Uffici il 16.06.2020 e senza aver avvisato le stesse come confermato da queste in verbale. Come dichiarato dal denunciante nel suo verbale di s.i.t. del 03.08.2020 di cui allegato nr.2 suindicato, non vi sono irregolarità nei prelievi dai conti intestati alle due congiunte, cosa confermata anche da queste ultime che nei loro verbali di s.i.t. dichiaravano “di non aver concesso denaro ad alcuno per nulla”. Dai riscontri delle dichiarazioni fornite emerge che effettivamente xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx assiste la zia xxxxxxx e la cugina xxxxxxxx , donne invalide, nei loro bisogni quotidiani percependo per volontà di xxxxxxxxxxxx 10 euro l’ora per le pulizie domestiche. xxxxxxxxxxxx ha avanzato richiesta al Giudice Tutelare di xxxxxxxxxxxx per ottenere l’amministrazione di sostegno delle due congiunte invalide per cui vi è il fascicolo nr. xxx/2020 (volontaria giurisdizione) come evidenziato dallo stesso nella documentazione allegata. Dall’altra parte la madre xxxxxxxxx ha conferito mandato all’avv. xxxxxxxxx per tutelarsi sia in questa causa che per chiedere assistenza, non fidandosi più del figlio xxxxxxxx dopo che si era accorta che questi aveva prelevato senza avvisarle il 06.05.2020 euro xxxxxx dal loro conto per metterle sul suo. Dichiarazioni importanti sono state fornite anche da xxxxxxxxxx che riferiva nel suo verbale di s.i.t. del 08.09.2020 che il cugino xxxxxxxxx dai primi mesi di quest’ anno “ha abbandonato i suoi congiunti senza più preoccuparsi di loro”. Dichiarazioni che hanno trovato riscontro in quelle dei congiunti xxxxxxxxxxxx e xxxxxxxxxxxx, che attualmente si trovano a non poter operare sul loro conto per aver fornito procura esclusiva a xxxxxxxxxxxxxxx, il quale le aveva abbandonate dal momento che la madre nel mese di marzo (ovvero da quando non poteva più effettuare prelievi con carta abilitata per raggiungimento limite di operazioni massime) aveva rifiutato di firmarle una procura generale non fidandosi più del figlio che già lo scorso anno le aveva sottratto xxxxxxxxxxxx senza averla avvisata. Dai fatti esposti potrebbe emergere reati ex-art 591 C.P. a carico di xxxxxxxxxxx, che comunque si lascia alle valutazioni di Codesta A.G. IL COMANDANTE (Luogotenente Ca. Spec. xxxxxxxxxx) ************************************************************* 3/3/2021 Antonio Bertinelli=== https://antoniobertinelli.com/2021/03/03/giustizia-2021-un-incubo-49-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (48 puntata)
post pubblicato in diario, il 26 febbraio 2021


Come d’abitudine abbiamo fatto “copia e incolla” da questo link : https://antoniobertinelli.com/2021/02/26/giustizia-2021-un-incubo-48-puntata/========== Nel Mondo è cominciata l’era di Joe Biden. “America is back” per difendere la democrazia ed i diritti umani. Con lui, seguace della teoria della “guerra infinita”, avremo modo di conoscere altre rivoluzioni colorate ed altri bombardamenti benevoli. Il primo raid aereo del nuovo presidente effettuato sulla Siria orientale ha causato una ventina di vittime, tutte filoiraniane. Nella videoconferenza UE dei ministri del mercato interno e dell’industria, i partecipanti hanno proceduto ad uno scambio di opinioni sulle modalità con cui i piani nazionali per la ripresa e la resilienza sanitaria possano aiutare l’Europa a conseguire gli obiettivi di politica industriale, si sono inoltre occupati della nuova agenda dei consumatori, della strategia farmaceutica e della rendicontazione pubblica di ciascun paese. Sul fronte interno prendiamo atto che il Carroccio “sovranista” ha approvato il disegno comunitario del Recovery Plan mentre la gente vive impaurita d’infettarsi con il coronavirus, con l’angoscia della crisi economica e con la percezione di un futuro precario. I notiziari ed i bollettini di guerra martellanti a reti unificate, con un’enfasi monocorde davvero tossica, tengono alto il livello dello shock emotivo e sociale dovuto alla pandemia. Il covid-19, con i timori da questo suscitati, sembra servire il neoliberismo della sorveglianza totale, utile a chi detiene il potere per soggiogare ed orientare le masse. Il nostro reclamante sta facendo gli scongiuri. Ha compreso fin troppo bene che con la nostra giurisdizione basta anche un bugiardo patologico per finire indagato ad libitum dell’inquisitore. Poi ci sono tanti altri motivi che lo preoccupano, come il rischio d’imbattersi ancora in qualche individuo furbo, impreparato, colluso o corrotto come, ad esempio, quelli dei quali ha parlato la cronaca di Brindisi alcuni giorni fa: “Corruzione in Tribunale – 6 arresti – ci sono dentro magistrati – l’ipotesi della Procura di Potenza è di corruzione in atti giudiziari”. Nel riprendere il filo della nostra narrazione, prima riferiamo un imprevisto molto insolito e poi riportiamo un’escussione inedita dei carabinieri. Nella residenza della sorella, la donna per la quale dovrebbe essere prossimamente nominato un amministratore di sostegno, l’impianto elettrico è andato fuori servizio per un presumibile corto circuito. Il problema è stato riscontrato una quindicina di giorni fa. Dunque la donna non ha potuto ritornare e rimanere nell’abitazione di cui è comodataria. Per inciso va detto che questa casa è di proprietà della madre e le chiavi sono in possesso anche di quest’ultima. Nell’attuale frangente l’assenza dell’elettricità appare provvidenziale per chi vuole tenere la residenza libera dall’avente diritto in forza di un contratto di comodato d’uso gratuito. Per la testimonianza sopra accennata abbiamo già riportato e commentato alcuni brani (vedi 27 puntata). La persona escussa (nipote della vecchia affidata ai servizi sociali) è quella che avrebbe dovuto tranquillizzare la zia e tenerle compagnia durante la firma della procura generale che doveva essere perfezionata il 10 giugno 2020. Va precisato che, anche se legati da parentela, per decenni non ci sono state frequentazioni, neanche liti, tra i vari cugini e che la donna ha cominciato ad andare molto spesso a casa della zia agli inizi del 2020. Nel corso della testimonianza vengono date risposte non rispondenti al vero ma, da quanto poi è accaduto, sembra che in detta circostanza sia stata accordata inaspettatamente alla donna una credibilità tale da oscurare la pur minima intuizione di spirito pratico. Anche non avendo doti come il mitico Hercule Poirot, molti lettori, scorrendo ed analizzando i fatti, potrebbero giungere facilmente a conclusioni diverse da quelle che presumibilmente avranno tirato gli altri chiamati istituzionalmente in causa. N.B. la data di chiusura dell'escussione (8 agosto 2020) è un errore del verbalizzante. Ecco l’inedito documento: ************************************************************************************************************************** Legione Carabinieri xxxxxx Stazione di xxxxxxxxx – Principale VERBALE. – – di sommarie informazioni rese ai sensi dell’art. 351 c.p.p. da:- -xxxxxxxxxxxx, nata a xxxxxxxxxx il xxxxxxx. residente a xxxxxxxx, di fatto domiciliata a xxxxxxxxxxx, identificata con c.i. nr. xxxxxxxxxx. telef. xxxxxxx Il giorno martedì 8 settembre 2020 alle ore 16:40 negli uffici della Stazione Carabinieri di xxxxxxxxxx —Principale.——- – Avanti al sottoscritto Ufficiale di P.G. Mar. Magg. xxxxxxxxxx, appartenente alla Stazione Carabinieri di xxxxxxxxxxx Principale, è presente la persona indicata in oggetto, la quale viene di seguito escussa in qualità di persona informata sui fatti in ordine alla delega nr.xxxxxxx del 06.07.2020 della Procura della Repubblica di xxxxxxxxxxx. Preliminarmente, gli ufficiali ed agenti di P.G. verbalizzanti, danno atto di partecipare alla persona presente:—- che, per quanto a conoscenza dell’ufficio, non risulta coimputato del medesimo reato per quello oggetto del presente procedimento, né imputalo in un procedimento connesso ai sensi dell’art. 12 c.p.p. o collegalo a norma dell’art. 371, 2; lett.b), ammonendola a non rivelare né registrare informazioni/notizie concernenti l’odierna assunzione testimoniale, contravvenendo, in quel caso, al disposto dell’art. 379 bis C.P.; di portarla a conoscenza dell’obbligo di rispondere secondo verità in ordine ai fatti sui quali vengono richieste informazioni con l’avvertenza che eventuali reticenze o falsità potrebbero integrare i delitti di favoreggiamento, calunnia o false dichiarazioni in atti destinali all’Autorità Giudiziaria della facoltà previste di astensione prevista dagli artt. 199 e 200 del C.P.P. in relazione al 2° comma dell’art. 307 del C.P. e qualora ne ricorrano le condizioni è obbligata, ai sensi degli artt. 362 391 bis C.P.P., ad astenersi dal rendere informazioni sulle domande eventualmente formulate dal difensore o dal sostituto e sulle risposte date. Alla stessa viene altresì richiesto di specificare se abbia presentato eventuali denunce, querele od istanze nei confronti delle persone interessate alle indagini per le quali viene assunta o se risulti persona offesa dalle medesime o prossima congiunta di persone danneggiate dalle suddette: —Pertanto, viene invitata a fornire elementi di merito e a rispondere alle domande che le vengono rivolte. Pertanto la persona indicata in oggetto dichiara quanto segue: ADR: “Non mi trovo in alcuna delle condizioni che mi vengono descritte ed ho ben compreso i fatti. DOMANDA: Ci spiega il suo rapporto di parentela con xxxxxxxxx, xxxxxxxxxxx e xxxxxxxxxx? RISPOSTA: xxxxxxxxx è la sorella di mia madre e xxxxxxxxxxx e xxxxxxxxxx sono miei cugini—/ DOMANDA: Ci spiega se intercorrono buoni rapporti con loro?——/ RISPOSTA: Con mia cugina xxxxxxx e con mia zia si, mentre con xxxxxxx no, nel senso che xxxxxx mi ha accusato di plagio in una udienza del 27 luglio 2020 davanti al Giudice per interdire la madre. Ciò mi è stato riferito dall’avv. xxxxxxxxx, legale messo da xxxxxxxxx per essere tutelata. In pratica xxxxxxxxx avrebbe dichiarato davanti al Giudice di aver fatto una denuncia ai Carabinieri per un possibile furto o raggiro contro ignoti, asserendo che la cugina (che sarei io) acquista e vende oro della zia. E’ vero che ho venduto dell’oro ovvero dei gioielli della zia xxxxx al compro oro di xxxxxxxxx, ma ciò l’ho fatto esclusivamente su richiesta e nell’interesse di mia zia che da diversi mesi ovvero da marzo 2020 non percepisce la pensione perché il figlio xxxxx (unico abilitato) non glieli prende e non glieli porta più essendo la zia non deambulante e la cugina xxxxxxx non li può prendere neanche lei avendo dato la procura al fatello xxxxxxxx. So anche che xxxxxxxx a giugno dell’anno scorso ha tolto xxxxxx euro dal libretto della madre e della sorella, come dettomi da mia zia xxxxxxxxx, inoltre ha abbandonato i suoi congiunti senza più preoccuparsi di loro. Se non ci fossi io zia xxxxxx e xxxxxxxx sarebbero sole ed abbandonate a loro stesse. Io gli faccio le pulizie e mia zia mi dà di sua volontà 10 euro all’ora, le accudisco in tutto e per tutto, vado pure dal medico dr.xxxxxx a prescrivere le medicine, gli vado a prendere le bombole dell’ossigeno in farmacia. II 24 luglio 2020 la zia xxxxx mi dava 150 euro per comprarle un televisore, cosa che facevo, ma null’altro ho preteso né ricevuto dalle due senza un motivo valido. xxxxxxxx ha smesso di accudire sua madre e sua sorella da quando a marzo la madre rifiutava di firmarle una ennesima delega per operare sui loro conti e libretti postali, in effetti voleva una delega generale che mia zia non ha voluto firmargli perché non si fida più del figlio avendogli tolto già xxxxxxx come sopra detto. DOMANDA: Oltre a lei, sa se sua zia xxxxx e sua cugina xxxxxxx ricevono altre persone in casa? —- RISPOSTA: No, mia zia xxxxxxx che ancora ragiona con la testa ed anche bene, ha paura e non fa entrare nessuno in casa oltre a me e prima al figlio xxxxxxx che gli aveva avvisato che non ci andava più a casa sua, cosa che ha fatto abbandonando a se stesse le due congiunte. Per questo la zia xxxxx ha voluto e sta pagando regolarmente l’avv. xxxxxxxxxxx per chiedere assistenza e tutelarsi, pertanto l’avv. predetto ha consigliato a zia xxxxxxxx di non firmare mai nulla il suo consenso — DOMANDA:-Ha altro da aggiungere? RISPOSTA:-Non ho altro da aggiungere a quanto sopra riferito. Verbale chiuso alle ore 17:15 di oggi 08 agosto 2020, redatto in forma riassuntiva semplice. Riletto confermato e sottoscritto in data e luogo di cui sopra. ************************************************************* 26/2/2021 Antonio Bertinelli
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Giustizia 2021? un incubo (47 puntata)
post pubblicato in diario, il 24 febbraio 2021


Abbiamo sempre ritenuto che la Magistratura dovesse essere un organo autonomo, non subordinato ai vari interessi di partito. Nella realtà poi i perversi legami tra potere politico e potere giudiziario hanno prodotto la situazione giurisdizionale che sta sotto gli occhi di tutti. Nel nostro Paese, come dimostra anche l’ultimo e programmato avvicendamento governativo, non accade nulla per caso. Da molto tempo si è costituita e continua ad esserci la guida “esterna” che ci accompagna verso destini sempre meno luminosi. Il personale di servizio addetto all’uopo, a datare dall’arrivo degli anglo-americani a Napoli, il 1º ottobre 1943, non è mai mancato. Tra i più zelanti c’è chi è giunto, collezionando anche “medaglie”, ai vertici delle istituzioni. Il mito di un transumanesimo onnicomprensivo ci ha perfezionato la gabbia tecnologica nella quale ci hanno infilato. Irrimediabilmente vittime della schiavitudine predisposta dalla finanza internazionale, con buona pace di quanto è stato saggiamente contemplato nel dettato costituzionale (ormai obsoleto?). Nell’Italia della P2, degli “opposti estremismi”, dei numerosi attentati impuniti, dove la Costituzione è progressivamente diventata un optional normativo, è sciocco pensare che quello che viene scoperto attualmente sulla e dentro la magistratura sia solo dovuto al caso. Ci sono coloro che otterrebbero enormi vantaggi dal subordinare formalmente il potere giudiziario, l’unico ad avere un’autonomia normativamente garantita senza efficaci checks and balances. Quando ascoltiamo alcuni magistrati (non proprio campioni di deontologia) invocare il principio d’indipendenza, ci sorge questa domanda: ma di quale indipendenza cianciate, di quella che vi garantisce sempre insindacabilità, incontrollabilità ed impunibilità? Con tutta la deferenza che merita chi è degno della toga, chi non lo è perché serve interessi particolari dovrebbe trarne le dovute conclusioni nel rispetto dell’interesse generale. A margine delle ultime novità, riguardanti il caso di nostro interesse, ci soffermiamo sul misterioso quid che ha “indirizzato” il GT, in tutta la sua indipendenza, a deliberare sull’amministrazione dell’anziana invalida. Nel corso della procedura, ad un certo punto, il GT è apparso affaticato, poco lucido, sfuggente, in difficoltà. La cosa lasciava perplesso il nostro reclamante che si domandava cosa stesse accadendo. Ricordiamo al lettore che l’uomo, procuratore generale di una delle due congiunte, nella denuncia presentata ai carabinieri il 16 giugno 2020 (vedi 2 puntata), per il sospetto di possibili reati consumati a danno della madre e della sorella convivente, tra l’altro, precisava: “Anche se conservo del denaro per conto di mia sorella (già precedentemente raggirata nella sua banca da una società poi fallita) non mi sembra il caso, date le sue condizioni di salute, di metterlo tutto a sua disposizione”. Rammentiamo poi che l’uomo, in virtù della procura generale di cui è in possesso, nel maggio 2019, era infastidito dagli ostacoli e dalla burocrazia frapposte dalle Poste Italiane ogniqualvolta lo stesso operava prelievi dal libretto a doppio nominativo. Per qualche giorno non aveva potuto prelevare del denaro richiesto dalla sorella in quanto dalla fotocopia della carta d’identità della madre depositata nell’ufficio postale il documento risultava scaduto. Aveva dovuto perdere del tempo e produrre alcuni certificati prima di poter effettuare qualunque operazione. Il procuratore aveva ritenuto intollerabile non poter disporre dei soldi al bisogno ma sotto disposizioni e con i tempi imposti dall’ufficio postale. Il disservizio lo indusse a pensare inoltre che in caso di decesso improvviso della madre le Poste avrebbero colto l’occasione per trattenere i soldi della figlia sine die. Dunque adottò la decisione di trasferire la somma di xxxxxxxx euro sul suo conto corrente ed avere così maggiore facilità di movimento e di gestione del danaro. Di tale trasferimento il reclamante si premurò di lasciare tracce ben visibili, mediante sua dichiarazione scritta, spillata alla custodia del libretto postale cointestato n. xxxxxxx, proprio per agire nella più piena trasparenza e per evitare che detta operazione passasse sotto silenzio. Senza averlo mai nascosto alle due contitolari, dal 6 maggio 2019 deteneva e detiene a tutt’oggi, a loro disposizione, xxxxxxxx euro. Da diversi anni il reclamante conservava o ha conservato soldi per conto delle due congiunte disabili senza che la cosa venisse ritenuta anormale da qualcuno. O, peggio, senza che qualcuno ventilasse la configurazione di reato. Lo stesso giudice tutelare, il xxxxxxxx, nell’esaminare il bilancio redatto dal reclamante e relativo ad una sua diversa amministrazione di sostegno, non ha trovato da eccepire sul fatto che l’AdS, per ragioni di sicura preservazione del denaro, non proprio, conservasse personalmente (e non sul conto corrente dell’amministrato) xxxxxxxx euro. Riteniamo che il quid che ha guidato il GT nella scelta dell’amministratore della madre non sia la “poca chiarezza” o la supposta incapacità dell’istante. La sua correttezza amministrativa è stata riconosciuta dallo stesso giudice, ad esempio, anche con l’approvazione del bilancio sottostante, corredato di esaustiva documentazione, pochi giorni prima che venisse presentata l’istanza per la madre, successivamente rigettata. ************************************************************************************************************************** Al Giudice Tutelare Presso il Tribunale di xxxxxxxxxxxxx Oggetto: resoconto annuale (xxxx) sull’amministrato xxxxxxxxxxxxx (causa xxxx/xxxx) Omissis Consuntivo xxxx Entrate totali: 20963,35 euro Attivo al xxxxxx: 5425,60 euro Totale delle disponibilità xxxx : 26388,95 euro — Uscite: Spese per l’integrazione della retta di xxxxxxxx : 5412,00 euro Spese per il servizio di lavanderia della xxxxxxxx : 666,00 euro Spese personali (medicine, cure, telefono, internet, etc.) : 6000,00 euro Rimborso del finanziamento concesso dalla xxxxxxxx : 3190,80 euro Spese di conto corrente : 65,00 euro Quote ONG : 180,00 euro Spese legali : 250,00 euro Spese diverse, vestiario, igiene, generi di conforto, periodici, etc. 3185,79 euro Totale spese : 18949,59 euro Il totale delle uscite (18949,59 euro) è inferiore al totale delle disponibilità (26388,95 euro) per un importo pari a 7439,36 euro. Il conto corrente al 31-12-xxxx ha un saldo positivo pari a 2270,74 euro. Al 31-12-xxxx xxxxxxxxxxxxxxx dispone inoltre di 5169 euro in contanti. La giacenza media annua xxxxx del c.c. è di 3392,61 euro Dott. xxxxxxxxxxxxxxx (A.d.S.) ** 24/2/2021 Antonio Bertinelli**https://antoniobertinelli.com/2021/02/24/giustizia-2021-un-incubo-47-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (46 puntata)
post pubblicato in diario, il 22 febbraio 2021


Volendo sperare che il nostro contributo possa mettere in guardia altri sventurati dal cadere vittime delle ragnatele giurisdizionali riprendiamo il racconto. Il reclamante ci ha fornito un nuovo documento. Ci ha detto che, dopo averlo ricevuto, mentre lo leggeva ha avvertito la sensazione di trovarsi a vivere dentro un film di Steven Spielberg: War of the Worlds. Pian piano che andava avanti ci ha riferito di aver provato le sgradevoli emozioni di un evento inevitabile contro il quale è difficilissimo lottare. Nella pellicola fantascientifica gli invasori uccidono in maniera sanguinaria e poi drenano i liquidi vitali degli esseri umani per fertilizzare alcune piante. Il protagonista del film Ray Ferrier, padre di due figli, si ritrova nel mezzo dell’immane catastrofe. Deve usare tutta la propria abilità ed il proprio coraggio per sopravvivere alla crudele carneficina. Il lieto fine della storia è assicurata dall’intervento del fattore trascendente previsto dal regista. Per associazione di idee il nostro uomo si è domandato come potrà mettere fine alla mostruosa avventura che lo ha assorbito oltre l’immaginabile. Già perché qui non ci sono “quegli organismi infinitesimali, che Dio nella sua saggezza aveva messo sulla Terra per annientare gli alieni”. Per quanto riguarda la nostra esperienza diretta, ed ancor meglio per quello che sta raccontando L. Palamara, sembra che l’epilogo di parecchie vicissitudini giudiziarie abbia poco da condividere con il Diritto, in quanto insieme di norme atte a garantire l’ordine sociale e a disciplinare i rapporti tra i vari membri della collettività. Facciamo salve le toghe che operano con ammirevole dedizione, ma le ragioni che spiegano numerose sentenze dell’ultimo ventennio sono un vero e proprio florilegio di variabili che prescindono dal concetto di giustizia inteso come ordine virtuoso delle relazioni umane. Eccole: semplice boria, tornaconto economico, sciatteria, rappresaglia politica, mire delinquenziali, odio personale, ostilità nei confronti dell’utenza, inidoneità professionale, e così via stupefacendo. Facciamo un passo indietro nel tempo ed andiamo alla prima udienza tenuta dal giudice tutelare, il 27 luglio 2020. In quel frangente l’istante segnalò al G.T. il peggioramento improvviso dello stato di salute della sorella, fornì adeguata certificazione medica, dichiarò che, a conclusione del procedimento di nomina per l’amministrazione della madre, avrebbe presentato istanza per chiedere anche l’amministrazione della sorella. Alla luce delle nuove acquisizioni aveva ritenuto che la procura generale firmata dalla sorella agli inizi del 2013 non era più lo strumento migliore per poter garantire la tutela della congiunta in qualunque evenienza, incluso il proprio decesso improvviso. Il 30 luglio 2020 comunicò la sua determinazione anche alla sorella con una raccomandata scrivendole sinteticamente: “sarà necessario rivedere i rapporti giuridici che ci legano” (vedi 6 puntata). Quando ci si rivolge in tribunale per ottenere appoggio e si devono rilasciare informazioni personali c’è il rischio di vedersele ritorte contro come può accadere ad un qualunque pur comodo ma spregevole delatore. Non ci sono garanzie che l’aiuto richiesto marci nella direzione giusta da noi auspicata. Ci si può sempre imbattere nel quid che stravolge fatti e previsioni. Con il procedere della causa, attivata al fine di poter diventare amministratore della madre, l’uomo ha avuto qualche avvisaglia sul fatto che, fuori e dentro il tribunale, ci stava qualcuno che perseguiva disegni diversi dai suoi. Ad un certo punto qualunque cosa lui dicesse sembrava non godere più del credito dovuto. L’entità impalpabile che aleggiava negli incontri nutriva più interesse per la situazione patrimoniale della sorella che per la dannosa assenza di amministrazione della madre (vedi a proposito le puntate 12; 16; 30). I presentimenti del reclamante, da noi già evidenziati nel corso della narrazione, si sono concretizzati con la stessa puntualità di una cambiale. Con notifica ricevuta il 20 febbraio 2021 al reclamante è stato recapitato un nuovo provvedimento. Quando incontriamo delle parole in libertà che ledono l’onorabilità delle persone avvertiamo un profondo senso di malessere. Prima di lasciare il documento integrale all’attenzione del lettore scriviamo le nostre considerazioni in neretto stampatello sui successivi passaggi (estrapolati dallo stesso) perché non rispondono alla verità: ******************************************************************************************************* Omissis per fatti commessi ai danni della Sig.ra xxxxxxxxxxxx e xxxxxxxxx dal congiunto xxxxxxxxxx omissis IL RELATORE USA UN’ESPRESSIONE SIBILLINA SUI FATTI COMMESSI AI DANNI DELLE DONNE DA PARTE DEL RECLAMANTE. L’UOMO NON HA MAI FATTO DANNI AD ALCUNO E MEN CHE MENO ALLE CONGIUNTE. SE LA FRASE SI RIFERISCE A DEI DANNI ECONOMICI VA PRECISATO CHE LE DISPONIBILITA’ ECONOMICHE DELLE DONNE ARRIVATE E PRESERVATE FINO AL 13 GIUGNO 2020, MALGRADO LE SPESE DELLE DONNE NEL CORSO DEGLI ANNI NON FOSSERO MAI STATE PARCHE, CI SONO GIUNTE SOLO PER MERITO DELL’UOMO. A VOLER PRECISARE VA DETTO CHE, PER IL NOTO BLOCCO DEL POSTAMAT, L’UOMO HA MANTENUTO LA MADRE CON I PROPRI SOLDI FINO AL GIUGNO 2020 ED E’ PERTANTO ANCORA IN CREDITO DI ALCUNE MIGLIAIA DI EURO NEI SUOI CONFRONTI. PER INQUADARE MEGLIO L’UOMO VA SOTTOLINEATO CHE, ALLA MORTE DEL PADRE, NON HA MAI SUGGERITO ALLA MADRE DI RIPARTIRE L’EREDITA’, DUNQUE RIMASTA SERENAMENTE ED INTEGRALMENTE NELLE DISPONIBILITA’ DELL’ANZIANA DONNA. Omissis omesso di prelevare in loro vece il denaro necessario per il soddisfacimento delle basilari esigenze di vita omissis IL RELATORE HA DIMENTICATO CHE DAL MESE DI MARZO 2020 IL COMPORTAMENTO DELLA DONNA NON HA PIU’ PERMESSO LA RIATTIVAZIONE DEL POSTAMAT CON IL QUALE IL FIGLIO PRELEVAVA I SOLDI DELLA PENSIONE E QUANTO ALTRO RICHIESTO. LA COSA E’ RISCONTRABILE NELL’UFFICIO POSTALE COMPETENTE. Omissis la possibilità di autodeterminarsi, amministrare e difendere il proprio patrimonio da intromissioni esterne oltre omissis IL CONGIUNTO IL 16 GIUGNO 2020, SOSPETTANDO CHE LE DUE DONNE FOSSERO VITTIME DI RAGGIRI DA PARTE DI IGNOTI, HA FATTO UNA DENUNCIA CHE GLI SI E’ RITORTA CONTRO. I RISULTATI DELL’INIZIATIVA PRESA A LORO ESCLUSIVA TUTELA SONO AGLI ATTI DI CODESTA PROCURA. Omissis “OMISSIS”, vista la certificazione medica allegata omissis LO STATO DI SALUTE DELLE DUE DONNE, PARTICOLARMENTE DI QUELLA PIU’ GIOVANE, NON E’ UNO SCOOP INVESTIGATIVO PERCHE’ LA DOCUMENTAZIONE MEDICA IN POSSESSO DEL RELATORE E’ STATA FORNITA DAL LORO CONGIUNTO SIA AL GT CHE AI CARABINIERI Omissis considerato quanto emerso sulla scarsa efficacia e presenza di una rete familiare omissis I FAMILIARI PIU’ PROSSIMI DELLE DUE DISABILI VIVONO ALL’ESTERO O IN ALTRE CITTA’. L’UNICO FAMILIARE CHE SI OCCUPAVA DI LORO DA SEMPRE E’ STATO PRODITORIAMENTE ESTROMESSO CON LE CALUNNIE, PERALTRO ACCETTATE DA CODESTO UFFICIO COME SE FOSSERO ORO COLATO. ************************************************************************************************************************** Procura della. Repubblica di xxxxxxxxxxxx N. xxx/2020 P.M.R. Al Giudice Tutelare Presso il Tribunale di xxxxxxxxxxxxxx RICHIESTA NOMINA AMMINISTRATORE Dl SOSTEGNO -artt. 404 e ss c.c. – xxxxxxxxxxxx, nata a Civitavecchia il xxxxxxxxx, residente in via xxxxxxxxxxx, xxxxxxxxx, domiciliata in Viale xxxxxxxxxxx, xxxxxxxxxxxx c/o xxxxxxxxxxxxxx Il Procuratore della Repubblica, Dott. xxxxxxxxxxxx, visti gli atti pervenuti all’ufficio Affari Civili di questa Procura della Repubblica trasmessi al giudice Tutelare Dott.ssa xxxxxxxxxx relativi al p.p. n. xxxxx/2020 R.G.N.R., per fatti commessi ai danni della Sig.ra xxxxxxxxxxxx e xxxxxxxxx dal congiunto xxxxxxxxxx; atteso che presso la Volontaria Giurisdizione del T.O. di Civitavecchia è iscritto procedimento ”Tutelare” in favore della Sig.ra xxxxxxxxxx su istanza del Sig. xxxxxxxxxx; letta la nota della Dott.ssa xxxxxxxxxx dalla quale è emerso come lo stesso abbia omesso di prelevare in loro vece il denaro necessario per il soddisfacimento delle basilari esigenze di vita costringendole ad una situazione di disagio e bisogno; rilevato che il nucleo familiare della xxxxxxxxxx composto da Madre e figlia conviventi, vive una condizione di estrema fragilità poiché afflitte entrambi da problematiche che ne riducono la capacità auto gestionale, ne limitano la possibilità di autodeterminarsi, amministrare e difendere il proprio patrimonio da intromissioni esterne oltre che curare adeguatamente le esigenze fisiologiche personali; lette le S.I.T. del Medico curante Dott. xxxxxxxxxx del 04 Settembre 2020, dalle quali è emerso che la Sig.ra xxxxxxxxx (figlia della xxxxxxxxx) soffre di: “OMISSIS”, vista la certificazione medica allegata della Dott.ssa xxxxxxxxxxxx del 28.07.2017 della ASL xxxx dove è emerso che la Sig.ra xxxxxxxxxxxx in cura dal 2014 per OMISSIS, per un periodo interrompeva gli incontri per rivolgersi ad uno specialista privato ed effettuava un successivo colloquio con il servizio sanitario dal quale emergevano segni di OMISSIS; considerato quanto emerso sull’incapacità di provvedere pienamente a sé e di compiere tutti gli atti necessari a soddisfare le esigenze delle propria vita quotidiana; considerata la necessità di tutelare i beni in suo possesso e scongiurare il rischio di divenire vittima di malintenzionati; considerato quanto emerso sulla scarsa efficacia e presenza di una rete familiare di sostegno alle urgenti necessità assistenziali della donna; ritenendo che sussistano le condizioni per farsi luogo alla nomina di un “Amministratore di sostegno” CHIEDE la nomina di un Amministratore di sostegno in favore di xxxxxxxxxxxxxx, nata a xxxxxxxxxxx il xxxxxxxxxx, residente in via xxxxxxxxxxxxxx, xxxxxxxxxxxxxxx, domiciliata in Viale xxxxxxxxxxxxxx, xxxxxxxxxxxxxxx c/o xxxxxxxxxxx indicando quali prossimi congiunti: 1 xxxxxxxxxxxxxxxxxx 2 xxxxxxxxxxxxxxxxxx Si riserva di indicare ulteriori prossimi congiunti e di trasmettere ad integrazione ulteriori atti esito d’indagine. Si allegano gli atti in possesso di questo ufficio. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx 21 dicembre 2020 Il Procuratore della Repubblica xxxxxxxxxxxxxxxxxx TRIBUNALE Dl XXXXXXXXXXXX IL GIUDICE TUTELARE letto il ricorso per la amministrazione di sostegno che precede, iscritto al n. xxxx/2020, ritenuta la propria competenza; DISPONE la comparizione personale di PROCURA DELLA REPUBBLICA Dl XXXXXXXXXXXX e fissa a tal fine l’udienza del 08/03/2021 11:30 , con termine per la notifica del ricorso e del presente decreto, a cura dell’istante, fino al 20.2.2021. Avverte parte ricorrente che il ricorso non potrà essere preso in esame se non saranno stati informati del ricorso e del giorno dell’udienza le persone sopra indicate, la persona per la quale è stata chiesta l’amministrazione di sostegno (mediante notifica a mezzo di ufficiale giudiziario o raccomandata con ricevuta di ritorno), nonché il coniuge, i figli, i fratelli, le sorelle, il padre, la madre ed eventuali conviventi della stessa, attestandolo anche mediante dichiarazioni adesive sottoscritte con allegati documenti. A tal fine parte ricorrente dovrà esibire in udienza per coloro che non verranno di persona documentazione comprovante che i suddetti sono stati informati entro il termine sopra indicato. Avverte parte ricorrente che la sua mancata comparizione all’udienza fissata, senza che sia stato comunicato alcun legittimo impedimento con documentazione depositata in cancelleria, provocherà l’archiviazione del presente procedimento e la trasmissione degli atti al P.M. in sede e che l’audizione dell’amministrando presso il suo domicilio potrà essere disposta solo ove la sua intrasportabilità assoluta (di natura fisïca) o solo a mezzo di ambulanza presso gli uffici del Tribunale sia comprovata da una certificazione medica rifasciata da una struttura pubblica (A.S.L). Si invita a favorire il trasporto beneficiando anche a mezzo privato onde consentire eventuale esame presso il parcheggio esterno del tribunale al fine di consentire una decisione nella immediatezza della prima udienza nell’esclusivo interesse del beneficiando. Nel caso di completa non reattività del beneficiando agli stimoli esterni certificata da cartella clinica o certificazione della ASI, il ricorso potrà essere preso in considerazione anche prescindendo dall’esame del beneficiando medesimo. Si comunichi al Pubblico Ministero in sede. xxxxxxxxxxxxxxx 23/1/2021 Il Giudice Tutelare Xxxxxxxxx *** 22/2/2021 Antonio Bertinelli**https://antoniobertinelli.com/2021/02/22/giustizia-2021-un-incubo-46-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (45 puntata)
post pubblicato in diario, il 20 febbraio 2021


La prima udienza del merito, fissata per il 9 giugno 2022, potrebbe non trovare più in vita qualche protagonista della vicenda narrata e puntualmente documentata. Il nostro reclamante non conosce ancora l’esito della richiesta di sospensiva (vedi 39 puntata). Esclusivamente con la concessione di detta misura potrebbe sperare di contenere i danni derivanti dal giudizio di I grado. Noi, nell’attesa che ci venga trasmesso l’importante dato, ci soffermiamo sul soggetto che in questo incubo giudiziario ha pagato il prezzo più alto. La persona che ha subito il maggiore nocumento da tutti i “soccorritori” indistintamente prodigatisi, fuori e dentro il piccolo gruppo familiare, è stata la sorella del reclamante. Il “vaneggiare” della matriarca disabile è stato sfruttato per infilarsi dentro la casa familiare e per poi estromettere il figlio. Se tutti i "soccorritori" fossero stati in buona fede, nell’incertezza di racconti contrastanti, la novantunenne sarebbe stata sottoposta a CTU. E’ ovvio che non faceva comodo a nessuno sciogliere i dubbi. Meglio credere e far credere che l’anziana invalida era nel pieno possesso di tutte le sue facoltà. Meglio screditare la persona meno malleabile e meno corruttibile in modo tale da togliersela dai piedi. I rivolgimenti familiari causati dai vari “benefattori”, subentrati al posto del nostro uomo, factotum delle sue congiunte da 14 anni, chiuso fuori di casa dell’anziana madre dal 13 giugno 2020, ha fatto precipitare lo stato di salute della sorella. Il 10 giugno 2020, malgrado fosse malata da parecchi anni, aveva firmato davanti ad un notaio ed a testimoni, una rinuncia d’eredità. Lo aveva fatto volontariamente per evitare di accollarsi il patrimonio netto negativo di una persona deceduta qualche mese prima. A luglio del 2020, dopo le traversie familiari alle quali l’ha costretta la madre aiutata dai relativi consiglieri, la donna non era più mentalmente quella del mese precedente. Ad uso del lettore mettiamo di seguito l’interrogatorio integrale della sorella dell’appellante effettuato dai carabinieri. Nella 25 puntata si possono leggere alcuni nostri commenti alle indagini, inclusa la successiva testimonianza. ************************************************************************************************************************** Legione Carabinieri xxxxxx Stazione di xxxxxxxxxxx Principale OGGETTO: verbale di sommarie informazioni rese da xxxxxxxxxxxx Il 7/9/2020, in xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx, Viale xxxxxxxxxxxxx alle ore 15,40 Avanti ai sottoscritti xxxxxxxxxxxxxx e xxxxxxxxxxxxxx Uff.li e ag.ti di P.G. effettivi al suddetto Reparto, è presente la persona indicata in oggetto la quale, in qualità di persona informata sui fatti, riferisce quanto segue. DOMANDA: Ci riferisce se abbia mai notato ammanchi di denaro dal c.c. di famiglia, ovvero di preziosi? RISPOSTA: Percepisco una pensione da lavoro di circa xxxxx euoro mensili che sono accreditati sul mio c.c. che gestisce mio fratello xxxxxxxxxx. Per un certo periodo i soldi li prelevavo io dal conto corrente. Poi da circa un anno xxxxxxxx li prelevava lui e me li consegnava. Ma da circa 4 mesi xxxxxxx non mi ha più dato alcunché, né a me, né a mia madre. Per quanto riguarda i preziosi può riferire mia madre che erano suoi. Una volta ricordo circa tre anni fa autorizzai xxxxxxxxx (mio fratello) a prelevare xxxxxxxxx euro dal mio conto bancario per metterli alla Posta, cosa che fece. Non so altro. A.D.R. Mio fratello xxxxxxxxxx mi dava xxxx al mese. A.D.R. Non ho mai dato a nessuno soldi per nulla. Solo un paio di anni fa avevo dato xxxx euro a mia cugina xxxxxxxxx perché me li aveva chiesti e glieli davo. L.C.S. in luogo e data di cui sopra.*** 20/2/2021 Antonio Bertinelli********* https://antoniobertinelli.com/2021/02/20/giustizia-2021-un-incubo-45-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (44 puntata)
post pubblicato in diario, il 18 febbraio 2021


Al termine della nostra esposizione forniremo un altro documento in versione integrale, connesso alla richiesta di amministrazione inoltrata il 15 giugno 2020. Per adesso le novità sono le seguenti: STORICO DEL FASCICOLO consegnato dal reclamante in Corte d’Appello il 15 gennaio 2020: iscritto al ruolo il 03/02/2021 – 02/02/2021 DEPOSITO ISTANZE GENERICHE – 03/02/2021 Apertura Sub-procedimento DI INIBITORIA/SOSPENSIONE – 09/06/2022 UDIENZA DI MERITO!!! Prima di riprendere la storia della vecchia disabile, ora novantaduenne, ci prendiamo la licenza di spaziare su dei temi che dovrebbero costituire motivo di attenta riflessione per tutti. La giornalista Nina Palmieri ha partecipato all’avvocato Barra che non abbandonerà al suo destino il prof. Carlo Gilardi, “incarcerato” (contro i suoi desideri) in una RSA di Lecco dal 27 ottobre 2020. Ha assicurato che userà qualunque mezzo a sua disposizione per riuscire a liberarlo. Se ne avverte davvero il bisogno perché le strade “ordinarie” dell’attività giurisdizionale (segnatamente in casi analoghi) sono piene d’invalicabili asperità. Solo fugacemente va detto che uno dei requisiti per ricorrere alla Corte Europea di Strasburgo è l’esaurimento delle vie di ricorso nazionali, ovvero la richiesta deve essere presentata solo dopo aver esperito l’impugnazione ed esaurito i gradi della stessa alla quale il ricorrente può accedere, nell’ambito dello stesso ordinamento statale, al fine di far valere le proprie ragioni. C’è stato un tempo in cui quando s’incontravano determinate istituzioni non si rischiava di finire sotto un rullo compressore. Quel tempo popolato da galantuomini (ci sia consentito di non indulgere a circonlocuzioni politicamente corrette scrivendo pedestremente “di donne, di lesbiche, di uomini e di omosessuali adusi a rispettare i diritti dei propri simili”) sta alle nostre spalle. Oggi la prevaricazione dell’altro, specialmente se questi si trova in una posizione di debolezza, è fenomeno diffuso. L’intervento delle istituzioni o il ricorso ad esse, per affrontare un problema, non può tramutarsi nell’apertura di una linea di credito sulla quale poter contare. Purtroppo l’establishment, nel trascorrere del tempo, ha perduto l’alone di quasi sacralità che gli era proprio. Carlo Gilardi è un uomo gentile, benestante, altruista ed amante della libertà, non può vivere rinchiuso per stare al riparo dai supposti profittatori della sua generosità, per non cadere nell’incuria del suo vestire o per evitare che tenga nel disordine l’abitazione. La perdita della sua libertà non può e non deve essere strumentalmente giustificata con gli accertamenti in corso su possibili e non ancora provati reati commessi da soggetti entrati in contatto con lui. La libertà delle persone è cosa irrinunciabile e non può essere lasciata nella disponibilità di istituzioni come quelle che hanno “tutelato” Franco Mastrogiovanni, morto dopo 87 ore di contenzione ininterrotta, digiuno e solo, legato mani e piedi ad un letto del reparto di psichiatria, dove era stato forzatamente ricoverato per un trattamento sanitario obbligatorio. Di certo non possono essere appoggiati neanche quelli che hanno “tutelato” Dario Musso per “aiutarlo” tramite TSO. L’autonomia operativa di qualche agente di polizia non può tramutarsi in abuso fino ad uccidere delle persone, l’invocata indipendenza esecutiva di qualche magistrato non può celare impunemente aberrazioni interpretative della legge. Bastano ed avanzano i limiti all’interno dei quali viene esercitata l’attività giurisdizionale: distrazioni, ricorrenti deleghe a consulenti esterni e sistematici rinvii d’udienze. Il tutto con strumenti di “offesa” molto più potenti di quanto, ad esempio, possa avere un “attenzionato” per difendersi nel corso di un procedimento di volontaria giurisdizione. Le “confessioni” di L. Palamara sono destabilizzanti, tutti gli uomini onesti e di buona volontà (non soltanto giuristi), che occupano posizioni apicali nella società civile italiana, dovrebbero finalmente incontrarsi e lavorare per la rinascita del dovuto decoro nelle funzioni giurisdizionali. Data l’età e la prostrazione causatagli dai suoi zelanti “soccorritori”, a Carlo Gilardi forse non potrebbero rimanere i mesi necessari al “progetto” ideato dalla giustizia (di cui ha parlato il suo amministratore) per poi fargli ottenere reale Giustizia. Tempo fa l’anziano internato diceva:” Mi sono trovato in una situazione di depressione morale. Desideravo morire con il coronavirus e sono andato vicino a persone che erano infette. Mi è andata male, non sono crepato e devo campare ancora purtroppo sotto le grinfie degli avvocati”. Il 15 febbraio scorso ha detto al magistrato, subentrato a quello che ha nominato l’attuale amministratore: “Voglio tornare a casa mia. Mi tenete prigioniero, portatemi in prigione, almeno lì non pago”. Abbandoniamo il dramma in corso nella RSA della provincia di Lecco per fare alcune precisazioni sulla storia di cui abbiamo cominciato ad occuparci dallo scorso mese di giugno. Sul documento riportato nella precedente puntata si legge che la verbalizzazione si è conclusa il 4 settembre 2020 alle ore 11,30. Probabilmente l’orario è da intendersi come 23,30. Nel corso dell’escussione del neurologo si parla solo di due certificati medici e mai delle due richieste di visite specialistiche da lui sollecitate, peraltro entrambe in possesso sia del G.T. (dal 15 giugno 2020) che dei carabinieri (dal 3 agosto 2020). Solo per caso il reclamante, che poi non è un investigatore, qualche giorno fa, è venuto a sapere che l’avvocato, con la procura speciale firmata dalla vecchia disabile, è vicino di casa e datato amico, insieme alla famiglia, del medico escusso. La nipote (quella che ha contribuito a far rifiutare la firma dell’atto notarile predisposto per il 10 giugno 2020) della vecchia invalida, affidata dal GT ai servizi sociali comunali, è paziente del medico prima menzionato. Come preannunciato all’inizio di questo scritto riportiamo di seguito il verbale d’indagine dei carabinieri relativo alla madre del nostro appellante, senza aggiungere commenti di sorta. Legione Carabinieri xxxxxx Stazione di xxxxxxxxxxx Principale OGGETTO: verbale di sommarie informazioni rese da xxxxxxxxxxxx Il 7/9/2020, in xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx, viale xxxxxxxxxxxxx alle ore 15,40 Avanti ai sottoscritti xxxxxxxxxxxxxx e xxxxxxxxxxxxxx Uff.li e ag.ti di P.G. effettivi al suddetto Reparto, è presente la persona indicata in oggetto la quale, in qualità di persona informata sui fatti, riferisce quanto segue. DOMANDA: Ci riferisce se abbia mai notato ammanchi di denaro dal c.c. di famiglia, ovvero di preziosi? RISPOSTA: Sul mio c.c. non c’è più niente perché ha preso tutto mio figlio xxxxxxxxxx. xxxxxxxxxx ha prelevato xxxxxxxxxxx euro dal mio libretto postale un anno fa. Io e xxxxxxxxxxxxxx non sapevamo nulla di ciò. xxxxxxxxx in seguito mi diceva che xxxxxxxxxxxxx euro li aveva versati sul suo c.c.. Consegno copia del libretto postale predetto. Io percepisco complessivamente xxxxx euro circa mensili di pensione, che vanno accreditati sul citato libretto, che gestisce mio figlio xxxxxxxxxxxxxx. Quest’ultimo mi dava xxxx + xxxx euro al mese, poi dal virus covid non mi ha dato più nulla, pertanto ho dovuto vendere dei miei gioielli per vivere e pagare le bollette di casa. Consegno copia ricevuta vendita gioielli che incaricavo mia nipote xxxxxxxxxxxxxxxx che mi consegnava tutti i soldi ricavati dalla vendita dei gioielli. A.D.R. non ho mai dato soldi ad alcuno, per nulla, né mai ne abbia prestati. Alla mia nipote xxxxxxxxxxxxx consegnavo 10 euro l’ora per le pulizie di casa. A.D.R, Ho messo l’avvocato xxxxxxxxxxxxxxx per farmi assistere. L.C.S. in data e luogo di cui sopra. ************ 18/2/2021 Antonio Bertinelli*********** https://antoniobertinelli.com/2021/02/18/giustizia-2021-un-incubo-44-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (43 puntata)
post pubblicato in diario, il 13 febbraio 2021


Oggi è stata consegnata alla posterità la foto di gruppo del governo guidato dall’ex presidente della BCE: quattro ministri sono del M5S, tre ciascuno sono del Partito Democratico, della Lega e di Forza Italia, uno ciascuno di Liberi-Uniti e di Italia Viva, otto sono tecnici di fiducia del premier. C’è chi ha aderito per convinzione europeista, chi per dare un segnale di “maturità politica”, chi richiamandosi ad un generico senso di responsabilità, chi per mettere il Paese “in sicurezza”. Durante le fasi propedeutiche, che hanno dato vita alla prevista ma mai sperimentata ammucchiata governativa, non è mancato, tra i rappresentanti politici, quello che, preparandosi a sostituire il proprio gagliardetto con quello del partito unico globalista, ha dato il proprio viatico chiamando in causa la necessità di allearsi per affrontare e risolvere i problemi degli Italiani. Nessuno della ciurma, nessuna ancella trasversale ha avuto la faccia di propinarci pure una sviolinata sul dettato costituzionale. E’ proprio con il progressivo e sempre più marcato discostarsi dalla Costituzione, lasciandosi guidare dal pilota automatico imposto dalla finanza, con l’inganno e con delle scellerate cooptazioni, che la politica ha prodotto in 25/30 anni lo stato di sofferenza generale in cui versano milioni di connazionali. La cosiddetta subalternità ai “vincoli esterni” ed il rapporto odierno tra Stato e mercato ci inducono a riesumare mnemonicamente le discussioni affrontate dai Padri Costituenti. Quanta attenzione, competenza e solennità si trova nell’Assemblea fondativa della nostra (ormai sepolta) democrazia. Giuseppe Dossetti non era un “sovversivo”, ma fu uno dei 556 deputati dell’Assemblea Costituente, poi membro della Commissione dei 75. Il deputato era un estimatore di Tommaso d’Aquino e guardava al potere politico costituitosi dentro lo Stato come alla fonte di un rischio permanente dal quale doversi cautelare. Per questo motivo il 21 novembre 1946, Dossetti presentò in Commissione la proposta relativa al “diritto di resistenza”. Queste le sue parole: “La resistenza individuale e collettiva agli atti dei poteri pubblici, che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino”. Questa idea ben sottolineava quanto fosse imprescindibile per una democrazia che la cittadinanza venisse organizzata e vissuta come un’identità politica non soltanto giuridica (perché alla sua base stava l’obbligo morale di salvaguardare i fondamenti della sua stessa esistenza). L’idea, per quanto lungimirante e successivamente condivisa da altri parlamentari, si rivelò di difficile traduzione normativa. Alla vecchia intuizione del prof. Dossetti oggi fa da pendant la realtà costruita, dalla maggior parte dei politici “nati” e/o “cresciuti” prevalentemente dopo le vicende giudiziarie di “tangentopoli”, in qualunque “dependance” istituzionale con o senza beneplacito dei loro elettori-mandanti-padroni. A proposito di dependances, degne figlie di certa politica, ormai tanto socialmente sterile, quanto teatralizzata, torniamo a qualche narrazione giurisdizionale dei tempi che corrono. Siamo venuti a conoscenza che l’11 febbraio 2021 l’autorità di garanzia nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, sulla base dell’approfondimento effettuato, ha iniziato a valutare l’opportunità di mettere in atto un intervento di impulso nei riguardi dell’autorità giudiziaria affinché la complessiva situazione di vita del prof. Carlo Gilardi possa essere a breve nuovamente rivalutata. Secondo la “Cronaca di Lecco e dintorni” il professore sarà ascoltato dal Pubblico Ministero lunedi 15 febbraio. Per integrare la storia del reclamante, divenuto formalmente tale il 15 gennaio 2021, in omaggio alla trasparenza che caratterizza il nostro modo di porsi in rapporto con gli altri, mettiamo a disposizione del lettore un altro inedito. Si tratta dell’escussione del medico che l’11 giugno 2020 ha fatto le richieste di visite (geriatrica e psichiatrica) della vecchia disabile (adesso affidata ai servizi sociali comunali) ed il 21 luglio 2020 ha rilasciato alla nipote della donna un certificato medico in cui la definisce “in grado d’intendere e di volere”. Asseverazione grazie alla quale è stata firmata dalla vecchia invalida una procura speciale ad un avvocato. Al medico non è mai stato domandato perché per la novantunenne, il mese precedente alla dichiarazione di sua “idoneità” a firmare, aveva chiesto di suo pugno visite geriatrica e psichiatrica (vedi 24 puntata).************************************ Legione Carabinieri xxxxxx Stazione di xxxxxxxxxxx Principale VERBALE di sommarie informazioni rese ai sensi dell’art. 351 c.p.p. da xxxxxxxxxx, nato a xxxxxxxxx il xxxxxx ivi residente via xxxxxxxxx, medico di medicina generale specialista in neurologia, identificato con c.i. nr. xxxxxxxxxxx telef.xxxxxxxxx, recapito digitale pec per ricevere comunicazioni: xxxxxxxxxxxxxxxxx Il giorno venerdì 4 settembre 2020, alle ore 16:45 negli uffici della Stazione Carabinieri di xxxxxxxxxxxxxx Principale – Avanti al sottoscritto Ufficiale di P.G. Mar. Magg. xxxxxxxxxxxxx, appartenente alla Stazione Carabinieri di xxxxxxxxxxxxx Principale, è presente la persona indicata in oggetto, la quale viene di seguito escussa in qualità di persona informata sui fatti in ordine alla delega d’indagine n.t. xxxxxxxxxxxx RGNR mod. 44 Preliminarmente, gli ufficiali ed agenti di PG verbalizzanti, danno atto di partecipare alla persona presente: che, per quanto a conoscenza dell’ufficio, non risulta coimputato del medesimo reato per quello oggetto del presente procedimento, né imputalo in un procedimento connesso ai sensi dell’art. 12 c.p.p. o collegalo a norma dell’art. 371, 2; lett. b), ammonendola a non rivelare né registrare informazioni/notizie concernenti l’odierna assunzione testimoniale, contravvenendo, in quel caso, al disposto dell’art. 379 bis C.P.; di portarla a conoscenza dell’obbligo di rispondere secondo verità in ordine ai fatti sui quali vengono richieste informazioni con l’avvertenza che eventuali reticenze o falsità potrebbero integrare i delitti di favoreggiamento, calunnia o false dichiarazioni in atti destinali all’Autorità Giudiziaria della facoltà previste di astensione prevista dagli artt. 199 e 200 del C.P.P. in relazione al 2° comma dell’art. 307 del C.P. e qualora ne ricorrano le condizioni è obbligata, ai sensi degli artt. 362 391 bis C.P.P., ad astenersi dal rendere informazioni sulle domande eventualmente formulate dal difensore o dal sostituto e sulle risposte date. Alla stessa viene altresì richiesto di specificare se abbia presentato eventuali denunce, querele od istanze nei confronti delle persone interessate alle indagini per le quali viene assunta o se risulti persona offesa dalle medesime o prossima congiunta di persone danneggiate dalle suddette;— Pertanto, viene invitata a fornire elementi di merito ed a rispondere alle domande che le vengono rivolte. Pertanto la persona indicata in oggetto dichiara quanto segue ADR: “Non mi trovo. in alcuna delle condizioni che mi vengono descritte ed ho ben compreso i fatti” DOMANDA: Ci conferma di essere i] medico curante di xxxxxxxxxxxx e xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx abitanti a xxxxxxxxxxx via xxxxxxxxxxx? RISPOSTA: Si—/ DOMANDA: Ci riferisce sulle condizioni di salute generale delle predette, se siano invalide certificate, se le stesse siano in grado di intendere e volere ovvero se siano in grado di fornire informazioni a questo Comando e se possono essere manipolate, raggirate, plagiate ovvero indotte a farsi consegnare denaro o altri valori da terze persone? RISPOSTA: Da circa 5 anni seguo le due signore e forse la xxxxxxxxxxxxxxxxx anche da più anni. La signora xxxxxxxxxxx soffre di una xxxxxxxxxxxxxxx che abbisogna di assistenza per adempiere alle normali funzioni quotidiane della vita, in particolare la sua xxxxxxxxxxx e le sue relazioni sociali che sono assenti. La stessa comprende il significato delle parole, può anche rispondere correttamente, ma il suo comportamento non le consente di vivere sola in quanto non ci sarebbero assicurazioni per quanto riguarda la sua xxxxxxxxx, il suo xxxxxxx e la gestione della casa. La stessa da qualche anno vive con la madre xxxxxxxxxxx che aimé pure lei soffre di cardiopatia scompensata e grave artrosi alle anche e alle ginocchia che compromettono la deambulazione. xxxxxxxxxxx a mio parere è capace di intendere e volere in quanto segue la figlia e si assicura che la figlia adempia ai suoi compiti soprattutto di xxxxxxxxx e assunzione della terapia anche lei (xxxxxxxxxx) assume la sua terapia regolarmente ed autonomamente senza aiuto alcuno. So che la figlia xxxxxxxxxx scende a fare la spesa da sola e fuma tante sigarette e rimane sempre sola senza alcuna relazione sociale. DOMANDA: Le risulta se le due donne abbiano visite di altre persone e se abbia avuto mai confidenze in merito a consegne o vendite di beni, denaro, gioielli o valori da parte delle due donne in questione? — RISPOSTA: Ogni tanto per darle una mano so che va una loro nipote xxxxxxxxxxxxxx di circa 55 anni che si occupa delle pulizie domestiche e qualche volta l’ho vista in casa. Lei si occupa anche di prendere le ricette nel mio studio. La signora xxxxxxxxxx è ipoacusica, molto depressa e piange sempre e riferisce la sua disperazione alla situazione familiare che sta vivendo e dai colloqui che intraprende con me emerge un pensiero prevalente che è quello del rapporto con il figlio xxxxxxxx e del fatto che non riceverebbe risorse economiche a sufficienza per le sue esigenze.- DOMANDA:-Riconosce i due certificati medici a sua firma che le esibiamo datati rispettivamente 11.06.2020 e 21.07.2020 e chi glieli ha richiesti? RISPOSTA: Il primo dell’11.6.2020 ricordo mi trovavo a casa di xxxxxxxxxxxxxx e c’era anche il figlio xxxxxxxx ed io ho redatto quel certificato che riguardava la salute fisica della paziente con il consenso della signora xxxxxxxxxxxxxxxxxx. II secondo del 21.07.2020 l’ho redatto in studio visto la impossibilità di deambulare di xxxxxxxxxxxxxx in occasione della prescrizione di alcune ricette per la signora xxxxxxxxxxxx ritirate dalla nipote xxxxxxxxxxxxxx alla quale è stato chiesto da xxxxxxxxxxxx di chiedermi una certificazione questa volta con l’aggiunta della capacità di intendere e volere. Il sottoscritto visitando la paziente (xxxxxxxxxx) una o due volte al mese, ero perfettamente consapevole delle condizioni psicofisiche della stessa, per cui ho redatto detto certificato rilasciandolo alla nipote suddetta. DOMANDA:-Ha altro da aggiungere?- RISPOSTA:-Non ho altro da aggiungere a quanto sopra riferito. Verbale chiuso alle ore 11:30 di oggi 4 settembre 2020, redatto in forma riassuntiva semplice.------------------------- Riletto confermato e sottoscritto in data e luogo ******************* 13/2/2021 Antonio Bertinelli*https://antoniobertinelli.com/2021/02/13/giustizia-2021-un-incubo-43-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (42 puntata)
post pubblicato in diario, il 11 febbraio 2021


240 giorni fa è iniziato il cammino giudiziario dell’uomo che voleva tutelare la vecchia madre (oggi novantaduenne) dall’invadenza di presunti benefattori. La decisione di ricorrere alla magistratura maturò nel corso ed a motivo delle restrizioni normative vigenti per la pandemia ancora presente. Se, come infine richiesto dal figlio, accusato di asserire il falso, la donna fosse stata sottoposta a perizia psichiatrica (vedi 15 puntata) la vicenda si sarebbe potuta concludere in breve tempo. Invece, come già accaduto con interventi di personaggi, non proprio super partes, intromessi in altre vicende giudiziarie negli anni passati, la donna è stata aiutata a farsi del male da sola. Dal 13 giugno 2020, giorno in cui alla disabile è stato suggerito di barricarsi nella sua abitazione, lasciandone fuori il figlio, la stessa è rimasta sostanzialmente alla mercè degli eventi. Certo questo avvenimento, di fronte a tutto il resto che è accaduto nel frattempo, è ben poca cosa. Carlo Gilardi, in spregio della sua insopprimibile voglia di libertà, è rimasto chiuso in una residenza sanitaria assistenziale privata. Col trascorrere dei mesi il magistrato, intervenuto per l’interessamento di soggetti ritenuti “neutrali”, si accinge a processare amici e conoscenti dell’anziano professore accusati di circonvenzione d’incapace. Il diffondersi del Covid-19, la gestione degli aspetti sanitari connessi, la scarsa trasparenza delle scelte terapeutiche, la poca affidabilità dell’informazione pilotata e le ricadute pandemiche sull’economia nazionale hanno fiaccato il Paese oltre misura. A coronamento di una lunga marcia forzata, compiuta sotto la sferza del turbocapitalismo apolide, gli Italiani si predispongono a subire un altro “Governo del Presidente”, quello del finanziere per eccellenza. I programmi nell’agenda di quest’ultimo sono ineluttabilmente lontani dai desiderata e dai bisogni delle masse e, checché se ne dica, la nascita di una Giustizia efficiente, senza stendardi, semplicemente al servizio dei cittadini, appare come un sogno irrealizzabile. Gli auspici di L. Palamara non troveranno porte aperte. Fino a quando a dei conduttori televisivi verrà concesso di strizzargli l’occhio, meglio continuare a parlare delle sue chat, lasciando il sistema inalterato. Mentre continuiamo ad aspettare novità, tornando alla nostra storia, abbiamo pensato sia giusto che il lettore disponga di ogni dettaglio, incluso il verbale redatto dai carabinieri il 16 giugno 2020. La trasparenza ci appartiene ed ecco di seguito il documento inedito, che ha accompagnato la denuncia del reclamante (vedi 2 puntata), quando è stato costretto dai fatti a chiedere aiuto per la madre disabile: ************************************************************************************************************************** LEGIONE CARABINIERI XXXX – STAZ.CC XXXXXX – Via xxxxxxxxxxxxxxx Tel. xxxxxxx – Fax xxxxxxxx – E.mail xxxxxxxxxxxxxx VERBALE di ricezione di denuncia orale sporta da: xxxxxxxxxx nato a xxxxxxxxxxx il xxxxxxx, cittadinanza italiana, sesso maschile, xxxxxxxxxx identificalo mediante C.I. xxxxxx residente a xxxxxxxxxxx, Via xxxxxxxxxx, telefono xxxxxxxxxx, e relativa a “Denuncia di furto avvenuto presumibilmente dal 16/06/2019 al 16/06/2020 a xxxxxxxxxxx. Il giorno 16/06/2020 alle ore 10:44, in xxxxxxxxxxx presso gli uffici di STAZ.C.C. xxxxxxxxxx. avanti al sottoscritto M.M. xxxxxxxxxx appartenente al Comando in intestazione, è presente la persona in oggetto indicata, la quale denuncia quanto segue:—-// “Confermo in ogni parte l’allegata denuncia composta da una pagina prestampata da me sottoscritta. DOMANDA: Ci sa specificare quanti soldi, quali carte, quali oggetti e quali gioielli di famiglia sono stati asportati da ignoti ed in che modo? RISPOSTA: -Non sono in grado di stabilire la quantità di soldi asportati poiché mia madre xxxxxxxxxx di 91 anni, nonostante la pensione che gli viene accreditata sul libretto postale insieme a quella di mia sorella xxxxxxxxx, mi chiede sempre soldi in continuazione. Per quanto riguarda le carte: sono spariti buoni postali cointestati a mio padre xxxxxxxxxx deceduto nel 2006 ed a mia madre, che non sono in grado di stabilirne la quantità e l’ammontare per cui mi sto attivando per farmi conferire potere di amministrazione dei beni tramite Giudice Tutelare per effettuare le dovute verifiche alle Poste e alle Banche, con riserva. Per quanto riguarda gli oggetti: risultano sparite le chiavi di casa circa due mesi fa come riferitomi da mia madre e non è stata sostituita la serratura di casa in quanto non ne ho ancora l’autorità per farlo. Per quanto riguarda i gioielli: è sparita una spilla d’oro da foulard di mia madre ed altri che non sono in grado di riferire in quanto mia madre mi aveva confidato che aveva un sacchetto di gioielli che avrebbe venduto ma non so a chi e per quanti soldi. Attualmente mia madre e mia sorella hanno bisogno di assistenza e mia madre di un amministratore di sostegno, per cui mi sono attivato in questo senso, mentre per mia sorella è già in corso un procedimento per il riconoscimento del suo stato di salute. Aggiungo infine che sono io a depositare la presente denuncia in quanto mia madre e mia sorella non sono in grado di poter uscire da casa e di conferire per il loro stato di salute Posso fornire le seguenti informazioni circa gli oggetti e le persone coinvolte:—– Xxxxxxxxxxx nata a xxxxxxxxxx, cittadinanza italiana, sesso femminile, cognome da sposata xxxxxxxxxxx, vedova, professione pensionata, residente a xxxxxxxxxxxxxxxx è stata vittima di furto aggravato presumibilmente dal 16/06/2019 al 16/6/20 in non previsto/altro. Il fatto è avvenuto a xxxxxxx via xxxxxxxxx. Un’altra vittima del fatto è xxxxxxxxxxx nata a xxxxxxxxxxxxxx, cittadinanza italiana, sesso femminile, xxxxxxxxxx professione pensionata residente a xxxxxxxxxxxxxxxxx. Non ha sospetti sul conto di alcuno. -Non ho altro da aggiungere né da modificare. In relazione alla denuncia/querela presentala in data odierna, si AVVISA il denunciante /querelante, se ed in quanto persona offesa dal reato, che, in quanto tale, per l’esercizio e le facoltà ad essa attribuite dal Codice di Procedura Penale, può nominare un difensore nelle forme previste dall’articolo 96 comma 2 C.P.P. e che, nella ricorrenza delle condizioni di Legge, nella anzidetta qualità, qualora posseduta, può accedere al patrocinio a spese dello Stato ai sensi dell’articolo 76 del DPR 30 maggio 2002 nr. 115; con la precisazione che laddove si tratti di persona offesa dai reati di cui agli articoli 572, 583 bis, 609 bis, 609 quater, 609octies, 612 bis, nonché, ove commessi in danno di minori, dai reati di cui agli articoli 600, 600 bis, 600 ter, 600 quinquies, 601, 602, 609 quinquies e 609 undecies C.P., può essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti ordinariamente.——— Fatto, riletto, confermato e sottoscritto in data e luogo di cui sopra. ******************************************************************************************************************************************************************* 11/2/2021 Antonio Bertinelli*******https://antoniobertinelli.com/2021/02/11/giustizia-2021-un-incubo-42-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (41 puntata)
post pubblicato in diario, il 1 febbraio 2021


Ancora oggi al reclamante non è dato di conoscere il nome del giudice designato, le date ed i tempi necessari all’iter dell’istanza depositata nella Corte d’Appello competente. L’ufficio ha dato riscontro telematico che il 19 gennaio 2021 il fascicolo è stato assegnato a sezione. Viviamo i tempi del Covid-19. Il procuratore generale di Milano parla di quasi paralisi dell’attività giudiziaria a motivo della pandemia. “Nel raffronto con l’anno precedente del periodo aprile-giugno emergono dati impressionanti: le udienze penali in Corte d’Appello diminuiscono del 73%, quelle davanti alla sezione minori del 33%, le udienze civili sempre in Corte d’Appello del 70%. E’ difficile capire quanto tempo sarà necessario per ritornare ad una situazione normale”. In assenza di altri sviluppi da riportare ci discostiamo dalla storia più o meno pertinentemente. Il 18 settembre 2019 l’irriducibile fiorentino, ex Presidente del Consiglio ed ex segretario nazionale del Partito Democratico, ha fondato Italia Viva che, a detta del suo stesso creatore, è uno schieramento liberale, riformista, antinazionalista, antipopulista ed antisovranista. Fedele al format di cui è prigioniero, pur volatile come la pubblicità di una qualsiasi multinazionale, ha fatto lo sgambetto al capo del governo, che malgrado le promesse di voler difendere gli interessi dei più deboli, non ha mai brillato per iniziative popolari dopo il suo acclamato insediamento. Il professore, per ingraziarsi il Fondo Monetario Internazionale, che sta puntando a trasferire la potestà concreta sul denaro da chi lo detiene a chi lo custodisce, ha dato vita alla “lotteria degli scontrini”. Un modo per incentivare, tra gli Italiani, l’uso di carte di credito, carte di debito, bancomat, carte prepagate, applicazioni connesse a circuiti di pagamento esclusivi ed a spendibilità limitata. In ultima analisi il premier non costituiva, né potrebbe domani costituire un vero ostacolo all’egemonia neoliberista, ma l’intercalare dell’uomo del Jobs Act: “basta vivere di sussidi”, “troppi ristori”, “aiutiamo i cittadini”, “non sprechiamo i soldi del Recovery Fund”, “bisogna ricorrere al Mes”, sta mirando in alto. Dietro al chiacchiericcio magniloquente ed impudico sul bene che il fiorentino vuole all’Italia c’è la sua grande voglia di rimettersi in gioco, partecipare in qualche maniera alla partita per le elezioni presidenziali, alla copertura di altre prestigiose cariche in predicato ed alla futura suddivisione delle risorse provenienti dall’Unione Europea, senza troppo concedere agli oneri previsti per le tutele sociali. Se chiede anche la testa di A. Bonafede non è per sete di giustizia né di certo per la sua “rigidità” istituzionale. La retromarcia del guardasigilli sulla nomina del capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, la scorsa estate, lo conferma. Si sa che indagini simili a quelle che riguardano la fondazione “Open” si riducono ad un lavoro di avvocati, ad un rimpallo tra cassazione e tribunale del riesame, ad un gioco delle parti. Se tutto va come da aspettative, l’inciampo si supera spendendo un po’ di soldi. Tutti vogliono la riforma della Giustizia, ma non tutti vogliono la stessa riforma. Per alcuni la malagiustizia rappresenta una vera e propria fortuna, per la maggior parte dei cittadini è un’insormontabile iattura. Per gli altri “mortali”, costretti alla gogna giurisdizionale per qualunque “banalità”, la posta in gioco è ben più alta di quella pagata da chi, nel mezzo del via vai delle conferenze arabe, invoca l’incompetenza territoriale del tribunale di Firenze. Ieri sera in Tv L. Palamara, rammentando i vizi della giustizia ideologicamente asservita, ha fatto un appello affinché si lavori tutti per un cambiamento radicale. Vogliamo aggiungere che, oltre ai danni ricordati dall’ex presidente dell’ANM, ci sono anche quelli prodotti dalla poca gratificante ripetitività operativa e dall’inettitudine personale. Viviamo in una ipodemocrazia, in un regime definito democratico, ma privo di sostanza vitale, in altri termini stiamo in un mero guscio vuoto. Nei giorni canonici va a votare il 50% dell’elettorato, ma non possiamo non ricordare che, nel 1987, già dopo il caso “Enzo Tortora”, gli Italiani vennero chiamati ad esprimersi sull’attività giurisdizionale e sulla responsabilità ad essa connessa con un referendum. Fu il trionfo dei sì (83%). Il magistrato che sbaglia ha una sua responsabilità soggettiva, e deve risarcire i danni causati dai propri errori. Il risultato del Referendum fu disatteso dal legislatore e la volontà popolare non è mai stata tradotta in legge.* 1/2/2021 Antonio Bertinelli*******https://antoniobertinelli.com/2021/02/01/giustizia-2021-un-incubo-41-puntata/
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Giustizia 2021? un incubo (40 puntata)
post pubblicato in diario, il 17 gennaio 2021


Nel 2018 è passato l’ultimo treno, quello che, secondo le aspettative di molti italiani, aveva come destinazione finale la “salvezza” del Paese. Alla guida ed alla cura del convoglio si misero personaggi eterogenei per esperienza e cultura. Ricordiamo quello che si era prefissato di diventare l’avvocato del Popolo, quello che voleva ristabilire per gli Italiani una migliore qualità della vita, quello che voleva mettere un freno all’immigrazione priva di limiti, quello che voleva una seria commissione d’inchiesta sulle banche, quello che ambiva porre rimedio definitivamente alle disfunzioni della Giustizia. Oggi qualcuno, in dialetto reggino, potrebbe dire: finuta la festa, gabbatu lu santu. Secondo noi il rimprovero più grande da muovere a quei personaggi è l’ingenuità. Con quale alterigia si sono affacciati sulla scena politica ritenendo che le classi egemoni (con particolare riferimento al panorama internazionale) avrebbero consentito loro di mettere in atto dei cambiamenti epocali? Se ci soffermiamo sullo stato della Giustizia non possiamo che constatare le sue annose disfunzioni. Tra le altre cose, ne è testimone anche la lista delle lagnanze rivolte alla classe politica dagli stessi ermellini all’inaugurazione di ogni nuovo anno giudiziario. Indubbiamente chi detiene il potere non vuole cambiamenti se non quelli funzionali ai propri interessi. Pensando al sommo poeta, che fa dire a Virgilio: “ […] Perché pur gride? Non impedir lo suo fatale andare. Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare”, dobbiamo ammettere che la questione, quanto meno nel breve periodo, è d’inesplicabile composizione. L’evoluzione dei costumi, della legislazione e della giurisprudenza ha fatto segnare grandi cambiamenti. Si continua a parametrare la qualità del vivere secondo la produttività economica ed il patrimonio. Tutto è ormai monetizzabile, la salute, i sentimenti e le persone. La stessa famiglia è diventata mercanzia che si soppesa in rapporto al valore delle proprietà, del ruolo, delle opportunità di generare profitti e del potere. Il nostro uomo ha preferito reclamare per salvaguardare l’integrità della sua famiglia: ****************************************************************************************************************************************************************** CORTE D’APPELLO DI XXXXX SEZIONE DELLA PERSONA E DELLA FAMIGLIA RECLAMO CONTRO DECRETO NOMINA AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO Il Dr. XXXXXXXXX nato a XXXXXXXXXX il XXXXX ed ivi res.te, (C.F. XXXXXXXXXXX), elett.te dom.to in XXXXXXXXXXXXXXXXXX presso e nello studio dell’Avv. XXXXXXXXX che lo rapp.ta e difende in virtù di delega allegata al presente Pec: XXXXXXXXXX Avverso Modifica decreto di nomina amministrazione del 7/12/2020 RG n. XXX/2020 del Giudice Tutelare del Tribunale di XXXXXXXXXX (ai sensi e per gli effetti dell’art. 720-bis c.p.c.). Provvedimento comunicato l’8/1/2021 PREMESSO Che il ricorrente ha gestito l’anziana madre XXXXXXXXXX sia per ogni aspetto economico-patrimoniale sia per le normali e quotidiane incombenze fin dalla morte del padre avvenuta il 19 marzo 2006 e la sorella XXXXXXXXXX (quando espressamente richiesto) fin dal 7 marzo 2013. In quella data la sorella, conscia di avere una malattia degenerativa neurologica, nella piena consapevolezza dell’importanza dell’atto, ha deciso di firmargli una procura generale, da far valere quando lo avesse ritenuto necessario. Che nella amministrazione familiare ogni azione del ricorrente è stata improntata alla salvaguardia degli interessi delle due congiunte. Ha fatto del suo meglio per evitare che, al bisogno, le due donne si trovassero private di tutte le loro risorse economiche e/o nell’impossibilità di accedervi; Che – pur con le comprensibili difficoltà derivanti dalla personalità della madre questa “amministrazione” va avanti fino a marzo 2020; Che nel mese di marzo 2020 il postamat, con il quale il ricorrente ha sempre prelevato all’ATM i soldi necessari all’anziana donna, raggiungeva il limite delle operazioni consentite e non permetteva di fare ulteriori prelievi. Per risolvere questo e tanti altri problemi amministrativi pressanti concordava con la madre la redazione di una procura generale che la stessa avrebbe dovuto firmare al notaio, nella propria abitazione, il 10 giugno 2020; Che nell’attesa di vedere perfezionato l’atto lo stesso ricorrente si faceva carico di provvedere con le proprie risorse a tutte le incombenze economiche dell’anziana congiunta; Che durante il periodo di lockdown il ricorrente per forza di cose riduceva la sua frequentazione a casa della madre, pur continuando ad amministrarla e ad assecondare le richieste della congiunta, che voleva avere a disposizione più denaro del solito. Nonostante le notevoli somme date alla donna nel corso dei primi sei mesi dell’anno, la madre continuava a chiedere insistentemente danaro, di cui tuttavia non sempre ha saputo indicarne l’utilizzo; Che la reazione dell’ultranovantenne alle richieste di spiegazioni del figlio, è stata quella di porre in essere nei suoi confronti atteggiamenti che lo hanno insospettito, specialmente dopo che ha trovato con molta frequenza a casa persone che la madre non era solita frequentare; Che inoltre durante il periodo di lockdown la Sig.ra XXXXXX aveva riferito al figlio di strani accadimenti in casa, quali la scomparsa di cose (gioielli, chiavi, il libretto postale cointestato con la figlia dove viene accreditata la pensione, una grande spilla d’oro da foulard, etc.) e di documenti (buoni postali di colore verde cointestati, etc.); Che – arrivato il 10 giugno 2020 giorno fissato per la firma della procura generale – la donna, sostenuta da una nipote, anziché firmare l’atto congedava il notaio ed il suo collaboratore; Che tali comportamenti inducevano il figlio che – tra l’altro – il 12 giugno 2020 aveva trovato in casa della madre una persona qualificatasi come avvocato, sia a fare istanza il 15 giugno 2020 per ottenere l’amministrazione di sostegno della madre (con attribuzione del potere di querela) che a presentare in data 16 giugno 2020 una denuncia contro ignoti per circonvenzione di incapace per poter fare luce sulle “stranezze” accadute, preoccupato che qualcuno in sua assenza si potesse approfittare della donna anziana e malata, soprattutto dopo aver trovato un legale nella casa della madre; Che tutte le preoccupazioni quelle che avevano spinto il reclamante a fare una denuncia, inclusa la possibile circonvenzione d’incapace, sembra non abbiano trovato la giusta attenzione e la querela contro ignoti veniva archiviata, rimanendo così nel limbo dell’indeterminatezza le alienazioni di preziosi di famiglia curate da terzi; Che in data 15 giugno 2020, come precedentemente detto, il reclamante, -anche confortato dalla documentazione medica rilasciata dall’INPS l’11 febbraio 2013 e da quella redatta dal medico della madre l’11 giugno 2020- presentava istanza per ottenere la nomina di AdS della stessa, spiegando sinteticamente le ragioni oggettive per le quali tale nomina era improrogabile; Che nel corso del procedimento Il Giudice Tutelare acquisiva un certificato medico del 21 luglio 2020 tramite l’avvocato munito di procura speciale dall’anziana madre, con la quale lo stesso medico che l’11 giugno 2020 aveva raccomandato al figlio della madre disabile di farla sottoporre a visite (geriatrica e psichiatrica) asseverava che la donna era in grado di intendere e di volere!! Che verosimilmente il Giudice Tutelare deve aver dubitato della credibilità dell’istante e pertanto non ha accolto la richiesta del reclamante finalizzata a essere dichiarato amministratore di sostegno, nonostante i motivi della sua richiesta fossero stati dallo stesso più volte ribaditi al Giudice Tutelare verbalmente; Che la decisione del GT di nominare quale amministratore di sostegno il Sindaco del Comune di XXXXXXXXXXX e per lui il Servizio Sociale di detto Comune, anche con il protrarsi dell’emergenza sanitaria nazionale, si è rivelata del tutto inadeguata; Che invece la nomina del reclamante, unico figlio della Sig.ra XXXXXXXXXXX e unico fratello della Sig.ra XXXXXXXXXXX, avrebbe sicuramente assicurato, oltre che la continuità amministrativa iniziata nell’anno 2006, anche una gestione più agile delle due donne ed in particolare dell’anziana madre, sia nelle incombenze economiche, ma soprattutto nelle incombenze quotidiane; Che nell’abitazione della madre dimora ormai anche la sorella (“amministrata” dal reclamante con procura generale del 7 marzo 2013) e la convivenza delle due donne, con l’ingresso in casa di terze persone, è diventata problematica, anche a causa delle patologie psichiatriche della XXXXXXXXXX, diffidente e a volte ostile nei confronti di persone a lei poco conosciute; Che la situazione creatasi nel ménage familiare con l’ingresso in casa di altre persone durante il periodo di lockdown ha fatto precipitare lo stato di salute della sorella più giovane ma non più capace di autodeterminarsi; Che infine l’amministrata ha bisogno di cure e di prescrizioni mediche costanti e solo un familiare stretto, come è il figlio attuale reclamante, può garantire quell’attenzione e quella periodicità nelle visite che viceversa non potrebbe garantire un’istituzione pubblica, seppure nella figura del Servizio Sociale Comunale; Che il GT nella sua decisione ha agito con pregiudizio nei confronti del Sig. XXXXXXXXXXX, che non può essere giustificato con le sommarie argomentazioni che si leggono nel suo provvedimento; Che infatti si legge nella motivazione del GT che il reclamante avrebbe indotto la madre a sottoscrivere una procura generale. CIO’ NON E’ VERO perché la firma di tale atto era un’operazione concordata e amministrativamente indispensabile per le condizioni fisiche e le consolidate abitudini a delegare della donna; Che il GT nel suo provvedimento inoltre avanza dubbi sulle modalità di rilascio della procura generale della sorella da parte dell’odierno reclamante, nonostante ogni operazione sia facilmente riscontrabile con gli estratti conto o con appunti contabili firmati dal procuratore ed uniti al libretto postale, che la donna ha cointestato con la madre; Che il GT asserisce che la beneficiaria non ha manifestato alcuna fiducia nel proprio figlio perché in passato lo stesso aveva tentato di prelevare dal libretto postale, dove veniva e viene accreditata la pensione dell’anziana donna, somme superiori a quelle concordate (sic !!) Che il GT avrebbe dovuto arguire che tale circostanza non poteva essere VERA per il semplice fatto che, se avesse voluto, il Sig. XXXXXXXXXX avrebbe potuto fare ogni operazione senza preavvertirla e senza che la madre potesse in qualche modo accorgersene, in quanto da molti anni tali operazioni venivano fatte dal reclamante; Che il GT scrive che la mancanza di fiducia da parte della beneficiaria nei confronti del figlio renderebbe la gestione conflittuale e paralizzante. In questo modo però il GT sembra dimenticare che dal 19 marzo 2006 sino al 13 giugno 2020 (data del barricamento in casa della XXXXXXX, su suggerimento di qualche suo improvvisato consigliere) il figlio si è fatto sempre carico di tutti i bisogni dell’anziana madre, senza che la stessa avesse motivo di rimproverarlo e senza che il figlio ne traesse un pur minimo beneficio; Che il Sig. XXXXXXXX ha agito nel passato in modo tale da tutelare la salute fisica e ha sempre provveduto ad amministrare la pensione della madre per dovere e affetto filiale in modo ineccepibile, senza che possa essere attribuita a lui alcuna mancanza sia sotto l’aspetto affettivo sia sotto l’aspetto economico, gestendo le sue finanze in maniera trasparente e con specchiata onestà; Che nonostante le cure e le attenzioni profuse alle strette congiunte, entrambe malate, oggi si trova ingiustamente estromesso dalla vita della madre e – di conseguenza – anche della figlia convivente; Che il GT, nel momento in cui ha motivato la sua decisione di nominare un amministratore estraneo dal nucleo familiare, ha subito l’influenza di coloro che negli ultimi tempi si sono “avvicinati” alla madre, fomentando in lei un ingiustificato “rancore” nei confronti del figlio, probabilmente anche provocato dalla percezione della realtà che può avere una persona ultranovantenne; Che inoltre il Sig. XXXXXXXXX, a seguito della sua querela contro ignoti per sospetta circonvenzione dell’anziana madre, ha dovuto subire persino l’onta di vedersi indagato per simulazione di reato; Che il GT sembra condizionato, senza una vera prova in atti, dall’atteggiamento ingiustificatamente denigratorio della Sig.ra XXXXXXXXX tant’è che la disamina del caso è stato affrontato con una sorta di pregiudizio, come traspare chiaramente dal modo alquanto approssimativo con cui si è proceduto e dalle deboli motivazioni con le quali l’odierno reclamante è stato escluso dalla vita dei suoi cari; C O N S I D E R A T O Che il provvedimento del GT si presenta stigmatizzabile sia sotto un profilo pratico e concreto, per l’impossibilità ora del Dr. XXXXXXXXXX di accudire la Sig.ra XXXXXX nelle ordinarie incombenze quotidiane, come sopra evidenziato, Che il provvedimento di esclusione dall’amministrazione di sostegno del reclamante, senza alcuna evidente prova di un comportamento scorretto o in qualche modo criticabile del reclamante, è contrario a tutti i principi che regolano i rapporti di famiglia; Che la famiglia rappresenta una delle formazioni sociali ove il singolo svolge la sua personalità, e tale concetto diventa molto più stringente quando una delle componenti, come nel caso che ci occupa, ha un’età così avanzata e una salute così compromessa, per cui necessita più che mai essere seguita e accudita da un familiare; Che proprio nella tarda età dei genitori deve essere applicato quel principio solidaristico per cui i figli devono dedicarsi, qualora se ne ravvisino le ragioni, alla loro cura ed ai loro bisogni, come di fatto è avvenuto per tutti i lunghi anni in cui il Dr. XXXXXXXXXXX si è preso cura della madre e della sorella, senza che nulla gli potesse essere rimproverato; Che inoltre non si può sottacere che il reclamante ha già avuto modo di esercitare le funzioni di amministratore di sostegno per XXXXXXX, ormai deceduto, della XXXXXXX. Detta amministrazione si è estinta per la morte del XXXXXXXXX e lo stesso GT, che oggi ha negato la sua nomina ad amministratore di sostegno della madre, ha potuto verificare la correttezza ed onestà del suo operato fino al 28/1/2020; L’inserimento oggi di persone estranee al consolidato e piccolissimo nucleo familiare potrebbe avere degli effetti devastanti sulle due donne, che – in buona sostanza –non potrebbero essere seguite nelle loro cure, visite e accertamenti medici e clinici con quella periodicità e costanza che le loro condizioni fisiche invece richiedono; Che trascorso il periodo in cui l’anziana donna è stata gratificata dalle visite e dalle attenzioni delle persone estranee al suo gruppo familiare, la stessa potrebbe risentire sia della mancanza della presenza del figlio, sia della mancanza delle necessarie e costanti cure mediche; Che infatti quelle stesse persone che hanno generato il sospetto e hanno indotto ad aprire delle indagini per simulazione di reato a carico dell’istante potrebbero nel tempo non avere più lo stesso interesse a prendersi cura della donna, come del resto non hanno mai fatto per molti anni, e non consentirebbero la dovuta frequentazione tra madre e figlio; Tutto ciò premesso e considerato così conclude: Voglia l’Ecc.ma Corte di XXXXX, accertato che la famiglia è il luogo deputato a dare assistenza e solidarietà tra di loro ai suoi componenti, riformare il decreto impugnato ed emesso dal Giudice Tutelare di XXXXXXXXXX e per l’effetto e nominare il Sig. XXXXXXXXXXX Amministratore di Sostegno della madre XXXXXXXXXX con revoca del provvedimento contro cui si ricorre. Si allega; 1) copia del provvedimento impugnato, 2) documenti di parte presentati nel procedimento VG XXX/2020 ed i verbali di udienza. Roma lì 15 gennaio 2021== Avv. XXXXXXXXXXXXXX== 17/1/2021 Antonio Bertinelli============ https://antoniobertinelli.com/2021/01/17/giustizia-2021-un-incubo-40-puntata/
continua

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permalink | inviato da culex il 17/1/2021 alle 17:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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